La documentazione  attestante la legittimità della richiesta e la corretta consistenza del credito vantato

E allora signori, per non finire come Pippo, quando una società di recupero crediti vi contatta per esigere il dovuto, rispondete immediatamente, con comunicazione scritta inviata tramite raccomandata AR, che sarà vostra cura provvedere all'estinzione del debito, appena la società in questione avrà provveduto a fornire al debitore:

  • copia conforme delle lettere di cessione (tutte, dalla società A alla società Z) che consentano di ricondurre la titolarità del credito dal primo creditore  (l'unico che può essere riconosciuto dal debitore come legittimo) alla società cessionaria che lo rivendica;
  • estratto conto cronologico che metta il debitore nella condizione di poter ricostruire (direttamente o attraverso perizia di parte) l'esatta consistenza  dell'importo vantato dall'ultima cessionaria (importo già gravato da interessi legali e di mora più volte applicati nel trasferimento del credito da A a Z)   a partire dal debito iniziale effettivamente assunto. Con indicazione specifica dei tassi legali, convenzionali e moratori applicati e delle date di decorrenza di ciascuno di essi. In altri termini il debitore deve poter verificare, sulla base di elementi oggettivi, che non siano stati utilizzati tassi di interesse usurai, nè siano stati commessi errori di calcolo, nè si sia fatto ricorso a pratiche anatocistiche nella determinazione delle obbligazioni accessorie;
  • copia conforme delle comunicazioni di messa in mora del debitore (tutte, dalla società A alla società Z) e delle allegate ricevute di invio tramite raccomandata A/R. Il che renderà possibile escludere una eventuale intervenuta prescrizione del credito oltre a fornire le necessarie indicazioni per le verifiche di cui al paragrafo precedente.

La società di recupero crediti potrà rifiutarsi, ovviamente, di fornire tutto quanto richiesto dal debitore.

D'altra parte, la necessità di prendere visione della documentazione appena indicata,  è certamente dettata dal buon senso: a meno di  voler pretendere che, dopo anni, ad una perentoria intimazione presentata da una società di recupero crediti qualsiasi, per un importo di cui non si riesce a comprendere la natura e le modalità di applicazione degli interessi, il debitore debba pagare senza battere ciglio. Fidandosi esclusivamente della parola del creditore.

Quello che importa è che, a fronte di richieste sacrosante avanzate dal debitore, nessun giudice concederà il decreto ingiuntivo a quel creditore  che si rifiuta di fornire informazioni su come sia effettivamente maturato  e si sia formato l'importo il cui pagamento si vuole esigere.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Francesco 22 maggio 2010 at 12:13

    Beh, caro Maurizio, è una questione di punti di vista. E lo affermo perchè, quando hai una veriazione in negativo del proprio reddito che neanche ti permette di arrivare alla fine del mese e nessuna proprietà intestata, le finanziarie (aka strozzini legalizzati) si attaccano!!!

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