Ricorso Tributario - Misure cautelari

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Il ricorrente, se dall'atto impugnato può derivargli un danno grave e irreparabile, può chiedere alla Commissione Tributaria Provinciale competente la sospensione dell'esecuzione dell'atto impugnato (articolo 47, decreto legislativo numero 546/92).

La richiesta di sospensione può essere proposta per gli avvisi di accertamento, di liquidazione del tributo, di riscossione, di esecuzione, sia per le imposte dirette che indirette. Essa deve essere formulata alternativamente nell'atto del ricorso, oppure con un'apposita istanza notificata alle parti e depositata nella segreteria della Commissione Tributaria Provinciale.

L'indicazione della motivazione nell'istanza presentata dal ricorrente è fondamentale, al fine di consentire al collegio di verificare l'esistenza di un danno grave e irreparabile e il fondamento delle ragioni per cui è stata richiesta la sospensione.

Il collegio emetterà un'ordinanza motivata e non impugnabile che può:

- respingere la richiesta;
- sospendere interamente l'esecuzione;
- sospendere parzialmente l'esecuzione;
- accordare la sospensione, subordinandola alla prestazione di adeguata garanzia.

Inoltre, in base all'articolo 47-bis del decreto legislativo numero 546/92 qualora sia chiesta in via cautelare la sospensione dell'esecuzione di un atto volto al recupero di aiuti di Stato dichiarati incompatibili in esecuzione di una decisione adottata dalla Commissione Europea ai sensi dell'articolo 14 del Regolamento CE numero 659/1999 del Consiglio del 22-3-1999,  la Commissione Tributaria Provinciale può concedere la sospensione dell'efficacia del titolo di pagamento conseguente alla decisione di recupero se ricorrono cumulativamente le seguenti condizioni:

a) gravi motivi di illegittimità della decisione di recupero, ovvero evidente errore nella individuazione del soggetto tenuto alla restituzione dell'aiuto di Stato, o evidente errore nel calcolo della somma da recuperare e nei limiti di tale errore.
b) pericolo di un pregiudizio imminente e irreparabile

Tale istanza di sospensione non può essere accolta se l'istante, avendone facoltà, non abbia impugnato dinanzi alla Corte di Giustizia CE la decisione di recupero ai sensi dell'articolo 230 del Trattato istitutivo della Comunità Europea, ovvero, avendo impugnato la decisione, non abbia richiesto la sospensione prevista dall'articolo 242 del suddetto Trattato, oppure l'abbia chiesta ma non sia stata concessa.

Le Commissioni Tributarie Regionali possono sospendere l'esecuzione delle sanzioni anche in presenza di una sentenza dei giudici di prima istanza favorevole all'Amministrazione finanziaria (articolo 19, decreto legislativo numero 472/97).

La sospensione è concessa a condizione che gli interessati producano idonea garanzia, anche a mezzo di fideiussione bancaria o assicurativa.

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