I cattivi maestri e le vacanze diverse ... a Villa Certosa

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Ibiza? Banale. New York? Commerciale. Mykonos? Ordinario. Questa estate fai una cosa diversa. Questa estate, fà la cosa giusta. Una settimana per apprendere nozioni utili, fare amicizia, conoscere persone straordinarie, scoprire attitudini e soddisfare la propria voglia di impegno civile

Questo lo slogan con il quale il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, ha lanciato un programma educativo per 1340 ragazzi reclutati tra i più meritevoli, in età compresa fra i 16 e i 22 anni (e sarebbe interessante sapere in quanti hanno risposto al bando ministeriale).

Descrivendo la lodevole iniziativa l'on. Alessandro Pagano (ex assessore al Bilancio della Regione Sicilia) in un articolo a titolo "Una nuova pedagogia per cancellare i cattivi maestri" pubblicato sul sito Il Mascellaro.it e recitato in un video youtube,  scrive fra l'altro:

"La cultura dell'impegno in alternativa alla cultura dell'indifferenza; l'educazione alla cittadinanza da contrapporre al bullismo o al nichilismo; il volontariato, la disciplina e la meritocrazia vincenti rispetto all'assenza dei valori e all'anarchia. Sono questi in sintesi gli obiettivi, neanche tanto velati, che si è prefissata Giorgia Meloni, intraprendente e valoriale Ministro delle Gioventù del Governo Berlusconi."

"Come è stato sottolineato da tutti gli educatori è diventato normale in questa società pensare che tutto sia uguale e che nulla abbia valore se non il denaro, il potere, la posizione sociale.  La cultura del desiderio e della trasgressione ormai la fanno da padrona in ogni programma televisivo mentre è stata negata la speranza e la positività della vita.  Sta crescendo in questa Italia post-sessantottina una generazione di ragazzi che si sentono orfani: senza padri, senza maestri, senza Dio.  Costretti a camminare come sulle sabbie mobili, sono annoiati, senza ideali ed in balia alle mode del momento."

"Ma la loro noia ha una responsabilità. Chi doveva educare (cioè la generazione degli attuali 50-60enni) dove era? Cosa faceva? Che testimonianza dava?"

(l'on. Alessandro Pagano in "Una nuova pedagogia per cancellare i cattivi maestri")

Col senno di poi, si discute oggi se sarebbe stato il caso di  includere, nel programma educativo dell'intraprendente e valoriale Ministro delle Gioventù del Governo Berlusconi,  anche una settimana a Villa Certosa.

"C’è la gelateria. Tu vai lì, e ti servono tutto il gelato che vuoi. Gratis. Se ci pensa, è una trovata molto divertente. E sa qual è il gusto più buono? Il gelato del Presidente, squisito!"  racconta Marcello Dell'Utri. "E c'è pure la pizzeria. Ecco, si vaga nei giardini mangiando sorbetti e tranci di pizza, e poi si chiacchiera, si parla, si fa salotto... "

Esiste un posto migliore dove acquisire l'attitudine ad una alimentazione così semplice, sana e genuina?

Flavio Briatore ci fa sapere, invece,  che a villa Certosa  "c'è il gioco del vulcano. Si chiacchiera del più e del meno e quando il gruppo si avvicina al laghetto Silvio finge di preoccuparsi, dicendo che la Sardegna è una zona vulcanica. E a quel punto si sente un'esplosione pazzesca, ci sono effetti tipo fiamme..."

Dopo l'Aquila, è il vulcano di Villa Certosa il sito più adatto ad esercitazioni di protezione civile finalizzate a  soddisfare la voglia di impegno sociale dei giovani.

Sandro Bondi testimonia "che la villa è a pochi metri dal mare. Una mare, come lei saprà, di una bellezza assoluta". Eppoi "nei giardini della villa ci si può tro­vare a cena, oppure a pranzo, con imprendito­ri di passaggio, e con amici, con parlamentari, con dirigenti politici... ma anche, e questo è uno degli aspetti francamente più simpatici, con tante belle famigliole".

Non c'è altro posto al mondo che offra, come Villa Certosa, occasioni  per fare amicizie e conoscere persone straordinarie: Mirek Topolanek ex primo ministro ceco (anche se lo si incontrasse nudo, le nozioni di naturismo possono essere molto istruttive) Noemi Letizia e le Fantastiche 4 e, come abbiamo visto, Marcello Dell'Utri (pregiudicato, ma non per rapina impropria), Sandro Bondi (ex sindaco comunista di Favizzano fulminato sul viale che porta ad Arcore), Flavio Briatore (proprietario del famosissimo Billionaire) e tanti altri.

Ed ancora il settimanale Oggi riferisce  che a Villa Certosa è possibile ammirare il teatro greco romano per le  esibizioni del premier in coppia con il cantante Mariano Apicella (i testi delle canzoni sono scritti personalmente da Silvio Berlusconi, questa la ragione per cui Apicella si è guadagnato un'immensa fama come cantastorie),  l'immancabile campo di calcio, la statua della donna-cavallo, l'angolo dei dolmen, la piscina con acqua di mare a forma di palma per la talassoterapia con intorno i cactus (piante mai viste in Sardegna), finti nuraghi, laghetti artificiali con tanto di isolette ...

Ma quello della Gioventù è un  ministero senza portafoglio. Dove reperire i fondi per finanziare un soggiorno di una settimana a Villa Certosa? Nessun timore. E' ancora Flavio Briatore a venirci in aiuto con le sue confidenze a  fil di voce: "Il presidente ama circondarsi di per­sone giovani: sono meno noiose, ti dan­no ispirazione, sono il futuro. In più, lui è una persona di una generosità unica."

