Le procedure cautelari di Equitalia: gli obblighi imposti dalla legge, i limiti e le tutele a favore dei contribuenti

Come noto, trascorsi 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale, se il contribuente non ha provveduto a pagare, a rateizzare o non è intervenuto un provvedimento di sospensione o annullamento del debito, Equitalia è tenuta per legge a compiere ulteriori azioni per riscuotere gli importi richiesti dagli enti creditori (Agenzia delle Entrate, Inps, Comuni ecc.).

Le procedure che è possibile attivare, a garanzia delle somme non pagate, sono il fermo amministrativo e l'ipoteca, sempre precedute in tempo utile da appositi avvisi e comunicazioni.

Equitalia può disporre il blocco dei veicoli intestati al debitore tramite iscrizione del fermo amministrativo nel Pubblico Registro Automobilistico (le cosiddette ganasce fiscali).

Prima di procedere Equitalia invia un preavviso di 30 giorni per consentire al contribuente di avere ulteriore tempo per decidere come regolarizzare la sua posizione.

Nessun fermo invece può essere iscritto se si dimostra che il veicolo è necessario per lo svolgimento della professione, dell'attività di impresa oppure è utilizzato per finalità assistenziali.

Per i debiti più rilevanti, complessivamente superiori a 20 mila euro, Equitalia può iscrivere ipoteca su un bene immobile.

Anche in questo caso sarà inviato un preavviso di 30 giorni durante i quali il contribuente potrà decidere come regolarizzare la sua posizione.

Equitalia non può pignorare e vendere all'asta la prima e unica casa di proprietà dove il debitore abita e ha stabilito la propria residenza, purché non si tratti di un immobile di lusso. Per gli altri immobili il pignoramento è possibile solo in presenza di debiti superiori a 120 mila euro.

Dopo un anno dalla notifica della cartella esattoriale, senza che siano state attivate procedure, Equitalia è tenuta a inviare un avviso di intimazione.

Dalla data di notifica il contribuente ha 5 giorni di tempo per pagare il debito, rateizzare oppure chiedere la sospensione della riscossione nei casi previsti dalla legge. Scaduto questo termine, Equitalia potrà attivare le procedure non ancora intraprese per il recupero degli importi non versati.

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Commenti e domande dei lettori

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  • rahaeel 5 gennaio 2015 at 19:46

    Buongiorno. Ho 27 anni. Vivo da solo da due anni e sono disoccupato da 4 mesi. Come tutti ho delle spese, affitto , bollette assicurazione auto, ecc ed avendo dei finanziamenti che pagavo sono rimasto in arretrato. Ho ricevuto a dicembre la disoccupazione che avrei usato per fare la spesa pagare l'affitto per evitare lo sfratto e fare il pieno all auto per cercare lavoro. La corrente mi è già stata staccata. L'avviso di accettazione della disoccupazione mi è arrivato in gennaio e dal 20 dicembre i soldi erano sul conto a mia insaputa. Quando mi recai in posta per ritirare i soldi mi accorgo che la posta ha prelevato i soldi della disoccupazione per coprire gli arretrati lasciandomi senza i soldi per i quali lavoro da 10 anni e che lo stato mi ha concesso per aiutarmi in questo momento di crisi per sopravvivere. Devo suicidarmi, minacciare qualcuno o c'è un modo per avere il sussidio che mi spetta? Grazie anticipatamente.

    • Ludmilla Karadzic 6 gennaio 2015 at 05:58

      Lei deve revocare i RID (Rapporti Interbancari Diretti) relativi ai finanziamenti in corso. Il RID, infatti, è un ordine di pagamento impartito dal correntista all'intermediario (la banca o Poste Italiane) per coprire le richieste periodiche di prelievo effettuate, direttamente sul circuito interbancario, dai soggetti terzi autorizzati dal correntista stesso. In mancanza di esplicite disposizioni di revoca dei RID, la banca, o Poste Italiane, deve obbligatoriamente procedere ad eseguire gli addebiti pervenuti, altrimenti il correntista potrebbe chiedere ed ottenere il risarcimento degli eventuali danni conseguenti al loro mancato pagamento.