Il costo della fornitura del gas

Il costo della fornitura di gas è formato dalle seguenti componenti principali:

  • la componente energia, ovvero il costo per l'acquisto della "materia prima" gas (incide per circa il 40% del totale della bolletta del gas al netto delle imposte e utilizza i prezzi del mercato all'ingrosso del gas naturale);
  • la vendita al dettaglio e la commercializzazione all'ingrosso, ovvero i costi per i servizi di commercializzazione e vendita;
  • il trasporto e lo stoccaggio, ovvero i costi per i servizi di trasporto e stoccaggio. Lo stoccaggio è quel servizio per il quale il gas viene conservato in depositi sotterranei da dove è poi prelevato per soddisfare le richieste del mercato nei diversi momenti o per fare fronte a eventuali emergenze;
  • la distribuzione locale, ovvero i costi per i servizi di distribuzione comprensivi degli oneri conseguenti alle misure per il risparmio energetico, all'incremento della qualità del servizio e al contenimento della spesa dei clienti con bassi consumi;
  • le imposte, ovvero le accise, l'addizionale regionale e l'IVA.

A tutela dei clienti domestici è stato inoltre previsto che pur in caso di passaggio ad un venditore del mercato libero devono essere accessibili -tramite sottoscrizione di particolari offerte- le condizioni contrattuali ed economiche fissate dall'Autorità .

In poche parole l'utente domestico deve poter scegliere, pur con un venditore del mercato libero, di continuare a usufruire delle condizioni di vendita e delle tariffe stabiliti dall'Autorità per i clienti del mercato vincolato.

La tariffa è in tutti i casi composta da una parte che riguarda la quota di trasporto, stoccaggio e distribuzione fino al contatore e un'altra, più rilevante, che comprende il costo di acquisto della materia prima e i costi di commercializzazione. Ambedue hanno una quota fissa e una quota variabile, quest'ultima applicata a scaglioni di consumo.

Il consumo è espresso in Smc -metri cubi standard-, valore ottenuto moltiplicando il consumo del contatore per un coefficiente, dal Luglio 2009 il coefficiente C (in precedenza era il coefficiente M). Si tratta di un coefficiente, detto di correzione, che converte i volumi di gas misurati dal contatore (in metri cubi) in volumi detti "a condizioni standard di pressione e temperatura", ovvero in consumo espresso in standard metri cubi (SMC).

Il coefficiende cambia a seconda della zona climatica ove si trova l'utenza, e dovrebbe consentire di uniformare per tutta Italia il calcolo dell'effettiva quantità di energia consumata tenendo anche conto della pressione e della temperatura.

Alcune offerte dei venditori del mercato libero potrebbero prevedere sconti solo su una delle suddette componenti (generalmente la seconda, quella che comprende costi di acquisto materia prima e costi di commercializzazione) ed in questo caso va specificata l'incidenza percentuale media dello sconto rispetto al prezzo finale complessivo, imposte escluse.

Le imposte che si pagano per il servizio gas a seconda delle diverse tipologie di utenza (imposta di consumo, addizionale enti locali, Iva) sono applicate sempre con le stesse modalità , indipendentemente dal contratto o dal venditore prescelto.

Ricordiamo, in proposito, che dal 1/1/2008 l'Iva sul consumo domestico di metano fino a 480 metri cubi consumati per ogni anno solare è del 10% (20% sull'eventuale consumo residuo dell'anno). L'iva ridotta si intende applicabile ad ogni singolo contratto di somministrazione di gas naturale per combustione per usi civili, indipendentemente dal numero di unità immobiliari riconducibili allo stesso.

Ciò per effetto del decreto legislativo 26/07 -che ha recepito la direttiva 2003/96/CE-, della circolare Agenzia delle Entrate numero 2/e del 17/1/08 e del DL 70/2011 che all'articolo 7 ha chiarito l'applicazione dell'iva ridotta.

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