Conto corrente - guide

Le dieci cose da sapere sul conto corrente guida semplice banca d'italia - il conto corrente in parole semplici come cambiare conto corrente in dieci mosse

27 novembre 2010 · Simone di Saintjust

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  • amedeo2 4 dicembre 2012 at 12:28

    Argomento della discussione:"conto corrente bancario e conto corrente postale".
    Come posso avere maggiori informazioni riguardanti la differenza tra c.c.bancari e c.c.postali in termini di costi annuali,bancomat o postepay ......insomma vantaggi e svantaggi......
    grazie

    • Carla Benvenuto 4 dicembre 2012 at 14:04

      Relativamente alle differenze normative fra conto corrente bancario e postale, possiamo dire che il conto corrente postale è disciplinato dal dpr 144/2001, ma è, in pratica, sottoposto alle stesse normative inerenti la trasparenza, i contratti, le comunicazioni periodiche.

      Per quel che attiene le differenze operative, con il conto corrente postale i versamenti di contanti debbono essere fatti con appositi bollettini autorizzati, pena la chiusura del conto. In caso di discordanza tra beneficiario e numero del conto indicato per l'accredito, il versamento viene effettuato sul conto che corrisponde al beneficiario indicato. La causale è obbligatoria solo per i versamenti diretti alle amministrazioni pubbliche. Per il versamento fa fede la ricevuta stampata sul bollettino dalle poste, sia per quanto riguarda la data che per l'importo.

      E veniamo alle differenze di costo fra i conti correnti, siano essi bancari o postali. Io credo che il problema non sia tanto reperire queste informazioni, quanto confrontarle in modo omogeneo, soprattutto per quanto riguarda i costi variabili. C'è un parametro, poco conosciuto, che si chiama ISC e che tutti gli operatori devono inserire nel foglio Informativo del conto corrente.

      I costi variabili, infatti, sono correlati al tipo e al numero di operazioni che si fanno (ad esempio: prelievo di denaro con la carta di debito, incasso assegni). Dipendono da come il cliente utilizza il conto e dalle scelte commerciali della banca.I principali costi variabili da considerare con attenzione quando si sceglie un conto, sono le spese per la registrazione sul conto di ogni operazione, le commissioni per l'esecuzione dei singoli servizi, le spese di liquidazione periodica, ogni volta che la banca calcola gli oneri e gli interessi, gli interessi e altri oneri in caso di scoperto.

      Per offrire un utile parametro di valutazione dei costi variabili, nel foglio informativo del conto corrente la banca deve inserire il valore dell'ISC - Indicatore Sintetico di Costo. L'ISC fornisce un idea del costo complessivo del conto corrente in base alle spese e alle commissioni che possono essere addebitate al cliente nel corso dell'anno, senza considerare gli oneri fiscali e gli interessi.

      Quindi, conosciuto l'ISC di un prodotto, valutata l'incidenza dei costi fissi (il canone annuo del conto corrente, i canoni legati a eventuali carte di pagamento, le imposte di bollo, le spese per l'invio delle comunicazioni al cliente e, talvolta, il canone annuo forfetario per un certo numero di operazioni) - tenuto conto che nella la valutazione del prodotto può essere influenzata anche da fattori logistici o empatici (conoscenza diretta dell'impiegato allo sportello, vicinanza dalla propria abitazione o dal luogo di lavoro della filiale o dell'ufficio postale più vicino) - la scelta può essere effettuata con elementi (quasi) certi.

      Non esiste, come lei forse si aspettava, una tabella preconfezionata con l'indicazione del prodotto bancario o postale più vantaggioso in termini di costo. E, non potrebbe essere altrimenti dal momento che le variabili in gioco sono numerose e ad ognuna di esse ciascuno di noi attribuisce un valore molto personale e soggettivo. Ad esempio, per me conta molto il tempo che impiego allo sportello per chiedere un carnet di assegni, una delle poche operazioni che non è possibile effettuare on line.

      In conclusione si tratta di operare una stima sub ottimale nel tentativo (spesso velleitario) di minimizzare il rapporto costi/benefici, laddove i costi (anche immateriali) ed i benefici attesi sono rapportati alle esigenze del singolo soggetto.

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