Quando la cartella esattoriale di Equitalia non deve essere pagata

Come noto, equitalia notifica ai cittadini le cartelle di pagamento per conto di vari enti pubblici.

Se si ritiene di non dover pagare gli importi richiesti, è possibile difendere le proprie ragioni con più facilità.

Grazie all'assistenza di Equitalia, infatti, si può chiedere di sospendere la riscossione e di avere risposta in tempi certi.

E' possibile chiedere direttamente agli uffici di Equitalia la sospensione della riscossione degli importi contenuti in una cartella esattoriale o in ogni altro documento notificato da Equitalia quando, ad esempio, si è già pagato l'importo richiesto o si è in possesso di una sentenza che ha dato ragione al contribuente, o di uno sgravio dell'ente creditore.

La sospensione può essere richiesta in presenza di qualsiasi causa che rende non esigibile il credito da parte dell'ente pubblico creditore.

La domanda va presentata entro 90 giorni da quando Equitalia ha notificato la cartella o il primo atto di riscossione.

Per inoltrare la domanda, è sufficiente presentare un semplice modulo, reperibile allo sportello o sul sito di Equitalia, e spiegare i motivi per cui non si deve pagare.

Alla richiesta vanno allegati un documento di riconoscimento e tutta la documentazione in possesso, come ad esempio la ricevuta che attesta il pagamento già avvenuto, il provvedimento di sgravio o la sentenza a favorevole.

Se non puoi andare allo sportello di Equitalia per presentare la domanda, è possibile fare tutto online con il servizio Sospendere la riscossione sul sito internet di Equitalia.

In alternativa, è possibile inviare la richiesta con raccomandata a/r ai recapiti indicati nella cartella oppure inviando un fax o una email ai recapiti presenti nel modulo.

Ricevuta la domanda completa di tutta la documentazione, Equitalia sospende immediatamente l'attività di riscossione e chiede una verifica all'ente creditore. Se la documentazione presentata è incompleta, Equitalia chiederà le integrazioni necessarie.

Se entro 220 giorni non si riceve alcuna risposta dall'ente creditore, le somme richieste non sono più dovute.

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su quando la cartella esattoriale di equitalia non deve essere pagata.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.

  • rahaeel 5 gennaio 2015 at 19:46

    Buongiorno. Ho 27 anni. Vivo da solo da due anni e sono disoccupato da 4 mesi. Come tutti ho delle spese, affitto , bollette assicurazione auto, ecc ed avendo dei finanziamenti che pagavo sono rimasto in arretrato. Ho ricevuto a dicembre la disoccupazione che avrei usato per fare la spesa pagare l'affitto per evitare lo sfratto e fare il pieno all auto per cercare lavoro. La corrente mi è già stata staccata. L'avviso di accettazione della disoccupazione mi è arrivato in gennaio e dal 20 dicembre i soldi erano sul conto a mia insaputa. Quando mi recai in posta per ritirare i soldi mi accorgo che la posta ha prelevato i soldi della disoccupazione per coprire gli arretrati lasciandomi senza i soldi per i quali lavoro da 10 anni e che lo stato mi ha concesso per aiutarmi in questo momento di crisi per sopravvivere. Devo suicidarmi, minacciare qualcuno o c'è un modo per avere il sussidio che mi spetta? Grazie anticipatamente.

    • Ludmilla Karadzic 6 gennaio 2015 at 05:58

      Lei deve revocare i RID (Rapporti Interbancari Diretti) relativi ai finanziamenti in corso. Il RID, infatti, è un ordine di pagamento impartito dal correntista all'intermediario (la banca o Poste Italiane) per coprire le richieste periodiche di prelievo effettuate, direttamente sul circuito interbancario, dai soggetti terzi autorizzati dal correntista stesso. In mancanza di esplicite disposizioni di revoca dei RID, la banca, o Poste Italiane, deve obbligatoriamente procedere ad eseguire gli addebiti pervenuti, altrimenti il correntista potrebbe chiedere ed ottenere il risarcimento degli eventuali danni conseguenti al loro mancato pagamento.