La tutela dei debiti

Come più volte chiarito, lo scopo principale del fondo patrimoniale è quello per cui tutti i creditori sorti successivamente alla annotazione del fondo a margine dell'atto di matrimonio non possono più aggredire i beni in esso inseriti.

L'unica eccezione in cui i beni inseriti nel fondo patrimoniale possono essere aggrediti dai creditori successivi alla sua annotazione è quando l'obbligazione per la quale i creditori agiscono sia stata contratta dal debitore per i bisogni della famiglia e/o che di ciò il creditore medesimo ne fosse stato a conoscenza.

Per bisogni della famiglia si intendono le esigenze di vita del nucleo familiare, valutabili in base all'Isee in cui la famiglia si colloca.

Contrariamente, gli oneri che non sono volti al mantenimento della famiglia, ma che sono di natura voluttuaria, come ad esempio l'acquisto di una macchina di lusso, o derivanti da interessi speculativi non possono considerarsi rivolte a bisogni della famiglia.

Con la conseguenza che i relativi creditori non potranno aggredire il fondo patrimoniale.

Anche i creditori per debiti contratti prima dell'annotazione del fondo nell'atto di matrimonio non potranno più agire sui beni in esso inseriti.

Su questo punto, però, è bene fare un'importante precisazione. Infatti, se i creditori riescono a dimostrare che il debitore ha costituito il fondo al solo scopo di frodarli, allora potranno agire in giudizio con la cosiddetta azione revocatoria, di cui parlavamo prima. Con questo atto possono, cioè, chiedere al giudice che il fondo sia dichiarato, nei loro confronti, inefficace.

Come detto, l'azione revocatoria intrapresa entro 5 anni dalla costituzione del fondo patrimoniale.

Scaduto il termine, quindi, il fondo è inattaccabile anche per i creditori anteriori alla sua annotazione.

In parole povere, i beni resteranno, in questo caso, inattaccabili.

Da notare bene che, in caso di fallimento di uno dei coniugi, il fondo patrimoniale può essere sottoposto a revocatoria fallimentare, se costituito nei due anni precedenti alla dichiarazione di fallimento.

Veniamo ora all'aspetto principale, motivo per cui è stato redatto questo articolo: come difendere la casa familiare grazie al fondo patrimoniale.

Nulla vieta, infatti, al debitore di inserire nel fondo un bene su cui la banca ha già iscritto ipoteca a seguito, per esempio, di un mutuo.

In questo caso, l'immobile sarà sempre pignorabile dalla banca, ma non lo sarà per gli altri creditori diversi dalla banca.

Così, per il proprietario dell'immobile che paghi regolarmente le rate del mutuo non ci sarà nulla da temere.

22 aprile 2014 · Andrea Ricciardi

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