Facce da culo

"Quelle che abbiamo ascoltato posso dire senza esitazioni che sono frasi vergognose che esprimono un sentimento razzista che, in quegli anni dopo la guerra, albergava in tanti, troppi esponenti che si collocavano a destra e, in altri casi, in altre formazioni politiche". Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, rispondendo al deputato del Pd, Emanuele Fiano, che era intervenuto dicendosi contro l'intenzione di dedicare a Roma una strada a Giorgio Almirante. Fiano ha letto uno stralcio di un articolo firmato da Almirante sulla ‘Difesa della razzà , giornale di cui Almirante era vicedirettore."

Si può cambiare nel tempo. Evolvere le proprie idee e posizioni poltiche si dice sia espressione di duttilità ed intelligenza. Quando ciò non sia finalizzato ad obiettivi di ambizione personale.

Ma bisognerebbe capire che ancora c'è gente in grado di ricordare le parole, i discorsi e soprattutto gli "assordanti silenzi" di venti, trenta anni fa.

Non ci furono mai frasi di condanna, ma solo di assoluta condivisione o al massimo di colpevole silenzio, sugli articoli scritti da Almirante nel dopoguerra, come vicedirettore del giornale la "Difesa della razza".

Ed è incredibile che nessuno, neanche un "delfino", sapesse di quegli articoli. Le condanne tardive acquistano i toni del grottesco quando chi le ascolta conserva una memoria storica.

Oggi, meglio sarebbe stato glissare e continuare a tacere.

28 maggio 2008 · Patrizio Oliva

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