Veicoli regolarmente assicurati vengono sequestrati perché consultando il portale dell'automobilista risultano sprovvisti di RC auto - La banca dati delle coperture assicurative è per ora solo un flop

Nel caso di stipula di contratti di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, la trasmissione del certificato di assicurazione può avvenire anche tramite posta elettronica e l'assicurato deve procedere in proprio alla stampa del certificato che deve essere conservato nel veicolo.

Secondo l'IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle ASSicurazioni) il controllo del certificato di assicurazione conservato nel veicolo, e non la consultazione della banca dati presso il portale dell'automobilista a partire dal numero di targa, dovrebbe costituire il punto di partenza delle verifiche finalizzate ad accertare l'esistenza di una valida copertura assicurativa. Infatti, la banca dati delle coperture assicurative, alimentata da parte delle imprese di assicurazione, non è al momento aggiornata come dovrebbe.

Per questo motivo l'IVASS, allo scopo di evitare inutili contenziosi agli automobilisti, suggerisce di articolare i controlli degli agenti di polizia partendo dalla classica verifica della documentazione (certificato di assicurazione) che deve essere disponibile a bordo del veicolo e che il conducente deve fornire, come previsto dalla legge.

Qualora la documentazione esibita non fosse suffragata dalla corrispondente annotazione presente nel portale dell'Automobilista, prima di procedere al sequestro del veicolo bisognerebbe invitare il conducente del veicolo a fornire prova dell'esistenza della polizza. Solo all'esito della verifica presso la Compagnia intestataria del contratto esibito, si dovrebbe procedere al sequestro del veicolo ove non risulti coperto da assicurazione.

In pratica, la dematerializzazione della carta in ambito PA è un'altra promessa non mantenuta, come le tante a cui ci hanno abituati il cazzaro di Rignano ed i clowns del suo inner circle. Non saranno possibili controlli a tappeto per le auto in sosta senza conducente (come ci si proponeva di fare). Agli automobilisti, per stare tranquilli in occasione di eventuali fermi per controllo, converrà portare in auto anche la polizza, oltre al certificato assicurativo. Insomma, la PA 2.0 è ancora lontana: per ora è necessario procedere con un downgrade alla versione 1.0.

11 giugno 2016 · Giuseppe Pennuto

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  • Stefano Manzelli 11 giugno 2016 at 14:34

    Dal 19 ottobre 2015 non è più obbligatorio esporre sul parabrezza dei veicoli il contrassegno di assicurazione in corso di validità. E' infatti sufficiente esibire il regolare certificato di assicurazione in caso di controllo. Ma già dalle prime settimane di avvio della riforma sono subentrate una serie di riflessioni operative tra le forze dell'ordine che finiscono per avere effetti concreti anche sui comportamenti degli automobilisti. Anche se è venuto meno l'obbligo di esporre il tradizionale pezzetto di carta sul parabrezza, il mancato aggiornamento tempestivo della banca dati ministeriale che attesta la copertura rc auto e l'estensione di validità delle coperture (concesse da alcune compagnie ben oltre ai 15 giorni di rito dalla scadenza), hanno infatti evidenziato criticità importanti. Oltre al certificato di assicurazione è preferibile tenere a bordo del veicolo anche il contratto con l'attestazione di avvenuto pagamento del premio. In caso di discrasia tra i dati contenuti nei documenti e le attestazioni del ced infatti la carta risulterà sempre prevalente. Nel caso di stipula di contratti di assicurazione obbligatoria rc auto, specifica la circolare, «la trasmissione del certificato di assicurazione può avvenire anche tramite posta elettronica e l'assicurato deve procedere in proprio alla stampa del certificato che deve essere conservato nel veicolo. La documentazione così detenuta possiede i requisiti di legittimità, per gli effetti di cui all'art. 180, comma 1, lettera d), del cds, in quanto comunque emanata e trasmessa dall'impresa di assicurazione».

    In buona sostanza, prosegue l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, il controllo da parte dei vigili e della polizia del certificato di assicurazione è sempre necessario. Verificato questo documento si potrà procedere all'interrogazione del portale dell'automobilista e in caso di difformità ad ulteriori approfondimenti. La banca dati delle assicurazioni, infatti, non è sempre aggiornata in quanto «risulta essere alimentata massivamente da parte delle imprese di assicurazione e purtuttavia è possibile che possano verificarsi ritardi nella alimentazione o disfunzioni sul caricamento dei dati». Per evitare inutili contenziosi con gli automobilisti i controlli andranno dunque articolati partendo dal dato cartaceo, ovvero dal certificato di assicurazione da tenere sempre a bordo del veicolo. Se questa documentazione non corrisponde alle risultanze del ced «prima di procedere al sequestro del veicolo è opportuno invitare il proprietario a fornire prova dell'esistenza della polizza». Solo all'esito di una verifica più approfondita la polizia stradale potrà procedere al sequestro del veicolo non coperto da assicurazione obbligatoria.