Resta un ultimo ostacolo: come si trasferiscono tanti giovani a Villa Certosa, in Sardegna, a costo zero?

E' addirittura  Palazzo Chigi a far sapere che  "se po' fa" o meglio "Yes, we can".   "Con riferimento alla facoltà che a persone estranee alla delegazione possa essere offerta la possibilità di un passaggio sull'aereo di Stato assegnato al servizio del premier" recita la nota ufficiale "l'imbarco aggiuntivo di uno o più passeggeri su un volo già programmato non comporta alcun aggravio di spesa".

Bingo!

E dunque, se il ministro Meloni  programmasse con il premier Silvio Berlusconi un paio  di visite istituzionali in Sardegna, sarebbe pienamente legittimo imbucare, in ogni volo dell'aereo di Stato, anche i vincitori del concorso "Campo Giovani 09 - una vacanza diversa a Villa Certosa".

2 giugno 2009 · Antonio Scognamiglio

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  • gianluca di feo 3 giugno 2009 at 20:57

    Magari fosse solo Apicella. Magari fosse solo il menestrello di corte ad accomodarsi sui jet presidenziali per volare verso la reggia di villa Certosa. Ormai le scalette per salire sugli aerei di Stato sono diventate larghissime: a bordo può salire chiunque, ministri e sottosegretari, assistenti e portavoce, parenti e amiche. Clemente Mastella ha fatto scuola: il suo viaggio al Gran Premio con figlio e conoscenti è diventato un modello. E così Silvio Berlusconi nello scorso agosto ha cancellato l'austerity aeronautica introdotta dal governo Prodi dopo lo scandalo dell'Airbus di Monza più affollato della metro nell'ora di punta. I risultati si sono visti subito. I decolli dei velivoli del 31mo stormo, che da Roma Ciampino garantisce il trasporto delle autorità, sono aumentati a velocità supersonica: raddoppiati o addirittura triplicati. Il confronto tra lo stesso periodo dell'anno è eloquente.

    I dati ottenuti da ‘L'espressò mostrano che a gennaio 2008 c'erano state 153 ore di volo per accompagnare in giro ministri e presidenti, un anno dopo erano diventate 370. A febbraio si passa da 176 a 468; a marzo da 183 a 510; ad aprile da 124 a 471. In questo mese di maggio appena concluso, denso di impegni elettorali sparsi per la penisola, ci sono state centinaia di missioni vip con Airbus e Falcon impegnati fino ai limiti tecnici. Al ministero della Difesa è scattato l'allarme rosso: se si dovesse continuare con questo ritmo, a fine 2009 gli Stakanov del jet presidenziale potrebbero arrivare a bruciare oltre 5600 ore a spasso tra le nuvole.

    Più di 15 ore al giorno, un primato che potrebbe battere i consumi mostruosi del 2005 quando l'overdose di aerei blu spinse Gianni Letta a rimproverare tutto il governo. Parole volate via nel vento.

    Oggi ministri e sottosegretari sgomitano per spaparanzarsi sulle poltrone in pelle di Falcon e Airbus dagli arredi extralusso. La flotta del 31mo stormo non basta più: i 10 jet, nonostante offrano 216 comodissimi posti, non riescono a soddisfare le brame aviatorie del governo Berlusconi. Ed ecco che tornano in pista le Ferrari dei cieli, i Piaggio 180 di Pratica di Mare, bimotori executive che dovrebbero servire per collegare le basi dell'Aeronautica. Prodi ne aveva vietato l'uso per i voli di Stato: nei primi mesi del 2008 mai un decollo. Ma il salottino volante fa gola a tanti politici di seconda fila, che in soli quattro mesi quest'anno si sono accaparrati 240 ore di volo a sbafo.

    E poi c'è la fantomatica Cai, non la compagine che ha rilevato Alitalia ma la leggendaria squadriglia dei servizi segreti. Che con il pretesto della sicurezza svolge il 90 per cento dell'attività come taxi per ministro. Anche lì Prodi e il suo sottosegretario Enrico Micheli erano stati drastici: ‘Basta gite di governò . E per concretizzare l'ordine si era deciso di mettere in vendita due dei cinque Falcon della Cai.

    Adesso invece di ridurre la flotta non si parla più, perché l'hangar degli 007 pullula di auto blu che trasbordano politici e accompagnatori al riparo da sguardi curiosi. Si stima che dall'insediamento del Cavaliere la Cai abbia già regalato 1800 ore di volo al governo, un altro record a carico dei contribuenti. Il bilancio finale dei costi è altissimo. Solo per i dieci jet del 31mo stormo il 2008 ha significato una spesa di quasi 40 milioni di euro, su cui ha pesato il consumo di carburante a prezzi stratosferici nel semestre berlusconiano: con i vincoli prodiani si contava di pagarne circa la metà. È come se in 180 giorni fossero stati bruciati 25-30 milioni di euro: in alcune giornate fino a 160 mila euro buttati via per i velocissimi taxi dei politici vincenti. E se si aggiungono gli esborsi top secret per i passaggi a bordo degli 007 con le ali della Cai e delle Ferrari dei cieli si rischia di arrivare a una bolletta annuale salatissima: un conto da oltre 60 milioni di euro. Alla faccia della crisi e dei sacrifici per gli italiani. Sono lontani i tempi in cui l'austerity prodiana aveva fatto ipotizzare un taglio netto anche al 31mo stormo: via un quinto dello schieramento, mettendo all'asta un paio di Falcon e forse un Airbus. Un'illusione scomparsa dagli schermi radar.