Divieto di esportazione e demolizione per i veicoli sottoposti a fermo amministrativo - Giro di vite dal ministero dell'Economia e delle Finanze

Non si potranno più esportare o demolire i veicoli per i quali risulti iscritto un fermo amministrativo al Pubblico registro automobilistico.

La direttiva è pervenuta in questi giorni a tutti gli operatori del settore, quindi gli uffici pubblici dell'Aci e della Motorizzazione, le agenzie automobilistiche e i demolitori autorizzati.

Lo spirito della norma è quello di favorire il recupero dei crediti che la pubblica amministrazione vanta nei confronti di cittadini inadempienti proprietari di veicoli colpiti da ganasce fiscali, impedendo che venga effettuata l'esportazione all'estero e anche la demolizione.

A far scattare l'iscrizione del fermo, sono le pendenze di qualsiasi tipo nei confronti della pubblica amministrazione.

Ad esempio una multa non pagata, un bollo dimenticato, gli omessi versamenti all'Inps da parte di un'impresa, una bolletta dell'acqua o della spazzatura. Qualsiasi credito, insomma, che la pubblica amministrazione può avere con il cittadino.

E' Equitalia (o una delle sue consociate) l'Agente della Riscossione che si occupa dei fermi amministrativi. La cui iscrizione si determina dopo una serie di avvisi e raccomandate nelle quali si segnala l'inadempienza al debitore.

Qualora questi avvertimenti venissero  ignorati, Equitalia procede all'iscrizione del fermo amministrativo o “ganasce fiscali” avvertendo il proprietario del veicolo che non potrà più utilizzare ne vendere il mezzo.

Per eludere tale divieto, fino ad oggi c'era chi, non potendolo più utilizzare, lo esportava sottraendolo al pignoramento. Ma da oggi il ministero ha detto stop.

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  • angelina58 11 giugno 2014 at 18:05

    scusa. il mio stipendio netto è di mille euro, la pensione di invalidità è di 500 euro e la pensione di reversibilità è di trecento euro = 1800. Avevo sentito dire che la pensione di invalidità non la possono toccare, è vero?
    E che senso ha fermarmi l'auto se poi si prendono il 1/10 dello stipendio?

    • Simone di Saintjust 11 giugno 2014 at 21:58

      Lo stipendio viene pignorato nella misura di 100 euro mese.

      Poi ci sono 800 euro di pensione totale (invalidità e reversibilità). Il minimo vitale risulta impignorabile, ma questo vuol dire che una volta detratta dalla pensione la quota pignorabile (un decimo per debiti di tipo esattoriale pari a 80 euro) deve essere garantito al pensionato un residuo di almeno 500 euro mensili. Ora, 800 - 80 fanno 720 euro e siamo ben sopra il minimo vitale.

      Se Equitalia dispone il fermo amministrativo sul veicolo di proprietà del debitore è perché ritiene che il debitore possa pagare tutto il debito in un'unica soluzione o richiedere la rateazione. E quindi, in questa ipotesi, non avvia le procedure per il pignoramento di stipendio e pensione (anche perché una volta accordata la rateazione del debito, non può intraprendere altre azioni esecutive).

      Se, invece, Equitalia decide di pignorare i crediti del debitore presso terzi (stipendio e pensione nel suo caso) allora, certamente non applicherà il fermo amministrativo (del resto, non avrebbe senso farlo, dopo aver escusso comunque il debitore).

      Fermo amministrativo e pignoramento presso terzi (datore di lavoro e INPS) sono due strategie diverse ed alternative che hanno come unico obiettivo quello di ottenere il rimborso di quanto dovuto dal debitore.

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