Fondo patrimoniale e trust - riepilogo

Il fondo patrimoniale ed il trust  sono considerati attengono entrambi ad una casistica di segregazione patrimoniale, ma sono comunque due istituti profondamente diversi sia nello scopo che nella regolamentazione.

fondo patrimoniale

  • il fondo patrimoniale crea un vincolo di destinazione sul patrimonio;
  • presupposto o condizione di efficacia del fondo patrimoniale è l'esistenza di una famiglia legittima (dunque matrimonio, no divorzio, no vedovanza). Nel caso di scioglimento della famiglia è possibile mantenere il fondo patrimoniale se si hanno figli minori sino a quando l'ultimo avrà compiuto 18 anni.
  • possono formare oggetto di fondo patrimoniale solo i beni immobili, mobili registrati e i titoli di credito vincolati rendendoli nominativi.
  • da un punto di vista soggettivo, il fondo patrimoniale può essere costituito da ciascuno o da entrambi i coniugi o anche da un terzo.
  • quanto alla forma, il fondo patrimoniale deve essere costituito dai coniugi necessariamente per atto pubblico, mentre quando è costituente un terzo può essere costituito, oltre che per atto pubblico, anche per testamento. Quando viene costituito per atto tra vivi il fondo patrimoniale deve rivestire a pena di nullità la forma dell'atto pubblico ricevuto alla necessaria presenza di due testimoni.
  • Prevede il dovere di destinare i frutti e, più in generale, le utilità tratte dai beni oggetto del fondo alle necessità della famiglia;
  • comporta per dettame legislativo la contitolarità da parte dei coniugi dei diritti costituenti il fondo patrimoniale e la parità di quote;
  • comporta l'estensione al fondo patrimoniale delle norme relative all'amministrazione della comunione legale, ovvero la regola dell'amministrazione disgiunta per gli atti di ordinaria amministrazione e dell'amministrazione congiunta da parte dei coniugi per gli atti di straordinaria amministrazione e per i contratti con i quali si acquistano e si concedono diritti personali di godimento, con l'ulteriore previsione che per gli atti di straordinaria amministrazione - se vi sono figli minori, - oltre all'agire congiunto, occorre l'autorizzazione giudiziale (cosa che comporta un ricorso apposito, tempi di giustizia lunghi, esame del giudice sull'operazione);
  • vi è anche previsto un limite, posto dall'articolo 170 del codice civile, all'esecuzione sui beni e sui frutti del fondo. La norma prevede infatti che l'esecuzione sui beni del fondo e sui frutti di essi non possa aver luogo per debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia esponendo questa presunzione di conoscenza il debitore a diversi casi di proposte revoche dei fondi.

