Evasione fiscale » Imprese assolte perchè lo stato non paga

Evasione fiscale » Imprese assolte perchè lo stato non paga

Evasione fiscale, ecco quando i magistrati assolvono le imprese perché lo Stato non paga: salvate le aziende che dimostrano di avere fatto il possibile per mettersi in pari con il fisco.

La crisi picchia duro. Anche sui piccoli imprenditori.

E il governo di certo non aiuta, ritardando i pagamenti della pubblica amministrazione e portando in tribunale chi si macchia del reato di evasione fiscale.

Sempre più sovente, però, sono proprio i giudici ad aiutare le imprese, assolvendo chi dimostra di essere indietro con i pagamenti per colpa delle difficoltà economiche o dei debiti dello Stato.

L'ultimo fatto di cronaca, ne avevamo già parlato in un precedente articolo, riguarda un imprenditore di Novate Milanese, assolto nei giorni scorsi per il mancato versamento di 180mila euro di Iva, poiché il giudice ha riconosciuto che avrebbe pagato le imposte se solo non fosse stato soffocato dalla crisi.

Ma la storia continua.

Il 15 ottobre 2013 è stato assolto il presidente della onlus Saman, Achille Saletti, che si è dovuto presentare in tribunale per la terza volta a causa dei problemi di evasione fiscale, in questo caso per il mancato pagamento di ritenute certificate nel 2007 per 89mila euro.

Questo, nonostante la sua associazione abbia oltre 2 milioni e mezzo di crediti verso la pubblica amminstrazione per arretrati scaduti.

Il giudice ha rinviato la sentenza dal 23 settembre al 15 ottobre per pensarci su e fare ricerche su altre sentenze simili, poi ha accolto l'opposizione dei legali, in quanto mancava l'elemento soggettivo del dolo.

Per la vittora in Tribunale, si è dovuto dimostrare di avere fatto il possibile per cercare di recuperare il denaro dallo Stato in modo da pagare le tasse, mandando lettere di diffida e incaricando gli avvocati di chiedere decreti ingiuntivi.

Achille Saletti, sottolinea, però, che a causa dei mancati pagamenti dallo Stato rischiamo di essere obbligati a vendere degli immobili per mandare avanti la nostra attività.

Il suo avvocato, Rita D’Agostino, spiega che queste sentenze stanno facendo clamore perché la Cassazione sostiene che in questi casi bisogna condannare, ma ci sono sempre più giudici illuminati che si schierano contro lo strapotere dello Stato che è padre padrone.

Uno Stato che non è interessato a depenalizzare con una legge questi casi perché così si aprirebbe un precedente sfavorevole e non potrebbe più battere cassa.

Il caso di Saman, una comunità con undici sedi e nove centri di accoglienza in Italia, è quindi paradossale perché da un lato lo Stato non paga ed è inadempiente e dall'altro pretende di condannare una società che ha crediti ed è stata messa in difficoltà proprio dalla pubblica amministrazione.

E, mentre lo Stato strozza, le aziende chiudono i battenti in attesa dell'incasso di quanto dovuto da parte dello Stato.

E nessuno viene risparmiato.

4 novembre 2013 · Patrizio Oliva

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