I figli del popolo e i figli di papà

I figli del popolo

Con i quattro caduti di oggi, salgono a 33 le vittime Italiane sacrificate in Afghanistan. Le ultime vittime di una guerra incomprensibile, ormai combattuta solo a difesa degli interessi economici del clan Karzai,  sono: il caporalmaggiore Gianmarco Manca, 32 anni, di Alghero (Sassari); il caporalmaggiore Marco Pedone, 23 anni di Gagliano del Capo (Lecce); il caporalmaggiore Sebastiano Ville, nato a Lentini (Siracusa) nel 1983; il caporalmaggiore Francesco Vannozzi, nato a Pisa nel 1984.  I militari erano di stanza al settimo reggimento alpini di Belluno, inquadrato nella brigata «Julia».

Ecco l'elenco delle altre vittime italiane a partire dal 2004, anno d'inizio della missione Onu.

2004

3 ottobre: un mezzo su cui viaggiavano 5 soldati esce di strada uccidendo il caporal maggiore Giovanni Bruno, mentre altri quattro militari restano feriti.

2005

3 febbraio: un velivolo civile in volo da Herat a Kabul, precipitava a 60 Km sud est dalla capitale, in zona di montagna. Sul volo era presente il capitano di vascello Bruno Vianini effettivo al Comando Interforze Operazioni Forze Speciali, in servizio presso a Herat.

11 ottobre: a causa di un incidente mortale, perde la vita il caporal maggiore capo Michele Sanfilippo.

2006

5 maggio: a seguito dell'esplosione di un ordigno al passaggio di una pattuglia del contingente, perdevano la vita il capitano Manuel Fiorito e il maresciallo capo Luca Polsinelli.

2 luglio: il colonnello Carlo Liguori perdeva la vita a seguito di un malore.

20 settembre: in un incidente stradale a Kabul, perse la vita il caporal maggiore Giuseppe Orlando.

26 settembre: a seguito dell'esplosione di un ordigno al passaggio di una pattuglia del Contingente, nel distretto di Chahar Asyab, circa 10 km a sud di Kabul, perdeva la vita il caporal maggiore capo scelto Giorgio Langella e successivamente, il caporal maggiore Vincenzo Cardella.

2007

24 settembre: ferito l'agente del Sismi Lorenzo D’Auria che morirà il 4 ottobre per le ferite riportate durante la sua liberazione dai talebani.

24 novembre: un kamikaze si fa saltare in aria a Pagman, a 15 chilometri a ovest di Kabul uccidendo il maresciallo capo Daniele Paladini.

2008

13 febbraio: in un scontro a fuoco nella valle di Ezeebin nei pressi di Rudbar a circa 60 chilometri dalla capitale venne ucciso il maresciallo Giovanni Pezzullo.

21 settembre: il caporal maggiore Alessando Caroppo perdeva la vita per cause naturali.

2009

15 gennaio: il maresciallo Arnaldo Forcucci perdeva la vita per cause naturali.

14 luglio: per l'esplosione di un ordigno nei pressi di JGanjabad, a circa 40 km ad est di Farah, veniva ucciso il primo caporal maggiore Alessandro Di Lisio.

17 settembre: per l'esplosione di un'autobomba perdevano la vita sei militari dell'esercito: il capitano Antonio Fortunato, il sergente Maggiore Capo Roberto Valente, i caporal maggiore Massimiliano Randino, Matteo Mureddu, Giandomenico Pistonami e Davide Ricchiuto.

15 ottobre: per il ribaltamento del messo su cui viaggiava perdeva la vita il primo caporal maggiore Rosario Ponziano.

2010

26 febbraio: il consigliere diplomatico Pietro Antonio Colazzo resta ucciso in un attentati nell'area di Shahr-i-Naw.

17 maggio: lo scoppio di un ordigno a bordo strada uccide il sergente Massimiliano Ramadù e il primo caporal maggiore Luigi Pascazio.

23 giugno: il caporal maggiore scelto Francesco Saverio Positano muore cadendo dal proprio mezzo.

25 luglio: suicida un militare presso l'aeroporto di Kabul.

28 luglio: il maresciallo Mauro Gigli e il caporal maggiore capo Pierdavide De Cillis restano uccisi durante il disinnesco di un ordigno a Herat.

17 settembre ucciso il tenente Alessandro Romani a Bakwah mentre cercava di catturare un gruppo di insorgenti che aveva appena piazzato un ordigno.

... e i figli di papà


Geronimo La Russa

Consiglio direttivo dell'Automobile club di Milano. Un presidente e due vice. Tra questi Geronimo La Russa, figlio del ministro della Difesa, socio in affari con Salvatore Ligresti. Il dato conferma la linea di una famiglia, quella dei La Russa, ormai vero potentato nel capoluogo lombardo. Per capire basta spulciare il Cda di Aler (Azienda lombarda per l'edilizia residenziale), oppure i componenti del Comitato scientifico per la sicurezza urbana dove spicca il nome del consigliere comunale Marco Osnato, sponda azzurra, ovviamente, ma soprattutto genero di Romano La Russa. Senza contare il comparto sanità. Dal Pio Albergo Trivulzio fino all'ospedale San Paolo nel cui collegio sindacale compare il nome di Vincenzo La Russa, altro fratello di Ignazio.

9 ottobre 2010 · Patrizio Oliva

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