trust

  • crea un patrimonio destinato o meglio crea un patrimonio autonomo segregato.
  • Prescinde dal vincolo familiare. Tutti lo possono costituire e se anche lo si vincola ai bisogni di familiari non ha scadenze dipendenti dall'esistenza o meno del vincolo familiare o dal raggiungimento della maggiore età dei figli.
  • Quasiasi oggetto può essere posto in trust (immobili, mobili anche non registrati - pensiamo ad esempio ad un quadro di valore - titoli di credito, conti correnti, denaro, mobili registrati, quote sociali - che è uno dei punti più controversi del fondo patrimoniale.
  • In Italia è necessario atto pubblico per la costituzione del trust. Per l'atto di conferimento dipende se trattasi di beni immobili, quote sociali e tutto ciò che è iscritto nei pubblici registri- che debbono essere conferiti per atto pubblico - diversamente non è necessario atto pubblico.
  • La gestione del trust è affidata al trustee (gestore) totalmente ed il patrimonio conferito in trust non appartiene più ai coniugi come una comunione ma appartiene al trust come patrimonio separato. Il trustee può agire nella massima libertà e non sono necessarie autorizzazioni giudiziali. Ovviamente è l'atto istitutivo che conferisce determinati poteri al trustee ed eventuali limitazioni.
  • L'impiego dei frutti non è detto che debba essere destinato alle esigenze della famiglia. Il trust è duttile. Può essere destinato per altri scopi. E poi quali sono le esigenze della famiglia nel fondo patrimoniale? Quelle della sopravvivenza? La giurisprudenza ha cercato di allargare l'estensione della portata del dettame ma rimane ancora circoscritto l'ambito di operatività. Nel trust non vi è questa limitazione.
  • Nel fondo i beneficiari possono essere solo i familiari. Nel trust chiunque a seconda di come viene costituito. Addirittura potrebbero essere non nominati oppure potrebbe essere un'associazione, una persona giuridica, un terzo, dei creditori ecc. (dipende dalla struttura del trust).
  • L'effetto segregativo previsto dalla legge per il fondo patrimoniale è più circoscritta rispetto al trust: infatti i creditori, sia pure nei limiti delle obbligazioni assunte per i bisogni della famiglia, possono aggredire non solo i frutti (com'era per il patrimonio familiare) ma anche i beni e soprattutto la norma pone a carico dei coniugi l'onere probatorio, se vogliono evitare l'esecuzione, dell'effettiva conoscenza da parte del creditore che agisce in esecuzione della estraneità del negozio ai bisogni familiari. Questo comporta che, una volta costituito il fondo patrimoniale, se i coniugi vogliono avere un margine di certezza circa i vantaggi in una eventuale sede esecutiva dovranno aver cura nell'assumere obblighi estranei ai bisogni della famiglia di esplicitarlo al creditore e, se si tratta di atto scritto, di evidenziarlo nell'atto stesso, soprattutto se l'obbligazione viene assunta congiuntamente da entrambi i coniugi.
  • Il trust peraltro in molto casi permette anche di realizzare una pianificazione generazionale per cui il patrimonio dei disponenti, o parte di esso - per intenderci quello conferito in trust - viene già predisposto in favore dei beneficiari finali anticipando gli effetti di un testamento o di un successivo passaggio generazionale. Le imposte in questo caso vengono scontate oggi e non all'atto del trasferimento finale.

Gli elementi che accomunano trust e fondo patrimoniale

  1. Sia il fondo patrimoniale che il trust consentono di realizzare una netta separazione fra i beni conferiti (diritti di proprietà, ma anche altre posizioni giuridiche come il diritto di usufrutto, ad esempio) e quelli residui di cui risultano titolari i soggetti che lo costituiscono. Si dice che i beni conferiti sono segregati nel fondo patrimoniale o nel trust.
  2. Anche il trust, come naturalmente accade per il fondo patrimoniale, prevede la coesistenza con il regime patrimoniale familiare (comunione dei beni o separazione convenzionale dei beni). Per dire che anche un soggetto coniugato può costituire un trust.

