Gli Italiani vivono a rate, volano mutui e prestiti

Italiani sempre più indebitati: per scelta e non solo per bisogno, dicono Abi e Prometeia anche se i consumatori contestano la lettura.

I finanziamenti bancari alle famiglie sono cresciuti di un altro 9% nei primi sei mesi dell'anno, con un boom del credito al consumo che è aumentato del 17,5%. I dati sono stati comunicati dall'Abi nel corso del convegno sul ‘Credito alle Famiglie 2007'e parlano di un fenomeno che nel primo semestre dell'anno è arrivato alla somma complessiva 353 miliardi di euro. E se il grosso di tale ammontare è ancora rappresentato dal credito fondiario residenziale, cioè da tutto l'insieme di mutui per la prima e seconda casa e finanziamenti per le ristrutturazioni, che si attesta a 289,8 miliardi di euro (in crescita del 10,8%), il mondo del credito al consumo - quello cioè delle rate per gli acquisti - fa segnare una crescita del 17,5% a 93,8 miliardi.

Un fenomeno in costante ascesa, quindi, come testimonia anche la ricerca condotta da Prometeia, dalla quale emerge che il credito alle famiglie ha mostrato nell'ultimo decennio un tasso di crescita superiore all'11%. Parallelamente, è cresciuta anche l'esposizione delle famiglie, con il rapporto debito su reddito che è passato dal 48% del 1998 al 75% del 2004. Vale a dire che per ogni 1000 euro di ‘entratè, 750 euro erano destinati già tre anni fa alla restituzione di prestiti o mutui.

Il ricorso alla rateizzazione, secondo Abi e Prometeia, è però sempre più una scelta che non una necessità. La famiglia tipo in questo panorama è infatti «giovane, con titolo di studio più elevato rispetto al campione complessivo, un maggiore numero di componenti e un capofamiglia lavoratore dipendente». Non solo, le condizioni di reddito sono solitamente «medio alte» ed è mutata l'accezione associata all'indebitamento, sempre meno negativa soprattutto per il credito al consumo.

Ma i consumatori non ci stanno: «chi oggi ricorre a prestiti e finanziamenti - ha subito replicato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi - non acquista più solo automobili, grandi elettrodomestici o beni costosi, ma si indebita anche per libri scolastici, per spese mediche e persino per acquistare generi alimentari». Sulla stessa linea Altroconsumo, che parla di una «visione un po' ottimistica», perché, ha spiegato il presidente Paolo Martinello, «l'industria del prestito sta crescendo molto e i casi di sovraindebitamento non sono così isolati», tanto che ogni cittadino, secondo Codacons, è «virtualmente indebitato» per 1.590 euro. Per i consumatori è quindi necessario «realizzare una campagna informativa diretta ai cittadini, per spiegare i pericoli che si celano dietro al credito al consumo e alle allettanti pubblicità di prestiti e finanziamenti».

Una direzione verso la quale si sta comunque muovendo il sistema bancario che oggi, attraverso il consorzio PattiChiari, ha presentato Campagna Dialogo, un'iniziativa per la «alfabetizzazione finanziaria» destinata a tutti i cittadini. La conoscenza dei prodotti finanziari è uno dei meccanismi attraverso i quali si può arrivare a dare «maggiore tranquillità alle famiglie», perché, come ha spiegato il direttore generale dell'Abi, Giuseppe Zadra, «la crisi dei mutui subprime non può rappresentare in Italia una nuova aviaria, quando dopo l'annuncio del virus nessuno ha comprato più un pollo».

11 novembre 2007 · Antonio Scognamiglio

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