2. La riforma bancaria

La soluzione è semplice: invece di aggiungere dozzine di bilioni addizionali in un euro che  è destinato a fallire prima o poi e invece di lasciare che ci vengano prescritti tagli alla spesa pubblica da parte di una commissione europea non democratica e dalla BCE, si può introdurre la moneta di stato, la così detta moneta pubblica (questa NON è la stessa moneta che abbiamo usato prima di avere l'euro! Quella non risolverebbe i nostri problemi!).

Tecnicamente questo potrebbe essere fatto piuttosto semplicemente. Al posto dell'attuale banca centrale, si verrebbe a creare una nuova banca centrale, che sarebbe come a dire una banca centrale dello stato.

2.1 La moneta statale

Questa banca centrale dello stato cadrebbe sotto la responsabilità del Ministero delle Finanze e sarebbe controllata dal Parlamento. Una commissione di persone preparate veglierebbe sugli interessi a lungo termine del sistema monetario.

Questa banca statale sarà la sola banca autorizzata a creare denaro. Tutti i prestiti verranno forniti in moneta di stato, siano essi in formato elettronico o in contanti. Sarà proibito alle banche commerciali e alle istituzioni finanziare creare moneta a partire dal nulla. Tutte le nuove monete devono essere sostenute dalla moneta di stato. Le banche attuali restano responsabili dei prestiti in euro che hanno concesso al momento della riforma.

Quando lo desiderano, le banche commerciali  possono diventare intermediari tra la banca di stato e il pubblico per il rifornimento dei prestiti e possono gestire i conti dei clienti a nome della banca di stato. In questo caso non cambia niente per il pubblico per quanto riguarda i conti esistenti. Il saldo in euro sarà trasformato in moneta di stato secondo la proporzione 1:1. In quanto intermediari le banche non ricevono interessi ma un onorario per i loro servizi.

2.2 Emissione di moneta di stato

L'emissione della moneta di stato porta ad una quantità di euro comparabile. Tali euro possono essere tenuti dalla banca di stato per il pagamento dei debiti ed anche come enorme riserva strategica. Credo sia impensabile a questo punto che la nuova moneta di stato sarà attaccata dal mercato di scambio. Saremmo probabilmente l'unico paese al mondo con la sua propria moneta e i potenti banchieri privati non lo accetteranno di buon grado.

2.3 Niente tagli alle spese

Il  motivo dei tagli alle spese di oggi è da ricercare negli enormi prestiti che il FMI, la CE e la BCE hanno deliberatamente caricato sulla Grecia, mentre il paese stava già lottando per i pesanti debiti. Era prevedibile che dopo la presa del potere da parte del FMI, della CE e della BCE i prestiti sarebbero stati dichiarati insolvibili e che le perdite sarebbero state caricate sui cittadini europei in altri paesi.

Non molto tempo fa il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria  EFSF aveva una capacità di prestito di 440 bilioni di euro. Questo significa circa 1320 euro per cittadino europeo. Il 27 Ottobre 2011 250 bilioni sono stati perduti, quando cioè i capi i stato dei paesi dell'euro-zona gli hanno fatto fuori  1 trilione  (cioè 1000 bilioni) grazie ad un espediente sul libro contabile. (Si infatti, è la formula dell'aria fritta). Naturalmente ora siamo noi i garanti per questo bilione di euro o, per metterla in un altro modo, una media di 3300 euro per ogni cittadino dell'euro-zona. Quando i prossimi fondi di emergenza, il MES, saranno ratificati dal parlamento nazionale, un'altra obbligazione di 700 mil di milioni andrà a sommarsi a questi fondi (2.100 euro per cittadino europeo). Conseguentemente, questi fondi MES possono essere aumentati senza l'approvazione dei parlamenti nazionali. Ecco perché i tagli alle spese non saranno eliminati dai bilanci nazionali dei paesi europei.

Naturalmente ogni paese ha i suoi problemi specifici che richiedono misure appropriate, ma ciò non significa necessariamente che avremmo dovuto abbandonare il nostro governo, il nostro stato sociale, culturale e altri obbiettivi raggiunti.

Abbandoniamo l'Euro, l'UE e i tagli alle spese!!

2.4 Fondi pensione

Si può risparmiare tutta la vita per la pensione, ma ciò che si potrà fare con questi risparmi dipenderà in gran parte dalla situazione che si avrà in quel momento. Già prima del 1980 era chiaro che intorno al 2015 sarebbe arrivata un'enorme nube grigia di 65enni e più ,che si sarebbero confrontati con un numero sempre minore di persone che lavorano. I fondi pensione hanno fatto credere ai risparmiatori di poter ricevere una pensione garantita, una cosa che non avrebbero mai potuto promettere con questa prevedibile situazione.

La precedente generazione di pensionati ha ricevuto i premi accumulati, direttamente dai lavoratori grazie al favorevole rapporto tra una grande popolazione di persone che lavorano e un numero relativamente ridotto di pensionati. Quel tempo è finito.