Gli elementi che differenziano trust e fondo patrimoniale

  1. I due istituti hanno, per così dire, un differente vincolo di destinazione. La costituzione del fondo patrimoniale è finalizzata a salvaguardare i bisogni della famiglia mentre il trust tutela un interesse più generico.
  2. Trust e fondo patrimoniale si differenziano per quanto attiene la possibilità di conferimento dei beni. Nel fondo patrimoniale l'accettazione da parte dei coniugi è necessaria solo quando il conferimento è effettuato da un terzo attraverso, ad esempio, la donazione (atto fra vivi). Nel trust, invece, il gestore/amministratore (trustee) potrebbe non accettare il bene conferito qualora ne ritenesse non convenevole l'acquisizione. Accade, ad esempio, quando il bene che si vuole conferire è gravato da oneri di varia natura, che richiedono risorse finanziarie ingenti per la sua conservazione, oppure quando si intenda trasferire al trust un diritto controverso, magari oggetto di contenzioso. O ancora il trustee potrebbe (ma quasi mai accade, come vedremo più avanti) non accettare il conferimento del bene quando è fondato il sospetto che il bene che si intende conferire sia frutto di attività illecite o poco trasparenti (ricettazione, evasione fiscale, costituzione di fondi neri, riciclaggio, transazioni finanziarie off shore)
  3. Anche per quanto riguarda l'alienazione dei beni esistono notevoli differenze fra trust e fondo patrimoniale. Nel fondo patrimoniale, a meno che non sia stato espressamente consentito nell'atto di costituzione, non si possono alienare, ipotecare, dare in pegno o comunque vincolare beni se non con il consenso di entrambi i coniugi e, se vi sono figli minori, con l'autorizzazione concessa dal giudice, con provvedimento emesso in camera di consiglio, nei soli casi di necessità o di utilità evidente. Per il trust le cose cambiano. E' sempre necessario l'assenso dell'amministratore/gestore il cui compito è quello di valutare anche la convenienza, per il trust, dell'alienazione.
  4. Requisito essenziale per la costituzione del fondo patrimoniale è, come abbiamo visto nelle precedenti sezioni, l'esistenza di un vincolo di matrimonio. Anche se è possibile costituire il fondo patrimoniale prima di "convolare a giuste nozze", la sua efficacia è comunque condizionata alla celebrazione del matrimonio. Nel momento in cui il vincolo matrimoniale si scioglie (morte dell'altro coniuge o separazione legale) cessano pure gli effetti ed i benefici derivanti dalla costituzione del fondo patrimoniale (salvo nel caso in cui vi siano figli minorenni). Insomma, senza matrimonio non può esserci fondo patrimoniale. Il trust, invece, non è assolutamente subordinato all'esistenza del matrimonio. Può essere costituito da un soggetto nubile, vedovo, separato o divorziato, richiedendo esclusivamente il sussistere di una generica esigenza di protezione di interessi meritevoli di tutela. Quali possono essere, ad esempio, quelli di una famiglia di fatto e/o allargata, di un nucleo familiare che patisce l'assenza di uno dei coniugi (morte, separazione legale, divorzio) o, per concludere, di figli naturali.
  5. Per quanto riportato al punto precedente, è poi possibile individuare un altro profilo di discriminazione fra il fondo patrimoniale ed il trust: la durata. La destinazione del fondo patrimoniale, così recita l'articolo 171 del codice civile, termina a seguito dell'annullamento o dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio. Se vi sono figli minori il fondo dura fino al compimento della maggiore età dell'ultimo figlio. In tale caso il giudice può dettare, su istanza di chi vi abbia interesse, norme per l'amministrazione del fondo. Considerate le condizioni economiche dei genitori e dei figli ed ogni altra circostanza, il giudice può altresì attribuire ai figli, in godimento o in proprietà, una quota dei beni del fondo. Se non vi sono figli, si applicano le disposizioni sullo scioglimento della comunione legale. Pertanto possiamo dire che la durata del fondo patrimoniale è condizionata da eventi esogeni (morte di uno dei coniugi) o eterodiretti (decisione di uno dei coniugi di interrompere il vincolo matrimoniale). La durata del trust, invece, è esclusivamente rimessa alla volontà del disponente o dei disponenti.
  6. L'articolo 167 del codice civile disciplina rigidamente i beni che possono essere trasferiti al fondo patrimoniale Ciascuno o ambedue i coniugi, per atto pubblico, o un terzo, anche per testamento, possono costituire un fondo patrimoniale, destinando determinati beni, immobili o mobili iscritti in pubblici registri, o titoli di credito, a far fronte ai bisogni della famiglia. La costituzione del fondo patrimoniale per atto tra vivi, effettuata dal terzo, si perfeziona con l'accettazione dei coniugi. L'accettazione può essere fatta con atto pubblico posteriore. La costituzione può essere fatta anche durante il matrimonio. I titoli di credito devono essere vincolati rendendoli nominativi con annotazione del vincolo o in altro modo idoneo. E' chiaro, dunque, che al fondo patrimoniale possono essere conferiti esclusivamente beni immobili, beni mobili registrati e, titoli di credito nominativi. Questo limite oggettivo non è previsto per il trust, a cui possono essere trasferiti anche denaro, beni mobili non registrati, quote sociali non azionarie, quote di fondi di investimento, derivati ed altri strumenti finanziari o, come abbiamo già scritto, posizioni giuridiche a tali beni riferibili.
  7. La tutela offerta dall'istituto del fondo patrimoniale tiene conto, in modo bilanciato, degli interessi contrapposti fra debitori e creditori. Infatti, i beni conferiti nel fondo patrimoniale non possono essere oggetto di azioni esecutive per debiti che non risultino correlati ai bisogni familiari ma, sui coniugi grava l'onere di dimostrare che il creditore fosse a conoscenza della circostanza che i debiti servivano a soddisfare esigenze diverse da quelle familiari. D'altra parte, per ottenere e poi non pagare, senza che il fondo patrimoniale possa essere aggredito, un finanziamento finalizzato all'acquisto di un immobile per l'amante, è sufficiente far annotare la data di costituzione del fondo patrimoniale a margine dell'atto di matrimonio. Se il creditore è "pollo" e non conduce un'istruttoria come si deve, sono solo problemi suoi. La protezione del trust, grazie all'effetto segregativo è, invece, totale (a meno di improbabili ed alquanto difficoltose azioni revocatorie promosse dai creditori che devono essere, il più delle volte, condotte per rogatoria). Questo ne fa uno strumento molto apprezzato da evasori, malavitosi, concussori e concussi, che temono di essere colti, con le mani nel sacco, dall'autorità giudiziaria, nonché da finanzieri d'assalto che pretendono mani libere, da "self-made man" dal passato poco trasparente e da feccia di ogni genere e risma. Strumento molto caro, di conseguenza, anche a quella pletora parassitaria di colletti bianchi che in tale melma ci sguazzano, almeno fin quando è possibile. Vale solo la pena di ricordare che i titolari della società che promuoveva il trust come "arma letale" nella persistente lotta fra cittadini "furbi" e cittadini "onesti", da noi ripresa e riportata in una precedente sezione di questo articolo a mò di esempio, sono attualmente ospiti, purtroppo a nostre spese, delle patrie galere.

