MANCATO PAGAMENTO O MANCATA ACCETTAZIONE DELLA CAMBIALE - COSA SI PUO'FARE

Le azioni fattibili in caso di mancato pagamento sono l'esecuzione forzata sul patrimonio del debitore, il procedimento ingiuntivo e l'ordinario giudizio di cognizione.

Esecuzione forzata sul patrimonio del debitore

Servendosi della cambiale come titolo esecutivo (purchè sia in regola con i bolli). Ciò iniziando con un atto di precetto, magari con l'aiuto di un legale, e proseguendo con l'eventuale pignoramento e vendita coatta dei beni del debitore.

Il procedimento ingiuntivo

Ciò in particolare nel caso in cui non si possa far valere la cambiale come titolo esecutivo. Ci si dovrà rivolgere al giudice per l'emanazione di un decreto ingiuntivo su cui basare poi l'azione di esecuzione forzata detta sopra. Oltre a disporre del titolo di credito non pagato si dovrà dare prova scritta del proprio credito, mediante un contratto, una fattura, etc.etc.

L'ordinario giudizio di cognizione

Ciò nel caso in cui non si possa far valere la cambiale come titolo esecutivo nè si abbiano elementi tali da poter ottenere un decreto ingiuntivo. La via è ovviamente più complessa e lunga delle precedenti perché deve essere completamente accertata l'esistenza del proprio credito (il titolo di credito, non avendo valore di titolo esecutivo, non costituisce prova). La via è un normale processo civile con il quale si chiama in giudizio il debitore, con richiesta al giudice di accertare il credito e, conseguentemente, condannare il debitore a pagare.

La prima azione descritta è la classica azione cambiaria, perché si basa sul possesso di titolo di credito avente piena efficacia di titolo esecutivo, documento che già di per sè certifica un credito ed un diritto ad agire di conseguenza, quasi automaticamente.

L'azione cambiaria può essere :

  • diretta quando viene fatta contro gli obbligati principali, ovvero il trattario/ accettante (nel caso di tratte) o l'emittente (nel caso di pagherò ) e contro i loro eventuali avallanti. Questa azione segue tipicamente il mancato pagamento del titolo;
  • di regresso quando viene fatta contro gli altri obbligati (nel caso di tratta il traente, i giranti e il loro avvallanti oppure contro il terzo che ha accettato "per intervento", nel caso di pagherò i giranti e i loro avallanti), dopo aver chiesto infruttuosamente il pagamento agli obbligati principali oppure nel caso particolare di rifiuto dell'accettazione da parte del trattario (in questo caso il protesto sarà a carico del traente o di uno degli altri obbligati in solido, come un girante per esempio).

L'azione diretta non necessita di particolari formalità , mente quella di regresso è subordinata alla levata del protesto (sono escluse solo le azioni di regresso conseguenti al fallimento del trattario o del traente, per le quali è sufficiente la sentenza).

Il protesto, infatti, può avvenire sia a seguito della mancata accettazione che del mancato pagamento.

Il protesto per mancata accettazione dev'essere levato nei termini fissati per la presentazione all'accettazione. Esso dispensa dalla presentazione al pagamento e -ovviamente- dal protesto per mancato pagamento.

Quello per mancato pagamento di una cambiale a giorno fisso o a certo tempo data o vista, invece dev'essere levato entro due giorni lavorativi da quando la stessa è pagabile. Se la cambiale è a vista, il protesto deve essere levato nei termini fissati per la presentazione all'accettazione.

Il protesto viene levato da un notaio, ufficiale giudiziario oppure -in mancanza- dal segretario comunale, con atto separato oppure scritto sulla cambiale, sul duplicato o sul foglio di allungamento.

Esso dev'essere fatto nei luoghi e contro le persone già indicate nella parte relativa al luogo di presentazione (vedi sopra), pur se queste sono assenti o decedute.

Le azioni di regresso, in sintesi, si attuano con passaggi che partono dall'ultima persona a cui è stata girata la cambiale (il detentore/portatore che fa partire l'azione cambiaria) fino al traente, passando via via da tutti gli eventuali giranti.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Giuseppe82 9 luglio 2012 at 10:00

    Una società di Recupero Crediti mi richiede il pagamento delle cambiali che mi hanno fatto firmare da un loro addetto praticamente per strada.

    Era una società che gestiva il credito che mi richiedeva il pagamento di oltre 10.000 euro.

    Dopo le richieste di documentazione il credito passa nuovamente nelle mani della società creditrice, la quale adesso mi richiede il pagamento delle cambiali per un importo complessivo minore di quello vantato dalla società di recupero crediti (parliamo di oltre 2000 euro in meno) che a breve, in quanto scadute, verranno protestate.

    La società di recupero crediti voleva fregarmi, facendomi firmare per un importo superiore? sono valide le cambiali a piano di rientro firmate per strada con l'addetto del recupero crediti?

    • Ornella De Bellis 9 luglio 2012 at 10:40

      A meno che lei non possa presentare denuncia, suffragata da testimonianze, che è stato costretto a firmare dietro minaccia, le cambiali sottoscritte sono, purtroppo, validissime.

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