LA PROCEDURA DI ISCRIZIONE DEL FERMO AMMINISTRATIVO

Il fermo segue il mancato pagamento (o ricorso) di un atto formale come la cartella esattoriale, il (nuovo) avviso di accertamento esecutivo (sostitutivo della cartella dall'ottobre 2011 per le tasse), l'ingiunzione di pagamento (già utilizzata da molti comuni per riscuotere le multe e unico mezzo che gli stessi potranno utilizzare, anche per i propri tributi, dal 2012).

In ogni caso, la cartella esattoriale, l'avviso di accertamento esecutivo e l'ingiunzione di pagamento devono contenere precise informazioni sulla scadenza dei termini di pagamento (60 giorni per la cartella e gli avvisi e 30 giorni per l'ingiunzione) e sulle conseguenze se non si provvede nè al pagamento nè al ricorso.

Dopo un certo periodo di sospensione dallo scadere dei termini suddetti il concessionario -o il comune, direttamente o tramite società pubbliche- può disporre il fermo dei beni mobili registrati, del debitore e dei coobbligati, tramite iscrizione del provvedimento nei registri mobiliari (in questo caso il PRA).

La legge prevede che del fermo venga data comunicazione al debitore, ma non vi sono particolari disposizioni riguardo a preavvisi o solleciti da emettersi PRIMA dell'iscrizione (benchè solitamente, come vedremo più avanti, gli agenti della riscossione emettano un preventivo "preavviso di fermo" così come raccomandato anche dall'Agenzia delle Entrate con nota 57413/2003).

ganasce fiscali

Per quanto riguarda il gruppo Equitalia, che ha dal 2006 "accorpa" varie agenzie di riscossione (Cerit, Esatri, Gerit, Serit, etc.etc.), sono state delineate -con nota 4887 del 5/7/07- una serie di istruzioni al fine di rendere omogenee le modalità operative dei vari esattori, stabilendo l'invio di solleciti e preavvisi e specificando -come prima regola- che il fermo amministrativo può riguardare solo debiti superiori ai 50 euro.

E' bene sapere che si tratta di disposizioni "interne" che,  pur se utili da conoscere non sono equiparabili alla legge. Pertanto il loro eventuale mancato rispetto non può essere contestato in giudizio come  "vizio procedurale".

Direttiva Equitalia:

  • debiti da 50 a 500 euro: dopo la cartella esattoriale occorre l'invio di un sollecito di pagamento e di un preavviso di fermo. Il fermo può riguardare un solo veicolo;
  • debiti da 500 a 2.000 euro: il sollecito di pagamento non è necessario, ma occorre l'invio del preavviso di fermo, che può riguardare un solo veicolo;
  • debiti da 2.000 a 10.000 euro: il sollecito di pagamento non è necessario ma occorre il preavviso di fermo. Il fermo può riguardare più veicoli (massimo dieci);
  • debito superiore a 10.000 euro: normalmente scatta direttamente l'ipoteca sulla casa, ma in assenza di immobili può essere applicato il fermo amministrativo a tutto il parco macchine del debitore e dei co-obbligati, preceduto dall'invio del preavviso.

Sia il sollecito di pagamento che il preavviso di fermo devono indicare chiaramente la natura del debito, il numero della cartella di pagamento, la relata di notifica della stessa, l'importo dovuto nonchè l'anno di riferimento (se presente nel ruolo).

Il preavviso di fermo, in particolare, deve contenere un termine per pagare di 20 giorni, decorsi i quali il fermo diventa effettivo.

A questo punto l'unico modo per evitare il fermo è pagare, e visto che la procedura è già iniziata sono anche dovuti gli interessi di mora e le spese inerenti l'iscrizione del provvedimento.  Non sono dovute invece le spese di cancellazione.

Per "debito" si intende il debito complessivo, che può quindi riguardare più cartelle esattoriali (che, a loro volta, possono essere riepilogative).