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21 agosto 2013 · Chiara Nicolai

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  • attilio de luca 29 luglio 2010 at 19:32

    Aveva costituito un fondo patrimoniale con la moglie per evitare il pignoramento della sua villa, a fronte di un debito con l'erario di oltre 2 milioni di euro. Ma questo non è bastato per sfuggire alle richieste del Fisco, in seguito a un accertamento che aveva rilevato, oltre a redditi milionari non dichiarati, anche il trasferimento fittizio della residenza nel Principato di Monaco.

    E' il caso di un contribuente riminese, formalmente domiciliato a Montecarlo, il cui fondo patrimoniale è stato dichiarato "inefficace verso il Fisco" dal Tribunale di Bologna. In base a questa pronuncia il mancato pagamento del debito con l'Amministrazione finanziaria comporterà il pignoramento dell'immobile da parte di Equitalia. E' giunta così al termine una lunga controversia con l'Amministrazione finanziaria, iniziata nel 2001, quando un accertamento fiscale aveva portato alla luce compensi non dichiarati per sponsorizzazioni e cachet professionali, per un importo complessivo di oltre 7 milioni di euro.

    In seguito ai controlli dell'Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza, era stata dichiarata "fittizia" la residenza del contribuente nel Principato di Monaco, dove risultava formalmente residente mentre di fatto manteneva in Italia il centro degli interessi affettivi ed economici. Per estinguere il debito con il Fisco, nel 2003 il contribuente si era avvalso del condono, senza però pagare i 2 milioni di euro dovuti. Successivamente aveva costituito il fondo patrimoniale con il coniuge, contro il quale l'Ufficio Riscossione della Direzione Regionale Emilia-Romagna ha presentato l'azione revocatoria che ha portato alla sentenza del Tribunale.

    "La sentenza del Tribunale di Bologna - dichiara il Direttore Regionale dell'Agenzia delle Entrate Emilia-Romagna, Antonino Gentile - non solo rende merito al lavoro svolto dai nostri funzionari, ma premia anche la sinergia istituzionale che l'Agenzia delle Entrate sta costruendo con Equitalia, all'interno di un generale potenziamento dell'attività di contrasto all'evasione da riscossione". (AGI)