Esercizi (sbagliati) di fantapolitica: a Casini l'incarico di formare il nuovo governo

Il Popolo della Libertà stravince alla Camera. Ma per effetto del gioco perverso delle attribuzioni regionali dei seggi, Silvio Berlusconi ottiene una esigua maggioranza, solo relativa, al Senato.

E' proprio il caso di dire che chi di PORCELLUM ferisce, di PORCELLUM perisce!

Partito Democratico, Sinistra Arcobaleno ed Unione di Centro possono negare la fiducia al Senato ad un eventuale "Berlusconi quater" ed aprire la strada ad un governo istituzionale per le riforme, fortemente voluto da Massimo D'Alema, in completa sintonia con il Quirinale.

Fausto Bertinotti e Pierferdinando Casini dettano le condizioni. La vendetta è di solito un piatto che si serve freddo, ma entrambi non rinunciano all'assaggio di un antipasto tiepido. Esigono la testa di Walter Veltroni, il teorico del bipartitismo perfetto, il profeta del "si può fare", colui che intendeva tagliare le ali estreme e voleva eliminare il centro dallo schieramento politico italiano.

Walter Veltroni è costretto a rassegnare le proprie dimissioni dalla guida del Partito Democratico, ed esce di scena.

Carlo Giovanardi rientra nell'UDC, insieme ad altri ex transfughi pentiti. Si aggrega pure Roberto Formigoni con i deputati ciellini: l'occasione "revanchista" è troppo ghiotta, per lasciarsela sfuggire. Anche Lamberto Dini, ma non è una novità, abbandona il PDL e si dichiara disposto a sostenere il prossimo governo con la sua formazione poltica (Liberal Democratici - LD, che, guarda caso, sono poi anche le sue iniziali). Sulla stessa linea la pattuglia che fa capo a Gianfranco Rotondi (DC).

Venti parlamentari eletti in quota ad Alleanza Nazionale si affrancano dal Popolo della Libertà e confluiscono nel gruppo misto. La minoranza silenziosa trova il coraggio di uscire dalle catacombe in cui si era nascosta, dichiarandosi fedele alla linea politica indicata dal Congresso di Fiuggi, vergognosamente tradita, svenduta e sacrificata sull'altare delle ambizioni megalomani e personali di Gianfranco Fini. Nasce così un "nuovo" movimento: Democrazia Nazionale.

Daniela Santanché, Ciccio Storace ed Er Pecora (al secolo Teodoro Buontempo) già assaporano il piacere di quella che sarà ricordata come la "notte dei lunghi coltelli". La Destra non è riuscita a superare la soglia di sbarramento, ma la vendetta compenserà ogni amarezza.

Giuseppe Ciarrapico, al Senato, non nega il proprio appoggio all'amico Pierferdi.

Nel corso delle consultazioni al Colle, la Sinistra Arcobaleno e Democrazia Nazionale garantiscono al Presidente della Repubblica l'appoggio esterno al "quadripartito" UDC-PD-LD-DC.

C'è l'accordo per un sistema elettorale di tipo proporzionale puro, con liste bloccate, senza indicazione del "premier". I cittadini si gioveranno di una straordinaria semplificazione negli adempimenti di voto. Si tratterà solo di discutere l'entità della soglia di sbarramento, che da quanto trapela, non sarà superiore allo 0,25 per cento.

La riforma prevede anche la possibilità di dar vita a gruppi parlamentari autonomi con due soli componenti, purchè appartenenti allo stesso nucleo familiare. La questione molto spinosa, ancora tutta da dibattere, è se alla formazione di questi gruppi parlamentari dovranno essere ammesse solo unioni civili o vi potranno accedere anche coppie di fatto. Potranno parteciparvi solo figli legittimi o anche quelli naturali. Su tale ultimo aspetto, di alta rilevanza etico-morale, c'è la ferma opposizione dei Teodem di Paola Binetti, che minacciano di raccogliere firme per un referendum, se non verrà preservata la sacralità della famiglia.

A proposito di referendum, Mario Segni e la stagione delle consultazioni popolari per introdurre il maggioritario in Italia, sono ormai poco più di un ricordo sbiadito, quasi cancellato. Si concretizza, di fatto, un salto all'indietro nel tempo. Siamo di nuovo in piena Prima Repubblica, con gli eredi della balena bianca che assumono il ruolo di ago della bilancia in assetti politici dalle "geometrie variabili" e dalle "convergenze parallele".

La rivincita della DC, ovvero, a volte ritornano ....

