Fermo amministrativo - Guida - Nuove disposizioni dopo Decreto del Fare [Commento 15]

  • giuseppe fioravanti 20 novembre 2009 at 07:00

    Chi meglio Di Gestline s.p.a (concessionario per la riscossione dei tributi) può rispondere a questa domanda ? Probabilmente nessuno, ecco quindi il documento relativo al fermo amministrativo fornito dalla stessa.

    Il provvedimento di Fermo Amministrativo, denominato anche “ganasce fiscali”, è quello strumento di riscossione che deve essere applicato dal Concessionario, incaricato della riscossione tributi, sui beni mobili registrati (auto, moto, barche, etc.), trascorsi 60 giorni dalla notifica della Cartella di pagamento, senza che sia stato eseguito il pagamento di quanto dovuto, e sempre che:

    • l'Ente Creditore titolare del Credito (Stato, Regione, Provincia, Comune, Inps, Inail, Consorzio, Ordine Professionale, Albo, Cassa di Previdenza etc.) non abbia concesso, su richiesta del Contribuente, una sospensione o dilazione di pagamento;

    • non sia stato emesso dall'Ente Creditore e su richiesta del Contribuente un provvedimento di sgravio (annullamento) perché il debito non era dovuto.

    In tali casi, il Concessionario invia al Contribuente una lettera di preavviso di iscrizione del Fermo Amministrativo, nella quale è indicato il dettaglio del debito con l'avvertenza che, se non si procede al pagamento di quanto dovuto entro 20 giorni da tale comunicazione, si provvederà all'iscrizione del fermo del veicolo nei Pubblici Registri.

    Entro il citato termine di 20 giorni, il Contribuente dovrebbe quindi provvedere al pagamento, oppure ottenere dall'Ente o dagli Enti Creditori, indicati nella Cartella di pagamento, nella sezione “Dettagli degli Addebiti”, una rateazione o una sospensione del pagamento, oppure un annullamento (sgravio) per debito non dovuto.

    E' utile in questo caso accertarsi che il Concessionario abbia ricevuto la comunicazione di detti provvedimenti da parte degli Enti Creditori, affinché sospenda o annulli la procedura.

    Il mancato pagamento di quanto dovuto e riportato nel preavviso di Fermo Amministrativo produce, per legge, l'iscrizione del Fermo nei Pubblici Registri con i seguenti effetti:

    • il veicolo sottoposto a fermo non può circolare;

    • il veicolo sottoposto a Fermo e trovato a circolare è soggetto alle sanzioni amministrative previste dal Codice della Strada (art. 214 del D.Lgs 285/92), il cui importo varia da un minimo di 656,25 Euro ad un massimo di 2.628,15 Euro, oltre al sequestro immediato ed al successivo deposito in apposito luogo di custodia;

    • il provvedimento di Fermo comporta l'inopponibilità al Concessionario di successivi atti dispositivi del bene; ciò significa che, se non è pagato il debito che ha dato origine alla procedura, il Concessionario può sottoporre a pignoramento il bene fermato e venderlo all'asta, anche se nel frattempo l'auto è passata in proprietà ad un terzo a seguito di vendita;

    • le Compagnie di Assicurazione, in caso di sinistro accaduto in violazione del provvedimento di fermo, a norma delle condizioni contrattuali, possono far valere il diritto di rivalsa sull'Assicurato.

    Il preavviso di Fermo e l'iscrizione del Fermo al P.R.A. comportano l'addebito a carico del Contribuente delle spese di procedura così come stabilite dalla vigente normativa.

    A seguito del pagamento dovrà essere cura del Contribuente procedere alla cancellazione del “Fermo” presso il P.R.A. - Pubblico Registro Automobilistico - previa esibizione del provvedimento di revoca, che viene rilasciato dal Concessionario all'atto del pagamento presso i propri sportelli, e dietro versamento alle casse dell'Automobile Club d'Italia delle ulteriori spese a quest’ultimo spettanti.

    Nel caso, invece, il debito venga annullato per sgravio dell'Ente Impositore, la cancellazione verrà effettuata gratuitamente dal Concessionario.

    Si rammenta, inoltre, che ogni richiesta d'informazione sulla natura del debito da pagare, sull'eventuale richiesta di sospensione, rateazione o annullamento per debito non dovuto, va rivolta all'Ente o agli Enti Creditori, indicati nella Cartella di Pagamento alla sezione “Dettaglio degli Addebiti”.

    • marcello marra 20 novembre 2009 at 07:04

      Tutto giusto, più o meno nel commento di Fioravanti.

      In linea generale e per farla breve si può trasferire la proprietà di un qualsiasi bene anche se soggetto a gravami quali ipoteche purché il compratore ne sia stato reso edotto e le abbia accettate. Se così non fosse, il compratore può chiedere l'annullamento della vendita o effettuare un'azione per la riduzione del prezzo, fatto salvo il risarcimento del maggior danno.

      Nella prassi, è possibile che chi acquista un bene gravato da ciò si renda disponibile ad estinguere il debito che il bene garantisce pagando al venditore solo la differenza fra il prezzo pattuito ed il debito da estinguersi.

      Questo per farla breve, altrimenti bisognerebbe addentrarsi nei meandri del diritto civile ed è un pò complesso valutare tutte le ipotesi possibili.

      Quindi, per rispondere alla domanda fatta, si, l'auto si può vendere purché l'acquirente dichiari di essere a conoscenza del fatto e le parti trovino un accordo in base al quale il compratore non abbia a patire conseguenze negative impreviste.

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