Dal 22 giugno 2013 iter più breve per l'opposizione al decreto ingiuntivo - Approfondimenti

Chi vanta un credito per una somma, per cose fungibili o per la consegna di una cosa mobile determinata, se offre prova scritta, può chiedere al tribunale di ingiungere al suo debitore di pagare o consegnare le cose entro un termine di 40 giorni.

Se entro questa scadenza il debitore non adempie né propone opposizione, il creditore può procedere a esecuzione forzata.

Il termine per proporre opposizione decorre dalla notifica del decreto ingiuntivo.

L'opposizione si propone con un atto di citazione e instaura un giudizio che, in base all'articolo 645, comma 2, del Codice di procedura civile, si svolge con le norme del procedimento ordinario.

Ma lo stesso articolo 645, comma 2, prevedeva che i termini di comparizione per le parti fossero ridotti della metà.

Le Sezioni unite della Cassazione, con una sentenza innovativa (la 19246/2010), avevano ritenuto che il dimezzamento dei termini fosse automatico. Quindi il presunto debitore che proponeva opposizione doveva chiamare in giudizio la controparte a un'udienza distante almeno 45 giorni (e non 90) rispetto alla data di notifica della citazione, ma era tenuto a costituirsi in cancelleria entro 5 giorni (e non 10) da quando era stata eseguita la notifica della citazione.

La legge 218 del 2011 è intervenuta per eliminare le conseguenze di quella sentenza, che stava determinando una raffica di dichiarazioni di inammissibilità di opposizioni già proposte, quando invece si riteneva che la norma non ponesse un meccanismo automatico di dimezzamento dei termini.

E così, dall'articolo 645 del Codice di procedura civile sono state soppresse le parole: ma i termini di comparizione sono ridotti della metà.

Poi con una norma interpretativa si è stabilito che la riduzione del termine di costituzione dell'opponente a 5 giorni si applicava solo se nella citazione egli avesse assegnato all'opposto un termine inferiore a 90 giorni.

Questa regola ha indotto chi propone opposizione a decreto ingiuntivo ad assegnare alla controparte un termine sempre più lungo, per non correre il rischio di subire poi il più breve termine di 5 giorni per la costituzione.

E questo può dilatare i tempi del giudizio di opposizione e le prospettive di recuperare il credito. Già la norma generale dell'articolo 163-bis del Codice di procedura civile prevede che il convenuto al quale l'attore abbia assegnato un termine che eccede quello ordinario di 90 giorni si possa costituire e chiedere al presidente del tribunale che la prima udienza sia fissata con congruo anticipo rispetto a quella indicata nella citazione.

Ora il decreto legge del Governo inserisce nell'articolo 645 del Codice di procedura civile la regola che nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo l'anticipazione deve essere disposta fissando udienza per la comparizione delle parti non oltre 30 giorni dalla scadenza del termine minimo a comparire.

Questa garanzia di accelerazione serve anche a consentire al giudice di decidere presto sull'esecuzione provvisoria del decreto.

Il decreto legge infatti riforma l'articolo 648 del Codice di procedura civile e stabilisce che il giudice deve valutare già alla prima udienza se l'opposizione non è fondata su prova scritta o di pronta soluzione oppure se vi siano somme non contestate e l'opposizione non sia proposta per vizi procedurali.

In queste ipotesi il giudice può concedere l'esecuzione provvisoria e così consentire subito al creditore, anche in pendenza del giudizio di opposizione, di procedere ove necessario a esecuzione forzata

3 settembre 2013 · Carla Benvenuto

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