Revocazione della sentenza emessa dalla Commissione Tributaria provinciale e regionale

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Contro le sentenze delle Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali che riguardano accertamenti di fatto o che non sono più impugnabili o che non sono state impugnate, è possibile avvalersi della revocazione, purché si verifichino le seguenti tassative ipotesi:

  1. dolo di una parte a danno dell'altra;
  2. formazione del giudizio in base a prove riconosciute o dichiarate false, oppure che la parte soccombente ignorava essere state riconosciute o dichiarate tali prima della sentenza;
  3. rinvenimento, dopo la sentenza, di uno o più documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre in giudizio per causa di forza maggiore o per fatto dell'avversario;
  4. errore di fatto risultante dagli atti o documenti della causa;
  5. contrarietà tra la sentenza e altra precedente avente fra le parti autorità di cosa giudicata, purchè il giudice non abbia pronunciato sulla relativa eccezione;
  6. dolo del giudice accertato con sentenza passata in giudicato.

Il ricorso deve essere proposto in caso di revocazione ordinaria (motivi di impugnazione indicati ai numeri 1, 2, 3 e 6): il termine di 60 giorni decorre dal momento in cui si è scoperto il fatto o la circostanza su cui si fonda il motivo di revocazione, e pertanto il rimedio è esercitabile anche dopo la formazione del giudicato e può investire anche le sentenze di primo grado.

Motivi di impugnazione indicati ai numeri 4 e 5: entro 60 giorni decorrenti dalla notifica della sentenza o, in mancanza, entro il termine di un anno e 46 giorni, decorsi i quali non è più esercitabile se si è verificato il giudicato. La revocazione ordinaria è proponibile unicamente contro le decisioni di secondo grado.

Nel caso, invece, di revocazione straordinaria (motivi di impugnazione indicati ai numeri 1, 2, 3 e 6): il termine di 60 giorni decorre dal momento in cui si è scoperto il fatto o la circostanza su cui si fonda il motivo di revocazione, e pertanto il rimedio è esercitatile anche dopo la formazione del giudicato, e può investire anche le sentenze di primo grado.

Il ricorso deve contenere tutti gli elementi del ricorso in appello, a pena di inammissibilità, e va proposto nei confronti di tutte le parti che hanno partecipato al giudizio. Successivamente, va depositato entro 30 giorni dalla proposizione nella segreteria della Commissione Tributaria competente, a pena di inammissibilità.

Competente a decidere sulla revocazione è la stessa Commissione che ha emesso la sentenza impugnata, ma non necessariamente la stessa sezione (la questione può essere affidata anche a una diversa sezione).

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