I fondi pensione sono spesso investiti in obbligazioni di stato. In tal modo, parte delle pensioni sono pagate dal governo con le nostre tasse. Un'altra parte delle pensioni deriva dai profitti degli investimenti all'estero. Per dirlo in altre parole, dai profitti di compagnie in altre parti del mondo. Per dirlo ancora con altre parole, dal fatto che lavoratori in altre parti del mondo fanno una parte del loro lavoro per pagare le nostre pensioni.

Quindi, una sorta di colonialismo finanziario.

Personalmente preferirei che ci occupassimo di noi stessi e dei nostri anziani. La mia opinione è che avremo questa possibilità quando dirigeremo progressivamente la nostra economia verso la sostenibilità e la cooperazione, invece della competizione e del profitto.

2.5 Un sistema monetario più economico

Il sistema monetario può funzionare in maniera molto più economica rispetto al sistema monetario privato che noi abbiamo. In primo luogo tutti gli interessi vanno alla Tesoreria di Stato nel beneficio della popolazione. Inoltre, gli interessi possono rimanere più bassi, poiché la banca di Stato non ha bisogno di fare profitto. (Nessuna grossa retribuzione per gli esperti della finanza, nessun bonus, nessuna creazione incontrollata di capitale)  

La banca di Stato non necessita di un capitale separato, poiché tutti i soldi appartengono alla comunità. In tal modo, tutti insieme, garantiamo il valore della nostra moneta. I mancati pagamenti possono essere trattati come imposte non pagate.

2.6 Una moneta permanente

Al momento tutta la moneta in circolazione è costituita di prestiti che devono essere sostituiti da altri nuovi. Tuttavia la banca di stato può decidere di togliere per sempre una parte dei soldi in circolazione, per diminuire la necessità di contrarre prestiti. (ciò deve essere accompagnato da adeguate misure fiscali) Nel nuovo sistema il governo può molto semplicemente creare una parte di denaro permanente spendendo una certa somma (= portando la moneta in circolazione) senza aumentare le imposte.

2.7 Inflazione

Il sistema monetario della moneta di stato, di per sé, non ha bisogno di inflazione. Esso può continuare perfettamente a lavorare in periodi di deflazione. I mutuatari non conosceranno più il vantaggio della diminuzione delle rate. Al contrario il tasso di interesse può essere sempre più basso e per gli investimenti fatti democraticamente per l'interesse di tutti può anche essere pari allo 0%. (E se un basso tasso di interesse crea problemi nel contesto internazionale, può essere compensato fiscalmente, parzialmente o completamente)

2.8 Debito di Stato

L'attuale debito di stato proviene da quelle spese per le quali le tasse non sono state create in tempo. Questo debito di stato può essere eliminato nel modo più rapido possibile creando nuova moneta di Stato. Evitando in tal modo il pagamento degli interessi. Dopodiché, il concetto di debito di Stato può essere cancellato poiché lo stato, quando ne ha bisogno, può semplicemente utilizzare la sua stessa banca. Per gli eccessi di bilancio possono essere descritti i casi consentiti e i limiti, così come le condizioni per le eccezioni, per i quali pensiamo sia necessario il consenso di 2/3 della camera dei rappresentanti. Queste regole possono essere scritte nella costituzione.  

2.9 Influenza democratica

La diminuzione dell'influenza dei banchieri sulla società che prende forma aprirà maggiori opportunità per l'influenza democratica. Che offre la possibilità di impegnarsi nell'avvio di una società sostenibile.

L'informazione, il coinvolgimento e il mandato ai cittadini sarà di enorme importanza per questo tipo di risultato. Credo che ciò necessiti di maggiori strutture democratiche.

2.10 Europa

L'Unione Europea facilita il commercio internazionale. Ma il prezzo non sta diventando troppo alto? Vogliamo scambiare le nostre democrazie sovrane con le leggi dittatoriali della Commissione Europea, che si propone di tagliare all'osso tutte le conquiste e trasformare l'intera società in un parco giochi finanziario? Personalmente credo che lo stiamo pagando troppo caro.

La cooperazione con i partner europei non si fermerà quando noi usciremo dall'UE. La vera cooperazione si basa su commercio, industria e turismo e su tutto ciò che serve al reciproco interesse.

3. Note e referenze

(1)Il 24 Ottobre del 2011, in un talk show olandese di Pauw e Witteman, Ewald Engelen, che si era presentato come un geologo-finanziario, zittì in maniera risoluta Sunny Bergam e portò sotto i riflettori la storia della crisi da un punto di vista tradizionale. Dopo che EE ebbe presentato concisamente il disastro, Sunny Bergman annotò:"Però è anche corretto mettere in discussione il modello di crescita economica di per sé". EE, come se l'avesse morso un cane:"Si, questa è una posizione attraente e lussuosa. E' quello che davvero dovremmo fare. Attualmente tu guidi una bella macchina molto attraente". SB: "Io non ho una bella macchina". EE:" no, ok, tu puoi comprare il miglior cibo sul mercato, ma per molte altre persone questo è un esercizio che non si verifica nel mondo reale. (e, in particolare, così è nel mondo reale di Edward stesso)

(2) Negli studi sulle aree di valuta ottimale possiamo distinguere tra quelli che si concentrano sulle condizioni necessarie e quelli che, dopo il 1970 (quando i politici hanno deciso che volevano una sola moneta in Europa,) che si concentrano su costi e benefici.

