Evviva CALEARO

Ecco finalmente uno che ne capisce.

Secondo me Arturo Parisi non l'ha visto, se poi si è accontentato del chiarimento.

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Comunque, era ora che qualcuno riconoscesse all'onorevoleClemente Mastella da Ceppaloni i suoi incontestabili ed eccezionali meriti.

http://www.corriere.it

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Ed un grazie anche a Veltroni che ha pescato nel mazzo il suo jolly. Ma che birichino che sei Walter, mica l'avevamo capito perché avevi candidato Calearo. Insomma, la pensa come te, eravate in sintonia per la caduta del governo Prodi. Ce lo potevi dire prima, no?

Ma adesso che lo sappiamo tutti, dai, candida anche Clemente. Se lo merita. Sennò la povera Marianna a quest’ora, pensa, era ancora solo una oscura “economista” del MIT, oops, pardon, dell'ARES.

Eccomi CALEARO, hai trovato una CALEARO GIRL!!!!

E non leggere oltre, che è tutta invidia ....

PD: SALVI, QUALE MINISTERO PROMESSO AL DOTTOR CALEARO? =
(AGI) - Roma, 5 mar. - "C'è una domanda precisa che va rivolta Veltroni: quale dicastero, nell'ipotizzato governo del PD, è stato promesso al dottor Calearo? Non vorremo che fosse quello elle Finanze. Dopo aver l'anno scorso dichiarato di condividere lo sciopero fiscale promosso dalla Lega, oggi il ottor Calearo dileggia Vincenzo Visco che ha avuto il merito, el governo Prodi, di condurre la lotta contro l'evasione iscale e che come ricompensa non è stato nemmeno ricandidato. Ci dica allora con chiarezza se tra le aperture al mondo industriale, che Veltroni vanta, c'è anche quella di ondividere con Berlusconi, accanto a numerosi altri punti del programma, la tolleranza verso gli evasori". Lo dice il enatore della S.A. Cesare Salvi. (AGI)

Apc-ELEZIONI/ SGOBIO: IL PD E' UNA SUCCURSALE DI CONFINDUSTRIA
Parola di Calearo: tra Veltroni e Montezemolo nessuna differenza
Roma, 5 mar. (Apcom) - "Altro che partito del lavoro! Per fortuna che c'è qualcuno che dice la verità. Calearo oggi su ‘il Riformistà rivela una verità diamantina e lo dice papale papale: tra Veltroni e Montezemolo non ci sono differenze". E' quanto dichiara in una nota il presidente dei deputati dei Comunisti italiani Pino Sgobio. E' sempre più evidente agli occhi dei lavoratori - aggiunge Sgobio - che il Pd è una succursale di Confindustria. .".

(ANSA) - ROMA, 5 APR - "Veltroni condivide il giudizio espresso ieri a Ballarò da Massimo Calearo, capolista del Pd in Veneto, che ha lodato Mastella per aver fatto cadere il governo Prodi?". Lo chiede in una nota il capogruppo dei Verdi alla camera Angelo Bonelli, esponente della Sinistra Arcobaleno.
"E' bene che gli italiani lo sappiano: il candidato osannato dai dirigenti del Pd - ha aggiunto Bonelli - usa lo stesso linguaggio di Berlusconi: le sue dichiarazioni rappresentano la degenerazione del sistema politico, che non ha più regole nè punti di riferimento, e che non sa cosa è la coerenza". "Coerenza - ha concluso Bonelli - dimostrata certamente da Calearo nelle parole che ha sempre detto e ripetuto sulla battaglia per lo sciopero fiscale, gli attacchi al sindacato e il ricorso alla maggiore precarizzazione del lavoro. Chi, invece, non è affatto coerente è il Pd, che sta proponendo una ricetta contro i lavoratori". (ANSA).

(ANSA) - ROMA, 5 MAR - "Questa volta Veltroni ha esagerato con il suo ‘ma anchè : per dimostrare che lui sta con gli operai "ma anchè con gli imprenditori ha messo in lista Calearo causando addirittura un possibile ripensamento di Parisi sulla propria candidatura". Il presidente dei senatori della Lega Nord, Roberto Castelli, torna a parlare della candidatura dell'ex presidente di Federmeccanica commentando le indiscrezioni su un possibile ripensamento di Arturo Parisi sulla propria candidatura per incompatibilità con la presenza di Massimo Calearo nel Pd. "Per dimostrare che lui è di sinistra ‘ma anchè - sostiene Castelli - di destra si è detto favorevole alla castrazione chimica e a iniziative d'urgenza in materia di sicurezza. Veltroni proviene dal partito delle tasse, in quanto compagno di partito di Visco, ‘ma anchè sta con chi vuol fare la protesta fiscale". "Veltroni - prosegue Castelli nell'elenco - è a favore degli immigrati ‘ma anchè di certe ordinanze dei sindaci della Lega, si schiera dalla parte dei cattolici ‘ma anchè con i radicali". "Con le sue prese di posizione Veltroni - conclude Castelli - sta disorientando tutto il suo elettorato".

Se l'argomento vi interessa date pure una lettura qui:

http://candidonews.wordpress.com

http://www.pietrofolena.net/blog/index.php

5 marzo 2008 · Patrizio Oliva

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  • Piero Ciottoli 26 aprile 2012 at 11:31

    Niente dimissioni per Massimo Calearo, il deputato trasformista passato prima dal Pd all'Api, poi al gruppo Misto e finito nei Responsabili, oggi rinominato Popolo e Territorio. Lo ha rivelato l'Espresso che ha smascherato il bluff del passo indietro, prima annunciato e poi caduto nel nulla. A convincere il parlamentare è stato il capogruppo Silvano Moffa, che temeva lo scioglimento del movimento in cui è confluito l'ex esponente pd.

    Classificato da Openparlamento al 589esimo posto su 630 deputati nell'indice di produttività, lo scorso 30 marzo, durante un'intervista a La Zanzara, Calearo aveva dichiarato apertamente il suo assenteismo dai lavori parlamentari. ”Dall'inizio dell'anno - aveva spiegato - alla Camera sono andato solo tre volte, anche per motivi familiari. Rimango a casa a fare l'imprenditore, invece che andare a premere un pulsante. Non serve a niente. Anzi, credo che da questo momento fino alla fine della legislatura non ci andrò più”. E sullo stipendio percepito a Montecitorio aveva aggiunto che gli serviva “per pagare il mutuo”.

    Parole che avevano suscitato molte polemiche e a cui il deputato aveva reagito annunciando le dimissioni: “La settimana prossima - aveva detto - vado a Roma dal mio capogruppo e poi me ne torno a casa a fare l'imprenditore”. Nei giorni successivi, però, aveva deciso di tornare a presenziare alle sedute alla Camera e del ritiro a vita privata non ha più parlato. Ma il capogruppo Silvano Moffa lo difende: “Calearo è una persona molto seria e sa da solo come comportarsi. Ci siamo sentiti per telefono e gli ho solo detto di riflettere, invitandolo a continuare a svolgere la sua funzione di parlamentare”. Moffa spiega che la sua levata di scudi è “tutt’altro che disinteressata, visto che con la defezione dell'imprenditore il gruppo di Popolo e Territorio sarebbe sceso a quota 22 deputati, a rischio scioglimento”.