I controlli sulle dichiarazioni DSU ISEE del nucleo familiare [Commento 1]

  • Pietro Borghetto 26 giugno 2014 at 07:54

    Gentili sigg.
    spero che questa sezione per esporre il caso sia giusta. Il fatto:
    Nel 2009 abbiamo fatto compilare dal CAF l'ISEE (redditi 2008) per ottenere l'aliquota relativa alla quota di frequenza all'asilo nido del Comune di Roma ( ex mun.XII). L'unico organo abilitato in quel periodo era il CAF (per conto INPS) quindi un privato cittadino non poteva fare altrimenti. Il CAF nella compilazione del modello ha inserito, per un componente del nucleo familiare, il dato che risultava lavoratore dipendente (vero) ma nella casella Reddito ha inserito "0". Quindi madornale errore anche perchè lo stesso CAF aveva compilato il mod.730 redditi 2008 relativo a quel familiare per un reddito di circa 12.000 euro. Non solo, riteniamo che il suddetto modello ISEE mancava di controllo incrociato tra le tabelle compilate. (cioè se metto zero reddito a lavoro dipendente, non può essere.).
    In questo mese di giugno 2014 al familiare che ha presentato la domanda nel 2009, è stato redatto un verbale dalla G.d.F. per dichiarazione mendace, in quanto è stato omesso nella duddetta dichiarazione,il reddito di un familiare del 2008(c.a.12.000 da sommare all'altro componente del nucleo) ma visto che l'importo "evaso" non superava i 3900 circa euro, veniva sanzionato per la modica cifra di 6.800 euro c.a. Avendo applicato l'aliquota massima della quota di iscrizione all'asilo nido moltiplicata per 3.
    Le domande: quali sono le strade da percorrere per opporsi a tale sanzione (nel caso di respinta del ricorso devono essere pagati circa 25.000 euro)? Visti gli errori sia del CAF chè della modulistica, ci sono presupposti validi e certi per ottenere il giusto?
    Speriamo di essere stati chiari.
    Grazie
    P.Borghetto

    • Ornella De Bellis 26 giugno 2014 at 08:57

      Il CAF fornisce supporto per la compilazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica ISEE, ma è il dichiarante che, sottoscrivendola, si assume la responsabilità della veridicità dei dati in essa riportati.

      In altri termini, il dichiarante risponde della sanzione, salvo poi chiedere il risarcimento danni, in sede civile, dimostrando che l'errore è esclusivamente dovuto ad incompetenza e superficialità del CAF nella compilazione della dichiarazione, a fronte di dati veritieri e coerenti forniti dal dichiarante.

      Credo che l'unica strada da percorrere nell'immediato sia l'acquiescenza, che comporta un notevole abbattimento della sanzione con il pagamento effettuato entro 30 giorni dalla notifica dell'accertamento.

      Poi, potrà valutare l'eventualità di aprire un contenzioso con il CAF.

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