Gli anni 60, gli anni delle scimmie

Diceva l'oste al vino: Tu mi diventi vecchio, ti voglio maritare all'acqua del mio secchio. Rispose il vino all'oste: Fai le pubblicazioni, sposo l'Idrolitina del cavalier Gazzoni». I versetti della pubblicità primordiale e la finta acquaminerale ottenuta con le bustine, sono tipici del decennio Sessanta, «epoca di una felicità», alla quale Edmondo Berselli dedica Adulti con riserva, sottotitolo Com’era allegra l'Italia prima del ’68 (Mondadori, 174 pagine, 16,50 euro). All'inizio dei Sessanta l'autore era un bambino di nove anni, abitava nella provincia trentina a Rovereto con i genitori democristiani; poi passò a Modena. Il suo libro evoca l'infanzia e la prima adolescenza attraverso le persone e cose più care, calcio, fumetti, cantanti e musica, Vespa e scubidù, Giorgio Bocca e Gianni Brera: proprio come Umberto Eco aveva fatto anni fa per un altro periodo ne La misteriosa fiamma della regina Luana. Lo stile è semplice, colloquiale, non privo di turpiloquio: una continua agnizione, in quelli che l'autore definisce «i beati anni del castigo» (a scuola, colpi di riga sul palmo della mano, cerotto sulla bocca ai chiacchieroni).

La magica televisione, con Giovanna, la nonna del Corsaro Nero e le ragazze che pretendevano di giocare al Musichiere. Il Giorno,quotidiano prediletto per via di Bocca e Brera, ma anche perchè il più «moderno» e sventato. Il festival di Sanremo «col bavero color zafferano, tra papaveri e papere, voli di colombe e casette in Canadà» fino a Modugno e Volare, a Mina, Celentano, Rita Pavone. Il calcio: «A tre anni conoscevo già a memoria la formazione del Milan». Dilemmi: meglio la Cinquecento o la Seicento? Capelli corti o lunghi? Fumetti: Diabolik «l'uomo in calzamaglia nera» e il più modesto Kriminal, Tex Willer, il grande Blek (non Blek Macigno come ricorda Berselli). «La nostra Belle Epoque», con Francesco Guccini guru autorizzato, considerava con distrazione frettolosa la politica, l'idea dell'incuboatomico («Erano tutti cattolici...i comunisti parevano creature di un mondo parallelo, d'un altro pianeta»), s’appassionava al mondo beat passando per l'Equipe 84 più che ai Beatles gné-gné o ai furenti Rolling Stones. Soltanto nel 1967, dice l'autore, cominciarono a farsi sentire le rabbie, le proteste.

A questo punto Adulti con riserva ha uno scarto. Lo stile ideologico si sostituisce a quello affettuoso, e le ultime quindici pagine del libro sono destinate a parlar male del Sessantotto: «Ha rovinato tutto, ha dato inizio a un grave errore politico e anche antropologico oltre che a una sensazionale rottura di palle...Ci si sentiva così bene, prima della politica, prima dell'impegno!». In nome della propria natura («Sono un perfetto antipolitico...Non partecipavo mai a niente») e dell'individualismo, Sessantotto, sinistra e anni futuri vengono senz’altro condannati.

Un po' sbrigativo? Adulti con riserva è brillante. Naturalmente, non appartengono all'esperienza d'un bambino o ragazzo provinciale i grandi mutamenti che il costume subisce nei Sessanta. Di colpo o quasi, la gente impara a viaggiare. Il boom dell'auto modifica abitudini e geografia; il boom della tv trasforma lo spettacolo in un diritto quotidiano e insegna agli italiani a parlare italiano. Decade l'etica del sacrificio, nasce la pratica del consumo. In un'esplosione di energie, nel passaggio da Paese agricolo a Paese industriale, tutto si rimescola e cambia.

Naturalmente, esistono modi magari meno personali di vedere le cose. Del 1966 sono la morte di Paolo Rossi all'Università di Roma, la frana di Agrigento, l'alluvione di Firenze. Nei Sessanta, cinema a parte, culturalmente copiavamo tutto, come scimmie: op art e pop art, strutturalismo francese e sociologia americana, camp e neoliberty, minigonna, nouveau roman e stile psichedelico, quiz televisivi, usi sociali quali il modo americano di festeggiare il Natale o le «Relazioni Umane». I nuovi costumi si innestavano sulle vecchie regole non senza contraddizioni: Giulia Occhini, amica del campione Fausto Coppi, viene incarcerata per adulterio e poi condannata al soggiorno obbligato; la censura colpisce cinema e teatro (Arialda di Testori, Rocco e i suoi fratelli di Visconti, L'avventura di Antonioni, Viridiana sequestrato, La ricotta di Pasolini). Nei Sessanta, la cultura del consumismo incoraggia l'idea di un progresso senza fine, d'un benessere sempre più grande. Si amplia il divario tra desideri e realtà, tra aspirazioni e possibilità, tra speranze e condizioni concrete: le chiamano «aspettative crescenti».

Autore: Edmondo Berselli
Titolo: Adulti con riserva. Com’era allegra l'Italia prima del ’68
Edizioni: Mondadori
Pagine: 174
Prezzo: 16,50 euro

immagineasp.gif

articolo di LIETTA TORNABUONI

da LA STAMPA

19 novembre 2007 · Patrizio Oliva

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su gli anni 60, gli anni delle scimmie.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.