Le norme attuative del Fondo di solidarietà per la sospensione delle rate del mutuo [Commento 4]

  • savino cappas 6 settembre 2010 at 17:07

    Dal 2 settembre avrebbe dovuto essere disponibile un fondo di solidarietà per chi non ce l'ha fatta pagare le rate del mutuo. Ma c'è qualche ritardo imputabile alla cronica mancanza di organizzazione del ministero.

    Il fondo, che può contare su una dote di 20 milioni - suddivisi in parti uguali per gli anni 2008 e 2009 - rimborserà alle banche i versamenti rimasti in sospeso. Le condizioni per godere di tale opportunità sono: che il titolare del mutuo sia anche proprietario dell'immobile per il quale è stato chiesto il finanziamento; che abbia un indicatore della situazione economica equivalente (Isee) non superiore a 30mila euro; che l'immobile non sia di lusso e, infine, che il mutuo erogato non superi i 250mila euro.

    Ma questo insieme di requisiti "soggettivi" non è sufficiente, perché, per godere del beneficio concesso dalla legge, bisogna essere incappati, dopo la data di stipula del mutuo, in un evento eccezionale o imprevedibile, tra cui: la perdita del lavoro dipendente a tempo indeterminato o la fine del contratto di lavoro parasubordinato, senza aver trovato una nuova occupazione nei tre mesi successivi; il decesso o sopravvenienza di condizioni di non autosufficienza di un componente della famiglia che percepisce almeno il 30 per cento del reddito complessivo dell'intero nucleo convivente; l'aver affrontato spese mediche (o per assistenza domiciliare) documentate non inferiori a 5mila euro, oppure spese di manutenzione o ristrutturazione (assolutamente necessarie), sempre per importi non inferiori a 5mila euro; infine l'eventuale aumento della rata del mutuo a tasso variabile, di almeno il 25 per cento in caso di pagamenti semestrali, del 20 per cento nell'ipotesi di rate mensili.

    Se i requisiti ci sono tutti, l'aspirante beneficiario deve presentare alla banca una domanda di sospensione, indicando il periodo di tempo per il quale intende usufruire dell'interruzione. La risposta positiva, da parte della banca, deve arrivare entro un mese circa.

    La scoperta di dichiarazioni false comporta la revoca dell'agevolazione, oltre che il rimborso della somma che il Fondo ha trasferito alla banca, rivalutata secondo gli indici Istat di inflazione, aumentata degli interessi calcolati al tasso legale.

    Il provvedimento avrebbe dovuto diventare operativo con la recente pubblicazione, in Gazzetta Ufficiale, del Decreto del Ministero dell'economia e delle finanze n. 132 del 21 giugno.

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