Il contratto d'assicurazione rc auto vero e proprio: obblighi normativi e disposizioni dell'Ivaas

La normativa vigente regola disposizioni generali valide per tutti i contratti di assicurazione, ma è bene sapere che per tutti i punti in cui la legge non si esprime le compagnie assicurative godono di una certa libertà decisionale.

Comunque, per chiarire bene i diritti del consumatore nel contratto rc auto, è bene distinguere quali diritti derivano da precise disposizioni di legge o dell'IVASS e quali, invece, devono essere esplicitamente previsti dai contratti.

Gli obblighi normativi sul contratto rc auto

Le imprese di assicurazione devono accettare le richieste di copertura assicurativa obbligatoria, fatte ovviamente nel rispetto delle condizioni di polizza e di tariffa fissate col preventivo.

Vi è in pratica un loro obbligo a contrarre, che è comunque condizionato alla verifica della correttezza dei dati risultanti dall'attestato di rischio nonchè dell'identità del contraente e dell'intestatario del veicolo.

Al momento della firma deve essere rilasciato un certificato di assicurazione e un contrassegno, contenente la targa del veicolo e la scadenza del periodo di validità del contratto.

Il contrassegno originale dev'essere esposto sull'auto entro cinque giorni dal pagamento del premio (nel frattempo è sufficiente esporre la ricevuta), quindi è possibile pretendere che la compagnia lo consegni entro lo stesso termine. Per i contratti conclusi a distanza viene solitamente emesso, e spedito via fax, un documento provvisorio valido cinque giorni.

Per quanto riguarda i massimali minimi, ad oggi quelli previsti per l'rc auto, ovvero gli importi minimi che i contratti devono prevedere per il risarcimento dei danni sono fissati a 5 milioni di euro per sinistro per i danni alla persona (indipendentemente dal numero delle vittime) ed a 1 milione di euro per sinistro per i danni alle cose.

Sono esclusi dalle coperture, a meno che il contratto non specifichi qualcosa di diverso, sia il conducente del veicolo responsabile del sinistro che, in quanto obbligati in solido, il proprietario, l'usufruttuario, l'acquirente con patto di riservato dominio.

Sono ugualmente esclusi i loro coniugi non legalmente separati, i conviventi more-uxorio (componenti di famiglie di fatto), i parenti ascendenti e discendenti (legittimi, naturali o adottivi) nonchè gli affiliati e gli altri parenti e affini fino al terzo grado, quando convivano con essi o siano a loro carico per quanto riguarda il mantenimento.

Inoltre, devono essere previste, ad ogni scadenza annuale, le variazioni del premio in aumento o in diminuzione legate al verificarsi di sinistri nel corso di un determinato periodo (bonus/malus), clausole di franchigia che prevedano un contributo dell'assicurato al risarcimento del danno, oppure eventuali formule miste tra i due criteri.

La legge, peraltro, stabilisce che sono nulli tutti i contratti stipulati con compagnie non autorizzate dall'IVASS e che le stesse non possono subordinare la conclusione di un contratto per l'assicurazione obbligatoria alla conclusione di ulteriori contratti assicurativi, bancari o finanziari (fanno eccezione forme gratuite di garanzia relative al recupero della franchigia).

La nullità comporta, una volta riconosciuta, il rimborso dei premi pagati. Fanno eccezione le polizze con clausola di franchigia a recupero garantito. Per ogni informazione e segnalazione, è bene contattare direttamente l'IVASS.

Proseguendo, va fatto notare che all'assicurato deve essere rimborsato il premio residuo in caso di furto del mezzo. Questa disposizione, infatti, prevede che in caso di furto, il contratto cessi di avere effetto a partire dal giorno successivo alla denuncia.

In pratica da quel giorno il veicolo non è più assicurato, e pertanto il contraente ha diritto al rimborso del premio residuo (calcolato dal giorno successivo alla denuncia fino alla scadenza dell'annualità pagata).

E' bene sapere che il rimborso non può riguardare gli eventuali premi relativi alla garanzia volontaria contro il furto (aggiuntiva rispetto a quella obbligatoria), che anzi devono essere pagati fino alla scadenza annuale.

Passando alla fattispecie, invece, della vendita del mezzo assicurato, il contratto può risolversi, alla data di perfezionamento della vendita, col rimborso del premio residuo, passare all'acquirente del mezzo con applicazione della classe di merito maturata da quest'ultimo, essere trasferito ad un nuovo mezzo (acquistato dal venditore) con il mantenimento della classe di merito maturata, previo l'eventuale conguaglio del premio.

Peraltro, se a seguito di una rottamazione non vi è riacquisto, la polizza può essere disdetta con rimborso del premio residuo. Il rimborso deve essere calcolato a partire dalla data di rottamazione e può avvenire tramite riconsegna del certificato e del contrassegno di assicurazione.

Per quanto concerne la classe di merito valida cinque anni, invece, se il contratto non viene rinnovato o viene sospeso per mancato utilizzo del veicolo, o comunque in tutti i casi in cui il rischio cessa (quindi il veicolo non viene più utilizzato, per vendita, rottamazione, etc.etc.), l'ultimo attestato di rischio conseguito, e quindi la classe di merito maturata, conserva validità per cinque anni.

Diventa quindi possibile mantenere l'ultima classe di merito maturata in tutti quei casi in cui tra la vendita (o la rottamazione, la sospensione della polizza, il furto denunciato, etc.) e il riacquisto di un nuovo mezzo decorrano non più di cinque anni (calcolati rispetto alla chiusura ed apertura dei contratti).

