Quali sono i debiti da cui il debitore fallito, cui è stato concesso il beneficio dell'esdebitazione, non può comunque liberarsi

Con l'accoglimento dell'istanza di esdebitazione, il Tribunale adito dichiara inesigibili, nei confronti del debitore già dichiarato fallito, i debiti non soddisfatti integralmente. L'inesigibilità si estende anche ai debiti sorti anteriormente all'apertura della procedura di fallimento per i quali i creditori non abbiano presentato la domanda di ammissione al passivo. In tal caso, tuttavia, l'esdebitazione opera per la sola eccedenza alla percentuale attribuita ai creditori della stessa tipologia (privilegiati o chirografari) dalla procedura fallimentare. In altre parole, l'imprenditore ammesso al beneficio dell'esdebitazione resta obbligato con i creditori che non abbiano ritenuto di insinuarsi al passivo per l'importo percentuale attribuito ai creditori insinuatisi.

Restano esclusi, comunque, dall'esdebitazione:

  1. gli obblighi di mantenimento e alimentari e comunque le obbligazioni derivanti da rapporti estranei all'esercizio dell'impresa;
  2. i debiti per il risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale nonché le sanzioni penali ed amministrative di carattere pecuniario che non siano accessorie a debiti estinti.

Dunque, l'esdebitazione, quando accordata al debitore fallito, ha effetto non solo nei confronti dei creditori che avevano presentato domanda di ammissione al passivo, ma anche, pur con qualche limitato residuo, nei confronti dei creditori che non avevano presentato tale domanda, pur potendolo fare. In altri termini, nell'esdebitazione risultano inclusi i debiti anteriori alla procedura di fallimento ma relativi a creditori non insinuatisi al passivo fallimentare.

Tuttavia, restano esclusi dall'esdebitazione, anche se relativi all'attività per la quale è stato dichiarato il fallimento, i crediti accertati (e quindi divenuti esigibili) dopo che siano decorsi dodici mesi dal deposito del decreto di esecutività dello stato passivo, laddove non è più possibile l'insinuazione, nemmeno se il ritardo è dipeso da cause non imputabili al creditore (rientrano spesso, in questa fattispecie, i crediti erariali e contributivi). La notifica al curatore fallimentare ha, in questo caso, il solo scopo di interrompere il termine di prescrizione del credito.

21 settembre 2014 · Loredana Pavolini

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