Costituzione di un fondo patrimoniale » La banca può esercitare azione revocatoria verso il fideiussore anche se non è ancora maturato un debito certo

L'istituto di credito può esercitare azione revocatoria ed annullare la costituzione del fondo patrimoniale da parte del fideiussore di società.

Inutile la costituzione del fondo patrimoniale da parte del fideiussore: l'istituto di credito può esercitare l'azione revocatoria contro il fondo e aggredire gli immobili che vi sono stati inseriti, poiché la costituzione della garanzia sulla casa, in questo caso, si considera un atto di frode verso i creditori, pur non essendo ancora maturato un debito certo.

Questo, in sintesi, l'orientamento espresso dalla Corte di Cassazione con sentenza 21938/14.

Da quanto si evince dalla pronuncia in esame, è inutile, dopo aver prestato fideiussione nei confronti di un altro soggetto a cui un'istituto di credito ha concesso un finanziamento, tutelare la propria casa con un fondo patrimoniale: infatti, in tale fattispecie, la banca può esercitare l'azione revocatoria contro il fondo e aggredire gli immobili che vi sono stati inseriti.

Ciò, perché la costituzione della garanzia sulla casa, in questo caso, si considera un atto in frode ai creditori, pur non essendo ancora maturato un debito certo: anche se il soggetto finanziato è già in ritardo coi pagamenti delle rate, la costituzione del fondo patrimoniale non è opponibile alla banca.

Come chiarito in numerose decisioni dagli Ermellini, la costituzione di un fondo patrimoniale, anche se anteriore all'insorgere del debito, può essere dichiarata inefficace nei confronti dei creditori, entro massimo 5 anni, attraverso la cosiddetta azione revocatoria.

L'azione revocatoria sussiste quando vi è prova che il soggetto interessato abbia premeditatamente agito al solo scopo di ridurre le garanzie dei creditori.

Facciamo un piccolo esempio: Nel luglio del 2009 il soggetto "A" concede una fideiussione nei confronti di un soggetto "B", che, così, riesce ad ottenere un finanziamento da un istituto di credito.

Il soggetto "B", adempie regolarmente il proprio debito pagando le rate mensili del prestito.

Successivamente, nel Maggio 2010, il soggetto "A" decide di istituire un fondo patrimoniale sulla propria casa.

Ma, nel luglio del 2010, il soggetto "B" interrompe i pagamenti con la banca.

Così, l'istituto di credito tenta un'esecuzione nei confronti del soggetto "B", fallendola.

A questo punto, la banca decide di aggredire il fondo patrimoniale del soggetto "A".

In questo caso l'azione revocatoria è possibile, dunque il fondo patrimoniale è inefficace.

17 ottobre 2014 · Andrea Ricciardi

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  • antonio64 11 novembre 2014 at 21:13

    Buonasera a tutti
    Ho costituito un fondo patrimoniale a giugno del 2010 nel quale è inserita la mia prima abitazione.
    Ad ottobre 2013 la guardia di finanza ha avviato un accertamento fiscale nel mio ristorante per gli anni 2009-2010-2011-2012-2013.
    Il 28 dello scorso mese ha inviato all'uff delle entrate il solo pvc relativo al 2009 riservandosi di completare gli altri anni nei prossimi mesi.
    Dalla verifica è emerso a dir loro evasione per diverse decine di mila euro.
    Vengo al dunque della mia lettera, possono aggredirmi la casa anche se è inserita nel fondo patrimoniale ?

    • Ludmilla Karadzic 11 novembre 2014 at 21:37

      La Cassazione si è pronunciata molto recentemente sulla questione. Ha stabilito che per evitare l'azione esecutiva sul bene immobile conferito dal debitore erariale al fondo patrimoniale, quest'ultimo ha l'onere di dimostrare che l'arricchimento derivante dall'omesso o insufficiente pagamento delle imposte dovute non è andato a beneficio del nucleo familiare. In pratica, il debitore erariale deve dimostrare di aver speso i soldi che avrebbe dovuto versare allo Stato in donne, gioco e champagne ...