Vendita o demolizione del veicolo sottoposto a fermo amministrativo - L'articolo 2756 del codice civile

Prendo atto delle sue dotte ed  illuminanti precisazioni: le chiedo però di raccontarci adesso  come interviene in questa storia il ricorso all'articolo 2756 del codice civile a cui lei accenna.

Recenti pronunce di merito e di legittimità pongono in rilievo l'istituto del diritto di ritenzione, una procedura che presenta notevoli vantaggi, in quanto permette al creditore di attuare una efficace forma di autotutela.

Il soggetto che abbia prestato opera di  soccorso,  riparazione o custodia di un veicolo  - derivandone un credito nei confronti del proprietario del bene - acquisisce infatti, grazie a questo istituto, un privilegio sul bene stesso.

In caso di mancato pagamento del corrispettivo da parte del proprietario del veicolo, il creditore  può agire trattenendo il bene o,  alternativamente,  può venderlo seguendo le procedure e le norme  previste  per l'alienazione di un pegno non riscattato. Il creditore  è garantito - e veniamo così all'articolo 2756 del codice civile - anche nei confronti di coloro i quali vantino un diritto reale sul bene  (ipoteca legale, amministrativa o convenzionale) come Equitalia, nella fattispecie, qualora abbia notificato al proprietario un provvedimento di fermo amministrativo.

In sostanza,  a chi decide di non ritirare  un veicolo in custodia presso un soccorso stradale - ove ne abbia ricevuto regolare presa in carico  -  non interessa sapere  che fine farà quel bene. Questo perchè  egli può ottenere la perdita di possesso e, dunque,  non ne è più direttamente responsabile del bene. Lo prevede la legge.

Funziona più o meno come nella riscossione coattiva di un debito. L'ufficiale Giudiziario redige un verbale di pignoramento del veicolo sulla base di un titolo esecutivo e da quel momento in poi, pure essendo il bene ancora intestato al  proprietario,  il creditore procede nella cessione a terzi tramite battuta d'asta.

Ora,  il signor Rossi viene da me e mi comunica la sua decisione  di non procedere al ritiro del veicolo precedentemente depositato presso la mia officina a seguito di soccorso stradale. Perchè, ad esempio,  ritiene non utile ed economico  pagare le spese di deposito e soccorso, a cui vanno aggiunti anche i costi  necessari per portare a casa il veicolo su un carro attrezzi se, come spesso capita, nel frattempo il signor Rossi è stato anche raggiunto dalla notifica di un provvedimento di fermo amministrativo su quel veicolo e non vuole rischiare anche una sanzione amministrativa.

E' naturale allora che entrambe le parti coinvolte, il creditore privilegiato ed il debitore, cerchino di raggiungere un accordo stragiudiziale che limiti i danni ad entrambi.

E' bene chiarire che se esiste un fermo amministrativo gravante sul veicolo, neanche io posso venderlo. Ma  posso  usare le parti  come ricambi mentre  il resto  viene indirizzato - dopo la "cannibalizzazione" - ai vari centri di smaltimento. La batteria, la plastica,  la scocca nuda -  classificata "rottame ferroso" con il suo identificativo (numero di telaio)".

A noi di indebitati.it risulta però che non sia possibile neanche procedere alla demolizione del veicolo sottoposto a fermo amministrativo.

E' vero. L"ACI - con la circolare n° 10649 del 1° settembre 2009 -  ha recepito alcune indicazioni del ministero dell'Economia sulla natura e sulle conseguenze del fermo amministrativo di autoveicoli. Pertanto, a far data dal 16 settembre 2009,  non è più stato possibile  dare seguito alle richieste di cancellazione di un veicolo dal PRA, qualora risulti ancora iscritto un fermo amministrativo.

Lo spirito della norma è quello di favorire il recupero dei crediti che la pubblica amministrazione vanta nei confronti di cittadini inadempienti proprietari di veicoli colpiti da ganasce fiscali, impedendo che venga effettuata l'esportazione all'estero e anche la demolizione.

