A noi risulta che non sia possibile procedere alla demolizione del veicolo sottoposto a fermo amministrativo

E' vero: l'ACI - con la circolare n° 10649 del 1° settembre 2009 -  ha recepito alcune indicazioni del ministero dell'Economia sulla natura e sulle conseguenze del fermo amministrativo di autoveicoli. Pertanto, a far data dal 16 settembre 2009,  non è più stato possibile  dare seguito alle richieste di cancellazione di un veicolo dal PRA, qualora risulti ancora iscritto un fermo amministrativo.

Lo spirito della norma è quello di favorire il recupero dei crediti che la pubblica amministrazione vanta nei confronti di cittadini inadempienti proprietari di veicoli colpiti da ganasce fiscali, impedendo che venga effettuata l'esportazione all'estero e anche la demolizione.

E risulta pure che il  gestore del centro di raccolta deve provvedere entro trenta giorni consecutivi dalla consegna del veicolo, alla cancellazione del veicolo dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA) attraverso la presentazione della richiesta di "cessazione della circolazione per demolizione"..

Anche questo è vero. Ma io non ho mai parlato di demolizione o di rottamazione. Al proprietario del veicolo non consegno un certificato di rottamazione, ma solo la sottoscrizione di un accordo stragiudiziale in base al diritto di ritenzione ex articolo 2756, dal quale risulta la presa in carico del veicolo da parte mia.

In altre parole il veicolo non viene venduto. Nè viene demolito. Infatti, se sul veicolo da demolire è iscritto al PRA un provvedimento di fermo amministrativo, occorrerebbe prima cancellare il fermo amministrativo  e ciò sarebbe possibile solo dopo aver pagato le somme dovute ad Equitalia.

Insomma, il veicolo resta in un limbo. Non è di nessuno. Ma cosa ne viene al proprietario del veicolo sottoposto a fermo amministrativo?

Le  procedure descritte non hanno alcun peso verso chi cede, ma sono tutte a carico e sotto la responsabilità di chi ritira il veicolo. A fronte di  richiesta da parte degli organi preposti (si pensi al bollo auto)  il proprietario deve riferire esattamente come sono andate le cose. Cioè che:

  1. ha utilizzato per necessità il veicolo;
  2. è rimasto appiedato perché  l'auto è andata in tilt in seguito ad  un guasto al motore oppure in conseguenza ad un accidentale uscita di  strada. In questo caso  bisogna anche aggiungere che non esiste un verbale di di polizia e/o dei vigili urbani in quanto non si sono verificati danni a terzi o a cose ad esclusione del veicolo di proprietà;
  3. ha allertato il  soccorso stradale che ha trasportato il veicolo presso la propria officina prendendolo  anche in custodia e deposito;
  4. dopo alcune settimane ha deciso di non procedere al ritiro del bene ritenendo la spesa necessaria di gran lunga superiore al valore commerciale del veicolo guasto o danneggiato nell'incidente;
  5. che ha sottoscritto un accordo stragiudiziale con il titolare della ditta di soccorso stradale, nonché creditore, sulla base di quanto disposto dall'articolo 2756 del codice civile;
  6. che è in grado di esibire  regolare  ricevuta di presa in carico del veicolo oltre alle fatture delle prestazioni rese dalla ditta  (soccorso e custodia temporanea)  e al formulario di smaltimento delle parti e della scocca.

Cosa ci guadagna il proprietario? Beh di solito gli regaliamo una bicicletta, almeno fino a quando Equitalia non deciderà di sottoporre a fermo amministrativo pure quelle ...

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