Cambiale – guida alla cambiale [Commento 8]

  • alfredo martone 27 novembre 2009 at 16:03

    La clausola senza spese per la cambiale.

    Regio decreto 5 dicembre 1933, n. 1669 (gu n. 292 del 19/12/1933) recante modificazioni alle norme sulla cambiale e sul vaglia cambiario. (pubblicato nella gazzetta ufficiale n.292 del 19 dicembre 1933)

    Art. 53. il traente, il girante o l'avallante può con la clausola "senza spese", "senza protesto" od ogni altra equivalente, apposta sulla cambiale e firmata, dispensare il portatore dal protesto per mancata accettazione o per mancato pagamento, per esercitare il regresso.

    Tale clausola non dispensa il portatore dalla presentazione della cambiale nei termini prescritti n dagli avvisi.

    La prova dell'inosservanza dei termini incombe a colui che la oppone al portatore.

    Se la clausola è apposta dal traente produce i suoi effetti nei confronti di tutti i firmatari; se è apposta da un girante o da un avallante, produce i suoi effetti soltanto rispetto a costui.

    Se la clausola è apposta dal traente e il portatore fa levare il protesto, le spese restano a suo carico.
    Se la clausola è apposta da un girante o da un avallante le spese per il protesto, qualora sia levato, sono ripetibili contro tutti i firmatari.

    La clausola “senza spese” viene generalmente apposta sul lato anteriore sinistro della cambiale e va firmata.

    La cambiale senza spese rappresenta uno dei casi di possibile esonero dal protesto: i casi possibili sono infatti solo due: dichiarazione di rifiuto (scritta sul titolo e firmata dal designato a pagare in via principale, con la quale si respinge la richiesta di pagamento) la clausola “senza spese” che ha efficacia generale nei confronti di tutti gli obblighi di regresso se opposte dal creatore del titolo.

    In questi casi il protesto è superfluo. Diverso è il caso delle commissioni richieste dalla banca per il rientro del titolo non pagato.

    In questo caso è sufficiente conoscere le condizioni proposte dalla banca attraverso le forme previte dalla normativa sulla trasparenza bancaria.

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