Fermo amministrativo - Guida - Nuove disposizioni dopo Decreto del Fare [Commento 21]

  • angelina58 8 giugno 2014 at 11:25

    Salve, ho debiti con Equitalia che per ora arrivano all'incirca sui 18000 euro, (presumo che saliranno ancora) non ho nessuna possibilità di pagare, sono originati dal fatto che io percepisco uno stipendio da lavoratore dipendente e una pensione di invalidita e reversibilità. Fino a che ho potuto pagare l'ho sempre fatto (anche indebitandomi con finanziarie) ma ora non riesco più dovendo anche dare sempre l'accondo per l'anno dopo è diventato impossibile.
    Al di là delle giustificazioni, vorrei sapere alcune cose:
    - posseggo un'autovettura fiat 600 del 2002 e dal 2004 sono in possesso della L. 104 infatti sono esonerata dal pagamento del bollo dell'auto e ho il contrassegno invalidi in quando ho una patologia degenerativa alla colonna vertebrale. Posso portarmi via l'automobile?
    - Mio padre è deceduto 8 anni fa lasciando a me, mia sorella e mia mamma la quota spettante di 1/6 dell'immobile dove vive mia mamma questo immobile è iscritto come prima casa per mia mamma essendo l'unica abitazione che ha. Possono rifarsi sull'appartamento dove vive mia madre?

    • Simone di Saintjust 8 giugno 2014 at 11:47

      Non ha alcuna convenienza economica, per il creditore, il pignoramento e l'espropriazione di una vecchia utilitaria. Piuttosto, per esercitare pressione sul debitore la tecnica più utilizzata da Equitalia è quella del fermo amministrativo.

      L'iscrizione di ipoteca sulla quota posseduta per 1/6 dal debitore potrebbe rappresentare una valida misura cautelare finalizzata a garantire il pagamento del debito in caso di dismissione del bene. Ma, per valutare la possibilità del verificarsi di un tale scenario, bisognerebbe conoscere il valore dell'immobile e capire se, nella quota di proprietà del debitore, c'è capienza per un'ipoteca di almeno 36 mila euro.

      Non sono un veggente, ma credo che Equitalia si muoverà per pignorarle lo stipendio nella misura prevista dalla legge, pari ad un decimo del netto di quanto lei percepisce, ammesso che la sua retribuzione mensile, prima di imposte e contributi, non superi i 2.500 euro.

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