A quanto ammonta l'importo "minimo vitale"?

Attualmente l'importo "minimo vitale" riconosciuto da alcuni giudici si aggira intorno ai 460 euro mensili. In pratica si prende a riferimento il trattamento minimo pensionistico.  Il trattamento minimo è un'integrazione che lo Stato, tramite l'Inps, corrisponde al pensionato quando la pensione, che deriva dal calcolo dei contributi, è di importo inferiore a quello che viene considerato il "minimo vitale".  In tal caso l'importo della pensione viene aumentato (integrato) fino a raggiungere la cifra stabilita, di anno in anno, dalla legge.

Sul punto, tuttavia, va segnalato che il Tribunale di Cagliari - discostandosi, in modo più garantista, rispetto ad altre curie - ha, da diverso tempo, ritenuto l'importo di circa 750 euro il minimo indispensabile per garantire i mezzi adeguati alle esigenze di vita del pensionato.

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  • Simone di Saintjust 21 giugno 2013 at 11:44

    Sua sorella risponderà dei debiti di sua madre solo dopo la morte della genitrice, se non rinuncerà all'eredità. Le banche non si "abbassano" ad effettuare pignoramenti presso la residenza del debitore, almeno così è stato fino ad ora. Ma, se anche fosse, con l'opposizione al giudice per le esecuzioni e l'esibizione del contratto di ospitalità, il pignoramento si rivelerebbe comunque infruttuoso.