Estinzione anticipata del mutuo [Commento 3]

  • SOS risparmio 30 luglio 2008 at 10:49

    Forse alcuni ricorderanno che, successivamente al divieto introdotto dal primo decreto Bersani di applicare clausole penali al cliente che richieda l'estinzione anticipata del mutuo, le associazioni dei consumatori sottoscrissero con l'Abi un accordo per disciplinare la situazione di coloro che avevano stipulato contratti di mutuo prima dell'introduzione di tale novità: furono stabiliti dei precisi limiti alle penali che la banca può pretendere nel caso in cui i clienti richiedano l'estinzione anticipata del mutuo stipulato per acquisto della prima casa o per ristrutturazione.

    Tale accordo si è già dimostrato molto utile: recentemente si è rivolta all'Unione Nazionale Consumatori una famiglia che aveva stipulato un mutuo a tasso variabile per l'intero valore dell'appartamento acquistato. L'importo erogato dalla banca era stato utilizzato in parte per saldare il costruttore e in parte per estinguere due finanziamenti personali del capofamiglia. Trattandosi di un mutuo piuttosto oneroso, dopo circa un anno e mezzo i consumatori hanno chiesto alla banca i conteggi di estinzione per sostituirlo con un mutuo concesso a condizioni più vantaggiose da un altro istituto. Con sorpresa hanno scoperto che veniva richiesta loro la penale del 3% prevista dal contratto anziché quella dello 0,50% prevista dall'accordo fra associazioni di consumatori ed Abi. Chieste spiegazioni, la banca ha sostenuto che il contratto di mutuo non era stato sottoscritto per l'acquisto della prima casa, ma per consolidare debiti preesistenti e, dunque, andava applicata la penale di estinzione anticipata prevista dall'originario contratto di mutuo. I clienti, avendo necessità di procedere quanto prima all'estinzione, hanno pagato l'importo richiesto dalla banca e poi si sono rivolti all'Unione Nazionale Consumatori per un parere in merito.

    Dall'analisi del contratto di mutuo è emerso chiaramente che l'importo era stato erogato dalla banca per l'acquisto della prima casa e, pertanto, è stata inviata a mezzo dei legali dell'Associazione apposita diffida all'istituto di credito con la richiesta della la restituzione della differenza fra quanto versato dai clienti e quanto illegittimamente richiesto dalla banca. Dopo qualche tempo, la banca ha restituito ai clienti la differenza pari a quasi quattromila euro!

    È bene, dunque, non fidarsi troppo: ogni volta in cui si deve definire con le banche una posizione, suggeriamo di documentarsi preventivamente anche segnalando il caso al nostro sportello Sos Risparmio presente sul sito di Help Consumatori.

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