Fornitura del gas » come difendersi dalle barbarie dei venditori

Tutte le problematiche legate alla fornitura del gas

Fornitura del gas, tutte le problematiche: dalle bollette in ritardo, passando per i malfunzionamenti al contatore fino all'odissea per il riallaccio con un nuovo fornitore.

Obiettivo di quest’articolo è spiegare al consumatore tutte le problematiche legate alla fornitura del gas.

Sempre più spesso accade che le società di fornitura di energia non inviano le bollette per l’addebito dei consumi ai propri clienti per periodi che raggiungono anche diversi mesi, creando un accumulo di consumo che dopo molto tempo viene conguagliato in un’unica bolletta, in modo da far lievitare notevolmente la cifra da pagare.

Altri disguidi riguardano, invece, i contatori del gas: i malfunzionamenti, spesso, causano addebiti straordinari in bolletta, spesso inspiegabili per il consumatore.

Quando, infine, un cliente decide di cambiare gestore per risparmiare o perché stufo delle barbarie dei fornitori, allora incomincia il vero calvario.

Di queste storie, purtroppo, ce ne sono a migliaia. E’ proprio per questo che, oggi abbiamo deciso di redigere questo articolo, chiarendo uno per uno le problematiche esistenti.

Problemi legati al malfunzionamento del contatore del gas

Sempre più sovente capita che un consumatore non riesca o a capire da dove derivino gli alti consumi in bolletta. Anche non cambiato l'emissione, infatti, dalle bollette arriva un aumento dei importi da corrispondere. A volte la causa è il contatore del gas che, magari, funziona male.

In questi casi, bisogna chiedere una verifica del funzionamento del contatore al venditore, che incaricherà il distributore di farla. La verifica può essere fatta a casa del cliente o in un laboratorio (in quest’ultimo caso il distributore vi sostituirà il contatore).

Il distributore invierà poi l’esito al venditore entro 180 giorni solari (dalla richiesta) per la verifica in casa, 240 giorni per quella in laboratorio. Se il distributore non rispetta i tempi previsti per la verifica, il cliente ha diritto a un indennizzo automatico di 30 euro.

Se il distributore attesta che nel contatore ci sono errori superiori ai limiti consentiti, lo sostituisce senza addebitare nulla al cliente e ricostruisce i consumi malregistrati. Questa operazione potrebbe non essere semplice e potreste non essere d’accordo con la ricostruzione del distributore: finché la controversia non si risolve, la fornitura del gas non può essere sospesa per il debito da ricostruire.

Se, però, dalla verifica emerge che il contatore funziona bene, dovete pagare 40 euro se avete un contatore installato dopo il 1980, 5 euro prima del 1980 (incluso).

Quando le bollette del gas non arrivano

E' da parecchio che non ricevete la bolletta del gas, pur avendo sollecitato il fornitore, e siete preoccupati per gli importi da corrispondere quando le stesse arriveranno tutte insieme? Ecco come comportarsi in questa fattispecie.

È una delle situazioni segnalate con maggiore frequenza per il settore del gas.

Quando non si inviano le bollette del gas, la definizione di generici problemi tecnici è la motivazione data dai fornitori come causa del disservizio: questi problemi, però, possono durare anche mesi.

Questo comporta un disagio notevole per chi si troverà a dover far fronte a una spesa elevata tutta in una volta.

Per denunciare il disservizio meglio presentare un reclamo scritto al fornitore seguendo le modalità indicate da quest’ultimo nel contratto (solitamente anticipo via fax e successiva comunicazione per iscritto).

Se la fattura è molto elevata si può chiedere di suddividere l’importo in rate. Purtroppo, in questo caso bisogna pagare gli interessi al tasso ufficiale in vigore in quel momento.

L’unica cosa che si può fare è chiedere l’indennizzo previsto dall’Aeeg (Autorità energia elettrica e gas) per questi casi: peccato che sia molto basso, appena 20 euro.

Dovrebbe essere ben più alto, considerando il disagio subito dal cliente per i ritardi di fatturazione.

Quando la bolletta del gas riporta un consumo eccessivo

Le bollette che vi arrivano sono troppo salate e non corrispondono ai vostri reali consumi? Storia già sentita: ecco come agire in questi casi.

La lettura del contatore è fatta dal distributore o viene comunicata dal cliente nell’intervallo tra una rilevazione e l’altra.

Per questo la bolletta può essere il frutto di calcoli fatti in base ai consumi in tutto o in parte stimati tenendo conto del gas consumato nei periodi precedenti.

Per i nuovi contratti nel mercato tutelato, i consumi presunti si basano sulle dichiarazioni del cliente al momento della firma del contratto sull’utilizzo, il numero dei componenti della famiglia, la quantità e il tipo di apparecchi usati. Per chiedere la rettifica della fattura mandate una raccomandata al venditore.

Vi deve rispondere entro 40 giorni dal ricevimento della richiesta. Se vi risponde che non c’è alcun errore di fatturazione deve provarlo con i documenti: le condizioni economiche di fornitura, i consumi attribuiti sulla base sia dei dati rilevati, sia dei vostri consumi storici.

Se il fornitore riconosce l’errore, in caso di fattura già pagata, deve riaccreditarvi i soldi entro 90 giorni dal ricevimento della richiesta di rettifica. Se non rispetta questo termine, avete diritto a un indennizzo che va da 20 a 60 euro.

Quando si decide di cambiare il fornitore del gas

Avete fatto richiesta al distributore del gas di nuovo allaccio ma vi siete trovati nella fattura un addebito di 40 euro riferita a una delibera dell’Autorità per l’Energia elettrica e il Gas: è legittimo questo onere??

La delibera dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas prevede azioni e obblighi finalizzati a garantire la sicurezza degli impianti gas utilizzati dal cliente finale.

Non sono coinvolti gli impianti destinati a servire esclusivamente cicli produttivi industriali o artigianali.

Il regolamento adottato dall’Autorità, pertanto, pone l’obbligo, alle aziende di distribuzione, di subordinare l’inizio dell’erogazione del gas all’esito positivo dell’accertamento della documentazione che attesti, nel rispetto della normativa vigente, la corretta esecuzione dell’impianto.

Per tale attività di accertamento, con specifico riferimento agli impianti di potenza termica complessiva fino a 34,8 kw è previsto l’addebito di un importo pari a 40 euro, che si applica a seguito di richiesta al distributore di nuovi allacci o modifica di allacci esistenti.

3 settembre 2014 · Gennaro Andele

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Stai leggendo Fornitura del gas » Come difendersi dalle barbarie dei venditori Autore Gennaro Andele Articolo pubblicato il giorno 3 settembre 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria tutela consumatori - acqua luce e gas Inserito nella sezione tutela consumatori del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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