Come contrastare la diffusione delle banche dati occulte dei cattivi pagatori

Bisogna, prima di firmare qualsiasi accordo transattivo a saldo e stralcio:

1) ottenere dal creditore, come previsto dalla legge,  gli estremi identificativi della società a cui sono stati comunicati i  dati per la gestione  del rischio di credito, società che può essere diversa in relazione  alla particolare tipologia del contratto di finanziamento sottoscritto;

2) evitare, per quanto possibile, che nella liberatoria da consegnare al gestore dell'elenco dei cattivi pagatori (CRIF, Experian, CTC, Assilea)  si faccia qualsiasi riferimento alle modalità dell'accordo transattivo. Non bisogna mai indicare gli  importi corrisposti a saldo e stralcio delle posizioni debitorie pregresse. E' necessario  ottenere dal creditore (deve costituire condizione "sine qua non" per la firma dell'accordo) una liberatoria in cui sia assente qualsiasi accenno alle modalità di estinzione del debito ( accordo a saldo e stralcio)  ma si dichiari unicamente l'avvenuta regolarizzazione del pagamento del debito.

3) inviare subito, con raccomandata AR, la notifica dell'accordo raggiunto a chi gestisce i propri dati di cattivo pagatore (si veda punto 1);

4) trascorsi due anni dalla notifica effettuata come indicato al punto precedente, chiedere l'immediata cancellazione dall'elenco dei cattivi pagatori.

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  • Marzia Ciunfrini 14 maggio 2012 at 06:54

    I SIC - sistemi di informazioni creditizie - sono delle banche dati che raccolgono e gestiscono informazioni relative a richieste e rapporti di credito di cui sono parte enti finanziari ( banche e società finanziarie). Esse sono meglio conosciute al pubblico con il termine di Centrali Rischi.

    Gli enti finanziari, che partecipano al sistema su base volontaria o obbligatoria (vedasi CR - Centrale Rischi e SIA della Banca d'Italia) forniscono alle Centrali Rischi i dati relativi ai rapporti di credito della propria clientela e, per contro, vi accedono per conoscere la storia creditizia di quanti chiedano loro un finanziamento.

    Sulla base delle informazioni così rilevate (entità degli importi richiesti, puntualità o ritardi nei pagamenti, livello di indebitamento), gli enti finanziari valutano la solvibilità e l'affidabilità dei soggetti censiti, finanziando solamente quanti offrano maggiori garanzie circa la restituzione dell'importo erogato e gestendo in questo modo il rischio connesso all'attività creditizia. E, in pratica, stilando quelli che vengono solitamente indicati come elenchi di cattivi pagatori.

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