Il fondo di solidarietà a tutela del coniuge separato che versa in stato di bisogno

La legge di stabilità 2016 (commi 414, 415 e 416 dell'articolo 1) ha istituito, in via sperimentale con una dotazione di 250 mila euro per l'anno 2016 e di 500 mila euro per l'anno 2017, il Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno.

A valere sulle risorse del Fondo di solidarietà, il coniuge in stato di bisogno che non è in grado di provvedere al mantenimento proprio e dei figli minori, oltre che dei figli maggiorenni portatori di handicap grave, conviventi, qualora non abbia ricevuto l'assegno determinato di separazione per inadempienza del coniuge che vi era tenuto, può rivolgere istanza da depositare nella cancelleria del tribunale del luogo ove ha residenza, per l'anticipazione di una somma non superiore all'importo dell'assegno medesimo.

Il presidente del tribunale o un giudice da lui delegato, ritenuti sussistenti i presupposti per l'erogazione del beneficio, assumendo, ove occorra, informazioni, nei trenta giorni successivi al deposito dell'istanza, valuta l'ammissibilità dell'istanza medesima e la trasmette al Ministero della giustizia ai fini della corresponsione della somma.

Il Ministero della giustizia si rivale sul coniuge inadempiente per il recupero delle risorse erogate.

Quando, invece, il presidente del tribunale o il giudice da lui delegato non ritiene sussistenti i presupposti per la trasmissione dell'istanza al Ministero della giustizia, provvede al rigetto della stessa con decreto non impugnabile. Il procedimento introdotto con la presentazione dell'istanza di accesso al beneficio non è soggetto al pagamento del contributo unificato.

Con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, saranno adottate, entro il 30 gennaio 2016, le disposizioni necessarie per l'individuazione dei tribunali presso i quali avviare la sperimentazione, alle modalità per la corresponsione delle somme e per la riassegnazione al Fondo di solidarietà delle somme recuperate con azione esecutiva promossa dal Ministero della giustizia nei confronti del coniuge obbligato inadempiente.

7 gennaio 2016 · Ludmilla Karadzic

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