Nella fattispecie di mantenimento della classe di merito sul secondo veicolo, in caso di stipula di un nuovo contratto relativo ad un ulteriore veicolo dello stesso tipo di quello già assicurato le compagnie non possono assegnare una classe di merito più sfavorevole rispetto a quella risultante dall'ultimo attestato di rischio conseguito per il veicolo già assicurato.

Questo diritto sussiste solo se i due veicoli sono di proprietà della persona fisica titolare della polizza assicurativa già esistente o di un componente, stabilmente convivente, del suo nucleo familiare. La norma si applica solo in caso di stipula di un nuovo contratto, con esclusione quindi dei casi di rinnovo.

Per nuovo contratto si intende quello stipulato con la stessa compagnia del primo veicolo o con un'altra, per un veicolo acquistato (nuovo o usato) dal soggetto interessato dopo l'entrata in vigore della norma, in relazione al quale non esiste una storia assicurativa pregressa.

Cambiando tema, al verificarsi di un sinistro le imprese di assicurazione non possono applicare variazioni di classe di merito senza aver prima accertato l'effettiva responsabilità del contraente, quando esso sia stato individuato come responsabile principale secondo la liquidazione effettuata alla controparte. Rimane salva, ovviamente, la possibilità di determinare nuove responsabilità tramite causa.

Se non è possibile accertare la responsabilità principale, o nei casi di liquidazione parziale (e quindi a titolo provvisorio) la stessa viene divisa "pro-quota" tra i conducenti coinvolti, ai fini della eventuale variazione di classe a seguito di più sinistri. In ogni caso le variazioni peggiorative apportate alla classe di merito vanno comunicate tempestivamente.

La consegna dell'attestato di rischio può avvenire anche telematicamente. Nel particolare caso di stipula di un nuovo contratto su un veicolo già assicurato, l'attestato di rischio è acquisito, telematicamente, direttamente dalla nuova impresa assicuratrice. Riguardo ai danni liquidati, l'attestato di rischio specificare la loro tipologia.

La riduzione del premio nella nuova annualità prevista per l'automobilista che non ha provocato sinistri deve essere automatica e indicata preventivamente, in termini percentuali, sul contratto.La riduzione del premio, per il primo anno, non può essere compensata da eventuali aumenti di tariffa.

Dal secondo anno in poi la compagnia potrà'anche applicare, in sede di rinnovo, eventuali incrementi tariffari che comunque, oltre ad essere indicati nel contratto, dovranno essere preventivamente comunicati con almeno 30 giorni di anticipo rispetto alla scadenza.

Eventuali violazioni delle compagnie a queste regole oltre che contestate possono essere segnalate all'Ivaas.

Infine, è bene sapere che dal 2012 i contratti rc auto devono avere durata massima di un anno o, su richiesta dell'assicurato, di anno più frazione, senza rinnovo automatico (tacito) alla scadenza.

La compagnia deve avvisare il contraente della scadenza con preavviso di almeno 30 giorni e deve comunque mantenere operante la copertura assicurativa del contratto in scadenza fino all'attivazione della nuova polizza ma non oltre 15 giorni dalla scadenza stessa.

Le regole dell'Ivass per il contratto assicurativo rc auto

Per quanto riguarda le disposizioni dell'Ivass, è bene sapere che la classe di merito bonus-malus è legata al proprietario del veicolo. Il contraente può anche essere un soggetto diverso e può cambiare, di annualità in annualità, mantenendo la classe di merito maturata, ma se cambia il proprietario del mezzo la classe di merito viene persa (a meno che la specifica compagnia non preveda, contrattualmente, qualcosa di diverso).

Costituiscono eccezione a questa regola i passaggi di proprietà tra coniugi in comunione dei beni e quelli parziali, ovvero tra una pluralità di soggetti e uno solo di essi.

Per quanto riguarda, invece, il passaggio della classe di merito ad altro veicolo di proprietà dello stesso soggetto, in caso di vendita (o consegna in conto vendita), furto, rottamazione, esportazione all'estero di un veicolo, è possibile chiedere che la classe di merito di tale veicolo venga "trasferita" ad un altro di proprietà dello stesso soggetto.

Esistono, poi delle disposizioni strettamente contrattuali.

Per quanto riguarda la sospensione della polizza, ad esempio, va detto che non è un obbligo per le compagnie, ma viene solitamente concessa senza problemi.

Come noto, la classe di merito, anche nei casi di sospensione, può essere mantenuta per cinque anni. Diventa questo quindi il periodo massimo di sospensione, entro il quale è possibile riattivare il contratto con la vecchia classe di merito.

Rimane valida la regola secondo cui se alla sospensione non segue la riattivazione perché il veicolo nel frattempo è stato venduto, rottamato o comunque tolto dalla circolazione, è rimborsabile la parte del premio pagata e non goduta.

In tema di estensione della classe di merito ad un secondo veicolo, invece, è chiaro che è obbligatorio mantenere la classe di merito sul secondo (o terzo, etc.) veicolo assicurato, a patto che sia dello stesso tipo del primo e che appartenga al titolare della prima polizza o ad un suo convivente facente parte dello stesso nucleo familiare.

Se si assicura però un veicolo di diverso tipo, quindi una moto dopo un'auto, per esempio, la regola non vale e mantenere la stessa classe di merito diventa una facoltà a completa discrezione della compagnia assicuratrice. E' bene, in questi casi, considerare il contratto che si è firmato.

Il mantenimento classe di merito in caso di sinistro, infine, è resa possibile, quando il contratto lo preveda esplicitamente, dietro il rimborso da parte dell'assicurato dell'importo che la compagnia ha liquidato al danneggiato in caso di sinistro.

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