Come si costituisce un fondo patrimoniale

Il fondo patrimoniale può essere costituito da uno dei coniugi o da entrambi, destinando determinati beni immobili, beni mobili registrati, come autoveicoli e imbarcazioni, o titoli di credito a far fronte ai bisogni della famiglia.

Questi bisogni comprendono, oltre alle necessità primarie, anche il mantenimento del tenore di vita liberamente scelto dai coniugi. Il fondo potrebbe essere costituito persino da un'altra persona, diversa dai coniugi, ma a beneficio di questi e dei loro figli, ma è una possibilità che trova poco riscontro nella pratica. Normalmente, infatti, i beni costituiti in fondo patrimoniale appartengono ai due coniugi, oppure a uno solo di essi.

Con un semplice atto stipulato davanti al notaio i beni inclusi nel fondo sono sottratti in modo permanente alla possibilità di esecuzione forzata per i debiti che il creditore sapeva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia.

Tra questi rientrano sicuramente tutti i debiti contratti nell'esercizio di un'impresa commerciale o comunque di un'attività professionale, ma anche, secondo l'opinione prevalente, i debiti derivanti da obblighi di risarcimento dei danni, da sanzioni penali o amministrative, e persino i debiti tributari. C’è quanto basta per rendere il fondo patrimoniale una soluzione molto interessante per chi vuole sottrarre una parte del proprio patrimonio al rischio derivante dall'esercizio impresa, ma anche alle responsabilità che possono gravare su chi riveste cariche amministrative oppure è membro di un collegio sindacale, e alle improvvise richieste di risarcimento danni.

Il beneficio riguarda tutti i debiti estranei ai bisogni della famiglia, anche se anteriori alla costituzione del fondo patrimoniale, fatto salvo, in questo caso, l'esperimento dell'azione revocatoria secondo le regole ordinarie. In ogni caso, i coniugi devono sempre essere in grado di dimostrare che il creditore sapeva che il debito era stato contratto per scopi estranei ai bisogni della famiglia.

In qualsiasi momento è possibile includere altri beni nel fondo patrimoniale già costituito, sempre con un atto notarile.

Il termine “fondo” non deve trarci in inganno. Non si tratta di un entità diversa dai coniugi, che rimangono infatti proprietari dei beni a tutti gli effetti. In realtà dovremmo parlare, più propriamente, di “vincolo”, dato che l'effetto del fondo patrimoniale è proprio quello di vincolare questi beni al soddisfacimento delle necessità della famiglia, e quindi escludere la possibilità che possano essere toccati da terzi per ragioni estranee.

Il Fondo patrimoniale non sostituisce, ma affianca, integrandolo, il regime patrimoniale primario adottato dai coniugi che può essere indifferentemente la comunione, la separazione dei beni o un regime convenzionale.

L'articolo 170 del Codice civile prevede che l'esecuzione sui beni del fondo e sui frutti di essi non possa aver luogo per debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia.

Il Fondo patrimoniale, quindi, se correttamente utilizzato, costituisce uno schermo per determinate pretese creditorie.

Il Fondo patrimoniale può essere costituito da uno o entrambi i coniugi oppure da un terzo sia per atto fra vivi che per disposizione testamentaria.

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