E risulta pure che il  gestore del centro di raccolta deve provvedere entro trenta giorni consecutivi dalla consegna del veicolo, alla cancellazione del veicolo dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA) attraverso la presentazione della richiesta di "cessazione della circolazione per demolizione"

Anche questo è vero. Ma io non ho mai parlato di demolizione o di rottamazione. Al proprietario del veicolo non consegno un certificato di rottamazione, ma solo la sottoscrizione di un accordo stragiudiziale in base al diritto di ritenzione ex articolo 2756, dal quale risulta la presa in carico del veicolo da aprte mia.

In altre parole il veicolo non viene venduto. Nè viene demolito. Infatti, se sul veicolo da demolire è iscritto al PRA un provvedimento di fermo amministrativo, occorrerebbe prima cancellare il fermo amministrativo  e ciò sarebbe possibile solo dopo aver pagato le somme dovute ad Equitalia.

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  • ecofran 23 settembre 2011 at 13:25

    mi scusi, forse mi sono espresso male.
    volevo sapere se esiste in tempo minimo per l'esercizio del diritto di ritenzione dal momento del deposito del veicolo, e inoltre se la perdita di possesso è obbligatoria, e in caso affermativo se deve farla il proprietario intestatario, o può presentarla il depositante in qualità di avente titolo? (esempio io ho in casa un veicolo da tre mesi, e il proprietario non intende ritirarlo e pagare le spese, quando posso iniziare la procedura?)
    grazie

    • dott.ssa Annapaola Ferri esperta e moderatrice 24 settembre 2011 at 21:06

      Si era espresso benissimo. Il fatto è che non abbiamo esperienza sufficiente sugli aspetti giuridici di suo interesse.

      Le posso citare due articoli del codice civile a cui può far riferimento: l'articolo 2756 sui crediti per prestazioni e l'articolo 2797 sul diritto alla vendita del bene.

      Insomma, la formula che si utilizza nelle attività di trasporto in deposito ed eventuali successive riparazioni è il seguente:

      In caso di omesso pagamento o ritardato ritiro restano impregiudicate le facoltà previste dalla legge a favore del Riparatore per la realizzazione del proprio credito per le prestazioni di riparazione e conservazione. In particolare, il Cliente riconosce espressamente che il Riparatore ha diritto di ritenzione per le spese di riparazione, manutenzione e custodia del veicolo sino a quando non sia stato soddisfatto integralmente il suo credito, e con espresso diritto alla vendita del bene secondo la procedura prevista per la vendita del pegno

      Articolo 2756 - Crediti per prestazioni e spese di conservazione e miglioramento. I crediti per le prestazioni e le spese relative alla conservazione o al miglioramento di beni mobili hanno privilegio sui beni stessi, purché questi si trovino ancora presso chi ha fatto le prestazioni o le spese. Il privilegio ha effetto anche in pregiudizio dei terzi che hanno diritti sulla cosa, qualora chi ha fatto le prestazioni o le spese sia stato in buona fede. Il creditore può ritenere la cosa soggetta al privilegio finché non è soddisfatto del suo credito e può anche venderla secondo le norme stabilite per la vendita del pegno.

      Articolo 2797 - Vendita del pegno. Prima di procedere alla vendita il creditore, a mezzo di ufficiale giudiziario, deve intimare al debitore di pagare il debito e gli accessori, avvertendo che, in mancanza, si procedera` alla vendita. L`intimazione deve essere notificata anche al terzo che abbia costituito il pegno. Se entro cinque giorni dall`intimazione non e` proposta opposizione, o se questa e` rigettata, il creditore puo` far vendere la cosa al pubblico incanto, o, se la cosa ha un prezzo di mercato, anche a prezzo corrente, a mezzo di persona autorizzata a tali atti. Se il debitore non ha residenza o domicilio eletto nel luogo di residenza del creditore, il termine per l`opposizione e` determinato a norma dell`articolo 166 Codice di Procedura Civile. Il giudice, sull`opposizione del costituente, puo` limitare la vendita a quella tra piu` cose date in pegno, il cui valore basti a pagare il debito. Per la vendita della cosa data in pegno le parti possono convenire forme diverse.

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