Veicoli regolarmente assicurati vengono sequestrati perché consultando il portale dell'automobilista risultano sprovvisti di RC auto - La banca dati delle coperture assicurative è per ora solo un flop [Commento 1]

  • Stefano Manzelli 11 giugno 2016 at 14:34

    Dal 19 ottobre 2015 non è più obbligatorio esporre sul parabrezza dei veicoli il contrassegno di assicurazione in corso di validità. E' infatti sufficiente esibire il regolare certificato di assicurazione in caso di controllo. Ma già dalle prime settimane di avvio della riforma sono subentrate una serie di riflessioni operative tra le forze dell'ordine che finiscono per avere effetti concreti anche sui comportamenti degli automobilisti. Anche se è venuto meno l'obbligo di esporre il tradizionale pezzetto di carta sul parabrezza, il mancato aggiornamento tempestivo della banca dati ministeriale che attesta la copertura rc auto e l'estensione di validità delle coperture (concesse da alcune compagnie ben oltre ai 15 giorni di rito dalla scadenza), hanno infatti evidenziato criticità importanti. Oltre al certificato di assicurazione è preferibile tenere a bordo del veicolo anche il contratto con l'attestazione di avvenuto pagamento del premio. In caso di discrasia tra i dati contenuti nei documenti e le attestazioni del ced infatti la carta risulterà sempre prevalente. Nel caso di stipula di contratti di assicurazione obbligatoria rc auto, specifica la circolare, «la trasmissione del certificato di assicurazione può avvenire anche tramite posta elettronica e l'assicurato deve procedere in proprio alla stampa del certificato che deve essere conservato nel veicolo. La documentazione così detenuta possiede i requisiti di legittimità, per gli effetti di cui all'art. 180, comma 1, lettera d), del cds, in quanto comunque emanata e trasmessa dall'impresa di assicurazione».

    In buona sostanza, prosegue l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, il controllo da parte dei vigili e della polizia del certificato di assicurazione è sempre necessario. Verificato questo documento si potrà procedere all'interrogazione del portale dell'automobilista e in caso di difformità ad ulteriori approfondimenti. La banca dati delle assicurazioni, infatti, non è sempre aggiornata in quanto «risulta essere alimentata massivamente da parte delle imprese di assicurazione e purtuttavia è possibile che possano verificarsi ritardi nella alimentazione o disfunzioni sul caricamento dei dati». Per evitare inutili contenziosi con gli automobilisti i controlli andranno dunque articolati partendo dal dato cartaceo, ovvero dal certificato di assicurazione da tenere sempre a bordo del veicolo. Se questa documentazione non corrisponde alle risultanze del ced «prima di procedere al sequestro del veicolo è opportuno invitare il proprietario a fornire prova dell'esistenza della polizza». Solo all'esito di una verifica più approfondita la polizia stradale potrà procedere al sequestro del veicolo non coperto da assicurazione obbligatoria.

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