Fideiussione prestata a garanzia di un mutuo ipotecario - il fideiussore può chiedere la revocatoria del fondo patrimoniale costituito dal mutuatario

Supponiamo che la banca richieda, per l'erogazione di un mutuo ipotecario, un'ulteriore garanzia, oltre all'ipoteca. Supponiamo che la fideiussione venga prestata da un soggetto terzo e che, pertanto, la banca eroghi il mutuo.

Come sappiamo, qualora il mutuatario debitore incorra nella decadenza del beneficio del termine (omesso o ritardato pagamento verificatosi almeno sette volte, anche non consecutive) la banca può escutere il mutuatario insolvente attraverso l'espropriazione del bene acquisito con mutuo garantito da ipoteca, ma può rivalersi anche sul fideiussore che non è coperto dal beneficio di escussione o, qualora ne sia coperto, richiedere al fideiussore la differenza fra l'importo a debito (capitale residuo del muto erogato, interessi legali e moratori, spese legali) e quanto ricavato dalla vendita al bene dell'asta.

Il fideiussore potrà poi esercitare una eventuale azione di regresso sul debitore inadempiente cercando di recuperare, attraverso le solite azioni esecutive, il proprio credito.

Quello appena descritto è uno scenario molto comune. Ma, se il mutuatario debitore decide di mettere in atto una "furbata" e costituisce un fondo patrimoniale in cui viene inserito anche il bene acquistato con il mutuo garantito da ipoteca e da ulteriore fideiussione prestata da terzi?

La Corte di Appello della capitale, con una sentenza del 20 novembre 2012, ha risposto a questo interrogativo, stabilendo che il fondo patrimoniale costituito dal debitore al solo scopo di sottrarre i propri beni alle eventuali future azioni esecutive dei creditori (banca e garante) è revocabile e la richiesta di revocatoria può essere presentata sia dalla banca che dal fideiussore.

Quindi, anche se il mutuatario debitore è puntuale nel pagamento delle rate, la costituzione di un fondo patrimoniale in cui risulta inserito un bene ottenuto con mutuo garantito da fideiussione è sufficiente a legittimare l'azione revocatoria esercitata dal fideiussore. In pratica, la legittimazione sussiste anche se il credito risulta incerto o solo eventuale al momento della costituzione del fondo patrimoniale. La semplice aspettativa di un eventuale credito futuro, non esigibile a causa degli atti posti in essere dal debitore, rende possibile l'esercizio dell'azione revocatoria.

26 dicembre 2013 · Ornella De Bellis

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