Le procedure esecutive di Equitalia: gli obblighi imposti dalla legge, i limiti e le tutele a favore dei contribuenti

Come noto, Equitalia è tenuta a compiere le azioni previste dalla legge per recuperare quanto dovuto agli enti creditori (Agenzia delle Entrate, Inps, Comuni, ecc).

L'Agente della Riscossione, infatti, può procedere al pignoramento quando il contribuente, dopo aver ricevuto la cartella esattoriale, gli avvisi e i successivi solleciti, non ha provveduto a pagare o rateizzare gli importi dovuti nei tempi previsti.

Prima di procedere Equitalia invierà comunque le dovute comunicazioni.

La legge prevede la possibilità di procedere al pignoramento dei beni mobili e immobili e alla vendita all'asta. Tuttavia per i contribuenti sono previste ampie tutele.

Ad esempio, Equitalia non può mai procedere al pignoramento della prima e unica casa di proprietà dove il debitore abita e ha stabilito la propria residenza, purché non si tratti di un immobile di lusso.

Per gli altri immobili il pignoramento è possibile solo in presenza di debiti superiori a 120 mila euro e dopo che sono trascorsi 6 mesi dall'iscrizione di ipoteca. D'intesa con Equitalia, il contribuente può vendere l'immobile pignorato o ipotecato.

In questo caso l'intero ricavato sarà versato direttamente a Equitalia che utilizzerà l'importo per il pagamento del debito e restituirà al contribuente l'eventuale somma eccedente.

Nel caso di pignoramento di stipendio o pensione, invece, la quota pignorabile procede per gradi per salvaguardare le necessità dei contribuenti con meno disponibilità economica. Si parte da un decimo per stipendi/pensioni fino a 2.500 euro, pertanto l'importo pignorabile è al massimo 250 euro al mese.

Se lo stipendio o la pensione sono più elevati, allora aumenta anche la quota pignorabile (un settimo per importi compresi tra 2.500 e 5.000 euro fino ad arrivare a un massimo di un quinto se si superano i 5 mila euro mensili).

Il pignoramento può essere effettuato anche sulle somme depositate sul conto corrente, ma senza includere l'ultimo stipendio o pensione che resta sempre disponibile per qualsiasi necessità del debitore.

C'è poi un'altra modalità di recupero stabilita dalla legge, il cosiddetto pignoramento presso terzi: Equitalia può esigere il pagamento non rivolgendosi direttamente al debitore ma a un soggetto terzo che a sua volta è debitore del contribuente moroso. Ad esempio Equitalia può pignorare le somme che una ditta deve pagare a un proprio fornitore qualora quest'ultimo abbia cartelle in sospeso.

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Commenti e domande dei lettori

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  • rahaeel 5 gennaio 2015 at 19:46

    Buongiorno. Ho 27 anni. Vivo da solo da due anni e sono disoccupato da 4 mesi. Come tutti ho delle spese, affitto , bollette assicurazione auto, ecc ed avendo dei finanziamenti che pagavo sono rimasto in arretrato. Ho ricevuto a dicembre la disoccupazione che avrei usato per fare la spesa pagare l'affitto per evitare lo sfratto e fare il pieno all auto per cercare lavoro. La corrente mi è già stata staccata. L'avviso di accettazione della disoccupazione mi è arrivato in gennaio e dal 20 dicembre i soldi erano sul conto a mia insaputa. Quando mi recai in posta per ritirare i soldi mi accorgo che la posta ha prelevato i soldi della disoccupazione per coprire gli arretrati lasciandomi senza i soldi per i quali lavoro da 10 anni e che lo stato mi ha concesso per aiutarmi in questo momento di crisi per sopravvivere. Devo suicidarmi, minacciare qualcuno o c'è un modo per avere il sussidio che mi spetta? Grazie anticipatamente.

    • Ludmilla Karadzic 6 gennaio 2015 at 05:58

      Lei deve revocare i RID (Rapporti Interbancari Diretti) relativi ai finanziamenti in corso. Il RID, infatti, è un ordine di pagamento impartito dal correntista all'intermediario (la banca o Poste Italiane) per coprire le richieste periodiche di prelievo effettuate, direttamente sul circuito interbancario, dai soggetti terzi autorizzati dal correntista stesso. In mancanza di esplicite disposizioni di revoca dei RID, la banca, o Poste Italiane, deve obbligatoriamente procedere ad eseguire gli addebiti pervenuti, altrimenti il correntista potrebbe chiedere ed ottenere il risarcimento degli eventuali danni conseguenti al loro mancato pagamento.