Tempi massimi di conservazione nelle Centrali Rischi dei dati relativi ai cattivi pagatori

I tempi massimi di conservazione dei dati identificativi del debitore (che presenta istanza di  finanziamento, risulta moroso o insolvente) nei Sistemi di Informazione Creditizia (SIC) meglio noti come archivi dei cattivi pagatori, sono quelli illustrati nella tabella seguente.

Le norme, previste dall'Autorità per la tutela della privacy in relazione alla cancellazione dei dati riferiti a contratti di finanziamento stipulati da un cattivo pagatore, sono molto chiare: - quando si chiede un finanziamento bisogna attendere il tempo necessario all'istruttoria. Passati 180 giorni dalla data di richiesta del finanziamento, puoi presentare istanza di cancellazione CRIF; -dopo aver richiesto un finanziamento, se questo ti viene rifiutato, puoi presentare istanza di cancellazione CRIF decorsi 30 (trenta) giorni dalla data di notifica del rifiuto di finanziamento; - dopo aver chiesto un finanziamento, se ci ripensi e decidi di rinunciare, puoi presentare istanza di cancellazione CRIF decorsi 30 (trenta) dalla data in cui comunichi la tua rinuncia; - quando hai pagato in ritardo una o due rate oppure una o due mensilità di un rimborso di prestito, puoi presentare istanza di cancellazione CRIF decorsi 12 (dodici) mesi dalla data di regolarizzazione dei pagamenti; - quando hai pagato in ritardo più di due rate o due mensilità di un rimborso di prestito, puoi presentare istanza di cancellazione CRIF decorsi 24 (ventiquattro) mesi dalla regolarizzazione del pagamento; - quando non hai rimborsato il prestito ma sei addivenuto successivamente ad un accordo transattivo (a saldo e stralcio) con la finanziaria che ha erogato il prestito o con una società di recupero crediti a cui il credito è stato ceduto, puoi presentare istanza di cancellazione CRIF decorsi 36 (trentasei) mesi dalla data di formalizzazione dell'accordo transattivo. In questo caso ricorda sempre di farti rilasciare una “liberatoria” dal soggetto con cui è stato formalizzato l'accordo transattivo: dovrai allegarlo all'istanza di cancellazione CRIF; - quando non hai rimborsato il prestito e non sei addivenuto ad alcun accordo transattivo (a saldo e stralcio) con la finanziaria che ha erogato il prestito o con una società di recupero crediti a cui il credito è stato ceduto, puoi presentare istanza di cancellazione CRIF decorsi 36 (trentasei) mesi dalla data di scadenza del contratto di prestito; - quando sei stato truffato, ossia quando qualcuno ha ottenuto indebitamente un finanziamento a tuo nome, che è poi stato registrato al CRIF, puoi inviare l'istanza di cancellazione CRIF allegando copia della denuncia presentata alle forze dell'ordine.

La tabella che vedete, è parte integrante del  Codice della Privacy,  che disciplina la materia della registrazione, permanenza e cancellazione dei dati identificativi del debitore in ogni suo aspetto, tutelando sia i diritti dei consumatori, sia le esigenze degli istituti finanziari e dei Sic.

In base al tipo di rapporto di credito si registrano tempi di conservazione diversi:

  • le richieste di finanziamento vengono conservate per 6 mesi (1 mese in caso di rifiuto o rinuncia al finanziamento) dalla richiesta;
  • le morosità di due rate (o mesi) poi sanate sono visibili per 12 mesi dalla data di regolarizzazione; le morosità superiori a due rate (o mesi) poi sanate sono visibili per 24 mesi dalla data di regolarizzazione;
  • le morosità mai sanate rimangono visibili per 36 mesi dalla scadenza contrattuale o dall'ultimo aggiornamento;
  • tutte le altre informazioni positive (che indicano, cioè, il pieno rispetto del piano di rimborso del finanziamento) rimangono visibili per 36 mesi dalla cessazione del rapporto o di scadenza del contratto o dal primo aggiornamento del mese successivo a tali date.

L'Autorità per la tutela della privacy (Autorità per la tutella della privacy) ha inoltre disposto - in base al principio di correttezza del trattamento dei dati personali (articolo 9, comma 1, lettera a, l. 675/96) - che chi  eroga il finanziamento deve fornire al debitore  gli estremi identificativi delle centrali rischi destinatarie dei dati raccolti, anche al fine di agevolare l'esercizio dei diritti previsti e cioè la verifica della correttezza dei dati e la cancellazione di quelli non veritieri.

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  • Marzia Ciunfrini 14 maggio 2012 at 06:54

    I SIC - sistemi di informazioni creditizie - sono delle banche dati che raccolgono e gestiscono informazioni relative a richieste e rapporti di credito di cui sono parte enti finanziari ( banche e società finanziarie). Esse sono meglio conosciute al pubblico con il termine di Centrali Rischi.

    Gli enti finanziari, che partecipano al sistema su base volontaria o obbligatoria (vedasi CR - Centrale Rischi e SIA della Banca d'Italia) forniscono alle Centrali Rischi i dati relativi ai rapporti di credito della propria clientela e, per contro, vi accedono per conoscere la storia creditizia di quanti chiedano loro un finanziamento.

    Sulla base delle informazioni così rilevate (entità degli importi richiesti, puntualità o ritardi nei pagamenti, livello di indebitamento), gli enti finanziari valutano la solvibilità e l'affidabilità dei soggetti censiti, finanziando solamente quanti offrano maggiori garanzie circa la restituzione dell'importo erogato e gestendo in questo modo il rischio connesso all'attività creditizia. E, in pratica, stilando quelli che vengono solitamente indicati come elenchi di cattivi pagatori.

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