Fondo garanzia - il fatto

Una ciclista era stata investita da un'automobile.

La vittima, era stata immediatamente soccorsa dalla conducente del veicolo, che l'aveva anche trasportata in ospedale ed assistita per qualche momento, pagandole addirittura il ritorno a casa in taxi.

Le lesioni riportate dalla ciclista non erano preoccupanti, anche perchè la danneggiata era sempre rimasta vigile e cosciente, rifiutando di essere soccorsa da una autoambulanza di passaggio con la consapevole sottoscrizione dell'apposito modulo.

Così, il Tribunale di Forlì, al quale si era appellata la donna per ottenere un risarcimento dei danni, in funzione di Giudice dell'appello, aveva dichiarato la carenza di legittimazione passiva del Fondo Garanzia, poiché, sostanzialmente, la mancata individuazione del veicolo era dipesa quasi esclusivamente dalla negligenza della danneggiata.

Secondo la donna, era del tutto comprensibile che, nella concitazione e nella difficoltà del momento, non avesse ritenuto di pretendere dal conducente del veicolo investitore lo scambio delle generalità, e che comunque tale circostanza fosse ininfluente ai fini della decisione.

Ma gli Ermellini, la pensano diversamente, condividendo l'orientamento espresso dal Tribunale di Forlì.

Secondo i giudici della Suprema Corte, infatti, è pur vero che non si può addebitare al danneggiato l'obbligo di indagini articolate e complesse, ma è altrettanto normale, in giurisprudenza, che allo stesso si richiede un comportamento diligente ai fini dell'individuazione del colpevole.

Infatti, il comportamento negligente del danneggiato, che non si è minimamente curato, pur avendone agevole possibilità, di identificare il veicolo responsabile, fa venire meno la legittimazione passiva dell'Impresa designata dal Fondo Garanzia.

9 aprile 2013 · Marzia Ciunfrini

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