Roman Horvath e Lubos Komarek nella "TEORIA DELLA VALUTA OTTIMALE: UN APPROCCIO PER RIFLETTERE SULL'INTEGRAZIONE MONETARIA"  / "OPTIMUM CURRENCY AREA THEORY: AN APPROACH FOR THINKING ABOUT MONETARY INTEGRATION" (2002)

"E' possibile distinguere due principali correnti di pensiero nella letteratura sulla valuta ottimale: la prima, prova a cercare le caratteristiche economiche cruciali per determinare dove devono essere disegnati i confini (illusori) (anni 1960-1970). Il secondo flusso di pensiero (anni 1970- oggi) considera che ogni singolo paese soddisfi i requisiti per essere un membro dell'unione monetaria europea. Di conseguenza, il secondo approccio non continua la ricerca delle caratteristiche, identificate come importanti per la scelta dei componente di un'area di valuta ottimale. Questa letteratura focalizza l'attenzione sullo studio dei costi e benefici per un paese che intenda far parte di un'area di valuta ottimale.


http://wrap.warwick.ac.uk/1539/1/WRAP_Horvath_twerp647.pdf
, pagina 7.

Friedman descrive i vantaggi di tassi di scambio flessibili tra i paesi come segue: come comunemente osservato, i prezzi e i salari del paese sono relativamente rigidi e tali fattori sono fissi tra i paesi. Il risultato è che in caso di domanda negativa o carenza di fornitura, il solo strumento per evitare un'inflazione più alta o la disoccupazione, è un tasso di scambio flessibile (questo significa valutazione o svalutazione della moneta). Questo porta l'economia indietro all'iniziale equilibrio esterno e interno.
(…..) Sotto il regime di tasso fisso tenderemo sempre ad un impatto negativo sulla disoccupazione o l'inflazione.


http://wrap.warwick.ac.uk/1539/1/WRAP_Horvath_twerp647.pdf
, pagina 8.

(3) Yrd. Doç. Dr. Hüseyin Mualla YÜCEOL, Mersin Üniversitesi İktisadi ve İdari Bilimler Fakültesi, Maliye Bölümü, in "PERCHE' L'UNIONE EUROPEA NON E' UN'AREA DI VALUTA OTTIMALE: I LIMITI DELL'INTEGRAZIONE"/ "WHY THE EUROPEAN UNION IS NOT AN OPTIMAL CURRENCY AREA: THE LIMITS OF INTEGRATION"

L'Europa non è un'area di valuta ottimale. Sebbene il 1° Gennaio 1999, 11 paesi dell'EU diedero inizio all'UME adottando la moneta corrente, l'euro, l'UE non sembra soddisfare tutti i criteri che caratterizzano una zona di valuta ottimale. Quindi, far parte dell'UE non è la stessa cosa di utilizzare l'euro sia per i vecchi membri che per i nuovi membri.


http://eab.ege.edu.tr/pdf/6_2/C6-S2-M6.pdf
, pagina 66

(4) Paul de Grauwe, estratto da un discorso

"con ventisette membri invece che gli attuali dodici, la sfida per garantire un buon funzionamento dell'euro-zona allargata sarà scoraggiante. La ragione è che in un gruppo così grande la probabilità di ciò che gli economisti chiamano"shock asimmetrico" aumenterà in maniera significativa. Questo significa che alcuni paesi conosceranno una crescita e pressioni dell'inflazione mentre altri paesi conosceranno  forze deflazionistiche. Se si avranno molti shock asimmetrici, la BCE sarà paralizzata, non sapendo se aumentare o diminuire il tasso di interesse. Di conseguenza, paesi membri saranno spesso svantaggiati da scelte della BCE che non prenderanno in considerazione (e non possono farlo) le differenti condizioni economiche dei singoli stati membri. Questo ci porta alla domanda se l'UME allargata sarà, di fatto, una zona di valuta ottimale ..."

"Se un paese è colpito da shock negativo causato da problemi di agglomerazione, i tagli salariali necessari per far fronte a tali shock saranno inevitabilmente grandi. Per fare un esempio: se la Ford chiude una fabbrica in Belgio per investire in Polonia, i tagli salariali dei lavoratori belgi che potrebbero convincere la Ford a non fare questa scelta dovrebbero essere pari al 50% o più, dato che un tale salario non è fattibile, i lavoratori belgi,  in nome della flessibilità,  dovranno essere disposti  a spostarsi.

di Rudo de Ruijter Ricercatore indipendente

9 settembre 2012 · Patrizio Oliva

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