Ricorso - Competenza delle commissioni tributarie

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Le Commissioni Tributarie Provinciali sono competenti per le controversie proposte nei confronti degli uffici finanziari, degli enti locali o dei concessionari del servizio della riscossione, che hanno sede nella loro circoscrizione.

Le Commissioni Tributarie Regionali sono competenti per le impugnazioni contro le decisioni delle Commissioni Tributarie Provinciali, che hanno sede nel loro ambito territoriale.

Gratuito patrocinio

Le disposizioni sul patrocinio a spese dello Stato (Testo unico approvato con DPR 30 maggio 2002, numero 115), assicurano ai non abbienti il diritto, garantito dall'articolo 24 della Costituzione, di agire e difendersi avanti alle Commissioni Tributarie.

Hanno diritto al gratuito patrocinio i titolari di reddito imponibile non superiore a 10.628,16 euro (Decreto del Ministero della Giustizia del 20 gennaio 2009). Ai fini del raggiungimento di questo limite si devono considerare anche i redditi dei familiari, aggiungendo a quello del richiedente i redditi posseduti dai conviventi.

L'istanza va presentata presso le Segreterie delle Commissioni Tributarie dove opera una Commissione per il patrocinio a spese dello Stato e deve contenere gli elementi indicati dagli artt. 78, 79 e 122 del DPR numero 115/2002.

Nei dieci giorni successivi alla presentazione dell'istanza, la Commissione decide, sulla base degli elementi forniti dal richiedente, la concessione del beneficio.

Il richiedente ammesso al patrocinio può scegliere il difensore (artt. 80 e 140, DPR numero 115/2002) tra gli iscritti negli elenchi degli avvocati per il patrocinio a spese dello Stato o nell'ambito degli altri albi ed elenchi indicati all'articolo 12, comma 2, decreto legislativo numero 546/92.

Atto introduttivo - ricorso tributario

Il processo inizia con la presentazione del ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale. Il ricorso deve contenere le seguenti indicazioni (articolo 18, decreto legislativo numero 546/92):

- la Commissione Tributaria cui è diretto;
- il ricorrente e il suo legale rappresentante, la residenza o sede legale, il domicilio eventualmente eletto nel territorio dello Stato e il codice fiscale;
- l'ufficio finanziario o l'ente locale o il concessionario del servizio di riscossione nei cui confronti è proposto il ricorso;
- l'atto impugnato e l'oggetto della domanda;
- i motivi.

Il ricorso deve essere sottoscritto, sia sull'originale che sulla copia, dal ricorrente o dal difensore abilitato (in caso di assistenza tecnica obbligatoria), con l'annotazione degli estremi dell'incarico conferito.

Ad esclusione del codice fiscale, tutti gli elementi elencati non possono essere omessi o risultare assolutamente incerti, a pena di inammissibilità.

Il ricorso è proposto mediante notifica all'ente impositore che ha emesso l'atto.

La notifica deve avvenire secondo una delle seguenti modalità (articolo 16, commi 2 e 3, decreto legislativo numero 546/92):

  • notifica a mezzo ufficiale giudiziario, con le modalità previste dall'articolo 137, codice di procedura civile;
  • spedizione postale, in plico senza busta raccomandata con avviso di ricevimento, all'ente impositore che ha emanato l'atto. In questo caso, il ricorso si considera proposto alla data della spedizione.

Il ricorso deve essere depositato o spedito per posta in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento, a pena di inammissibilità, nei successivi 30 giorni dalla data di notifica, presso la segreteria della Commissione Tributaria adita (articolo 22, decreto legislativo 31 dicembre 1992, numero 546).

Proposizione del ricorso tributario

Il ricorso deve essere proposto entro 60 giorni dalla notifica dell'atto impugnato mediante notifica, spedizione o consegna all'ufficio finanziario o all'ente locale o al concessionario della riscossione.

Nel caso di rifiuto (espresso o tacito) alla restituzione del tributo e relativi accessori, il ricorso può essere proposto dopo 90 giorni dalla domanda di restituzione presentata entro i termini previsti da ciascuna legge e fino a quando il diritto non è prescritto.

Costituzione in giudizio

La parte ricorrente deve depositare presso la segreteria della Commissione Tributaria adita o spedire per posta l'originale notificato o copia del ricorso spedito per posta o consegnato entro 30 giorni dalla proposizione del ricorso, a pena di inammissibilità.

Costituzione in giudizio della parte resistente

L'ufficio finanziario, l'ente locale o il concessionario della riscossione si costituiscono in giudizio entro 60 giorni dalla notifica, spedizione a mezzo del servizio postale o consegna del ricorso.

Integrazione dei motivi di ricorso tributario

E' ammessa entro il termine perentorio di 60 giorni dal deposito di documenti non conosciuti ad opera delle altre parti o per ordine della Commissione.

Deposito di documenti

E' ammesso fino a 20 giorni liberi prima della data di trattazione della vertenza.

Deposito di memorie illustrative

E' ammesso fino a 10 giorni liberi prima della data di trattazione della vertenza.

Brevi repliche

Sono consentite, nel caso di trattazione della controversia in camera di consiglio, fino a 5 giorni liberi prima della data della camera di consiglio.

Reclamo contro provvedimenti presidenziali

Il Presidente della sezione, in sede di esame preliminare del ricorso (articolo 27, decreto legislativo numero 546/92), qualora ne ricorrano i presupposti, può dichiarare l'inammissibilità, la sospensione, l'interruzione e l'estinzione del processo.

Contro questi provvedimenti si può opporre un reclamo, da notificare alle altre parti costituite, nel termine perentorio di 30 giorni dalla loro comunicazione da parte della segreteria. Il reclamante deve effettuare il deposito nel termine perentorio di 15 giorni dall'ultima notifica.

Le altre parti possono presentare memorie nei successivi 15 giorni dalla notifica del reclamo.

Avviso di trattazione della vertenza

La segreteria comunica alle parti costituite la data di trattazione almeno 30 giorni liberi prima.

Pubblicazione e comunicazione della sentenza

La pubblicazione avviene mediante deposito della sentenza in segreteria entro 30 giorni dalla data della deliberazione. Entro 10 giorni dal deposito del dispositivo, la sentenza è comunicata alle parti costituite.

Ripresa del processo sospeso o interrotto

Il processo sospeso o interrotto (artt. 39 e 40, decreto legislativo numero 546/92) con decreto del Presidente della sezione o ordinanza del collegio può continuare se le parti interessate presentano istanza di trattazione entro 6 mesi dalla data in cui è cessata la causa che ha determinato la sospensione o dalla data del provvedimento di interruzione.

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