Ha preferito il suicidio in silenzio - Ma il frastuono di questa vergogna pesa su noi debitori

Tra le varie vergogne che si succedono in Italia da quarant'anni e forse più, a dispetto di tutti i governi monocolore o arcobaleno che si sono alternati al comando di questo paese di pulcinella, la questione del recupero crediti è una delle più odiose e resistenti. In mezzo alle pieghe delle leggi non leggi, della burocrazia infame e dei cavilli fiscalfinanziari, l'italiano medio, inteso come dito medio, ben ci si infila al centopercento, convinto e tutti i giorni confortato dalla realtà di avere una sorta di immunità divina.

"Io non pago la fattura e non mi dovete nemmeno disturbare, tanto non succede nulla, nessuno mi può toccare". Basta affidarsi ad un qualsiasi commercialista azzeccafatture per sapere come si fa. Ordino materiale, servizi o prestazioni. Arrivano le fatture già contrattate a 180 giorni. Tiro a campare scuse e ritardo il più possibile i pagamenti fino ad arrivare alll'ingiunzione del tribunale, e qui scatta l'operazione IdF che non è un nuovo ennesimo partito ma sta per l'Italietta dei furbi. Metto tutto in liquidazione, intesto quello che ho a terzi o rimpolpo i materassi di casa presa in affitto e del tribunale me ne impippo alla grande.

La prima beffa è constatare che il soggetto in questione non solo non sparisce dalla circolazione ma con massima tranquillità svolge lo stesso lavoro o professione con le quali ti ha gabbato, allo stesso domicilio lavorativo, con lo stesso nome dell'azienda al quale ha aggiunto una parolina, meglio se inglese almeno ti senti cornuto ma internazionale. La seconda beffa è pagare la parcella dell'avvocato che ti assiste all'impresa del recupero del credito, professionista che spesso è chiaramente a conoscenza della scarsissima possibilità di successo ma che fa il suo lavoro e quindi deve essere retribuito. La terza ridicola e amarissima beffa è che il credito non riscosso va a reddito e ci si deve pure pagare le tasse. L'Iva l'hai versata da tempo.

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17 novembre 2010 · Patrizio Oliva

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