In quel di Ceppaloni Clemente Mastella esulta. Nella prossima consultazione elettorale correrà anche lui insieme a Massimo Calearo, Luciano Moggi e Fabrizio Corona (forse ci sarà anche Nina Moric).

Giorgio Napolitano conferisce, dunque, a Pierferdinando Casini l'incarico per la formazione di un governo istituzionale per le riforme. L'intesa nella "strana" coalizione è quella di ritornare alle urne nell'aprile 2009, con una nuova legge elettorale.

Antonio Bassolino viene finalmente "dimissionato" da Governatore della Campania, dopo il disastroso risultato elettorale conseguito, in quella regione, dal Partito Democratico. Circola voce che la moglie Anna Maria Carloni sia stata ... ehm ... "trombata" al Senato.

Ma Napoli e la Campania continuano ad essere sommerse dai rifiuti.

Silvio Berlusconi e Marcello dell'Utri ricevono un avviso di garanzia per associazione mafiosa.

Non è l'unica tegola: alla vedova Mangano viene revocata la reversibilità della pensione a suo tempo riconosciuta al marito, in base ad una estensione interpretativa della legge Bacchelli.

Costretto agli arresti domiciliari, il fondatore di Pubblitalia non rinuncia però all'idea di riscrivere la storia, e fa propria l'ipotesi revisionista avanzata per primo da Luca Luciani sulla vittoria di Napoleone Bonaparte a Waterloo.

Umberto Bossi proclama la secessione della Padania e subito dopo si rifugia in una clinica svizzera.

"I'm PD" e "Meno male che Silvio c'è" scalano posizioni in quasi tutte le classifiche internazionali.

Orfane dei loro pigmalioni, Marianna Madia passa al movimento "pro-life" di Giuliano Ferrara mentre Daniela Cardinale si prepara a fare da battistrada al ritorno in campo del papà Salvatore, già notabile DC ed ex ministro delle Telecomunicazioni. Insieme, grazie alla nuova legge, formeranno il gruppo "Mussomeli nel mondo".

In maggio crollano i mercati finanziari mondiali. Le Banche Centrali non riescono più a controllare le dinamiche relative ai tassi di interesse, che schizzano oltre la soglia dell'8%.

In compenso, Rocco Buttiglione, ministro dell'Economia, dichiara, in una conferenza stampa a reti unificate, di aver chiuso il proprio conto corrente a Vaduz.

Pane e pasta, in seguito alla espansione della domanda di cereali da parte dei paesi emergenti, registrano aumenti di oltre il 100%. L'inflazione si attesta intorno al 6,5%.

Ma l'Antitrust vigila. Gli "sceriffi del mercato" aprono l'ennesima approfondita indagine conoscitiva.

A giugno il prezzo del petrolio raggiunge i 200 dollari al barile. La benzina è ormai un bene di lusso.

Non siamo soli, però. Il governo annuncia una drastica riduzione delle accise: quasi 25 centesimi di euro.

La gente comincia a muoversi a piedi. I più fortunati in bicicletta e monopattino. Anche perchè il dissesto finanziario colpisce le aziende tramviarie comunali che avevano investito in derivati.

Non si trovano più autobus. Solo a Roma ne circola uno di colore blu per consentire al sindaco Rutelli, dopo la campagna elettorale, di continuare a chiedere ai suoi concittadini quanto siano soddisfatti del servizio pubblico.

L'Italia non riesce a far fronte al proprio fabbisogno energetico. In una estate che si annuncia torrida, i climatizzatori dovranno restare spenti per decreto. Guardia di finanza e carabinieri irrompono, sempre più spesso, nei sottoscala condominiali clandestini, dove abusivamente donne, vecchi e bambini mantengono la temperatura ambiente a livelli inferiori al minimo fissato per legge (28 °C).

A Montecitorio e Palazzo Madama, invece, bisogna entrare portandosi dietro un golfino per difendersi dal freddo....

Beh, le cose continuano ad andar maluccio purtroppo. Ma noi siamo stati dei cittadini modello: il "diritto-dovere" del voto, un anno fa, il 13 e 14 aprile 2008, lo abbiamo esercitato tutti (o quasi). Così come tanti pagliacci, saltimbanchi, nani, buffoni, battone, papponi e ballerine ci avevano espressamente chiesto .... e come ci chiederanno ancora.

11 aprile 2008 · Patrizio Oliva

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  • sparkaos 14 aprile 2008 at 15:19

    casini non avrà mai l'incarico, non lo vuole ne il PD ne PDL.

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