Per debiti superiori ai 500 euro, nel caso in cui il fermo non sortisse il suo effetto, potrebbe seguirvi l'iscrizione di un'ipoteca sulla casa, previa notifica di una diffida, fino al doppio dell'importo complessivamente dovuto. Ad essa potrebbe anche seguire il pignoramento, se l'importo complessivo dovuto superasse gli 8.000 euro (fissato a tale cifra dal d.l.203/05 articolo 3 comma 40). Tale espropriazione, se il debito non superasse il 5% del valore dell'immobile, potrebbe avvenire solo dopo sei mesi dall'iscrizione dell'ipoteca.

Inoltre, al fermo del mezzo può seguire il pignoramento dello stesso nel caso in cui si circoli con il mezzo fermato. Ciò come sanzione accessoria al pagamento della multa pecuniaria.

Se il fermo è applicato come sanzione accessoria di una multa per infrazione al codice della strada, invece, la procedura si attiva al momento dell'accertamento della violazione, l'obbligato è nominato custode e tenuto a custodire l'auto in un luogo non sottoposto a pubblico passaggio, mentre il documento di circolazione viene trattenuto - per tutto il periodo del fermo - dall'organo di polizia.

Nel caso invece in cui venga sottoposto a fermo un mezzo come la moto o il ciclomotore, la rimozione e la custodia avvengono a cura dell'organo di polizia. In ogni caso tutte le procedure applicabili debbono essere riportate sul verbale (codice della strada, articolo214).

La circolazione con mezzi sottoposti a fermo è vietata e sanzionata, come previsto dall'articolo 214 comma 8 del codice della strada, col pagamento di una multa variabile da euro 656,25 ad euro 2.628,15 nonchè con la confisca del mezzo. La Cassazione ha tuttavia affermato che la circolazione con mezzo sottoposto a fermo non costituisce reato (sentenza 44498/2009).

Se il veicolo è stato venduto prima dell'iscrizione del fermo (la data dev'essere certa, certificata da un documento), e la vendita risulta iscritta successivamente, l'ACI deve entro 10 gg da tale iscrizione avvisare la competente direzione delle entrate al fine di provvedere alla cancellazione del fermo, con comunicazione sia al concessionario che al contribuente.

Viceversa,  se la vendita avviene dopo l'iscrizione del fermo questo non è cancellabile, e la responsabilità ricade eventualmente sul soggetto venditore rispetto al contratto concluso col compratore (se quest'ultimo non era stato messo a conoscenza della cosa potrà , ovviamente, rivalersi sul venditore con un'azione di rimborso del danno).

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Commenti e domande dei lettori

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  • angelina58 11 giugno 2014 at 18:05

    scusa. il mio stipendio netto è di mille euro, la pensione di invalidità è di 500 euro e la pensione di reversibilità è di trecento euro = 1800. Avevo sentito dire che la pensione di invalidità non la possono toccare, è vero?
    E che senso ha fermarmi l'auto se poi si prendono il 1/10 dello stipendio?

    • Simone di Saintjust 11 giugno 2014 at 21:58

      Lo stipendio viene pignorato nella misura di 100 euro mese.

      Poi ci sono 800 euro di pensione totale (invalidità e reversibilità). Il minimo vitale risulta impignorabile, ma questo vuol dire che una volta detratta dalla pensione la quota pignorabile (un decimo per debiti di tipo esattoriale pari a 80 euro) deve essere garantito al pensionato un residuo di almeno 500 euro mensili. Ora, 800 - 80 fanno 720 euro e siamo ben sopra il minimo vitale.

      Se Equitalia dispone il fermo amministrativo sul veicolo di proprietà del debitore è perché ritiene che il debitore possa pagare tutto il debito in un'unica soluzione o richiedere la rateazione. E quindi, in questa ipotesi, non avvia le procedure per il pignoramento di stipendio e pensione (anche perché una volta accordata la rateazione del debito, non può intraprendere altre azioni esecutive).

      Se, invece, Equitalia decide di pignorare i crediti del debitore presso terzi (stipendio e pensione nel suo caso) allora, certamente non applicherà il fermo amministrativo (del resto, non avrebbe senso farlo, dopo aver escusso comunque il debitore).

      Fermo amministrativo e pignoramento presso terzi (datore di lavoro e INPS) sono due strategie diverse ed alternative che hanno come unico obiettivo quello di ottenere il rimborso di quanto dovuto dal debitore.

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