Esdebitazione e fallimento del debitore consumatore - pillole del decreto legge sulla liberazione dai debiti [Commento 2]

  • pilota70 8 gennaio 2013 at 14:29

    vorrei spiegare con parole povere la mia situazione forse gravissima o forse no,ho un lavoro a tempo indeterminato e ho impegnato 1/5 dello stipendio 4 anni fa con una finanziaria., ora mi è successo che a giugno di quest anno mi è arrivato un atto di precetto dal tribunale di milano di un pignoramento del 1/5 dello stipendio e la causa ce lo ad aprile però nel frattempo il mio datore di lavoro sono già 7 mesi che mi trattiene una seconda cessione senza essere andati davanti a nessun giudice ., nel frattempo io avrei pensato di contattare il mio creditore e offrirgli un recupero a stralcio visto che il mio datore di lavoro ha gia in mano quasi 2000 euro però mi dice che finche non si va in causa lui li mette via per poi darli al creditore. LE mie domande sono le seguenti: 1) PUò il mio datore di lavoro togliermi una seconda cessione del 1/5 senza ordine del giudice ma solo con l atto di procetto, 2) posso prendermi la somma che da giugno mi trattiene e usarla a fare un rientro a stralcio col mio creditore che secondo me è la cosa migliore da fare 3) se la risposta è si sulla mia prima domanda come faccio io a mantenere la mia famiglia con 2 cessioni in corso grazie della vostra disponibilità.

    • Ludmilla Karadzic 8 gennaio 2013 at 14:55

      Per crediti ordinari (la finanziaria) è ammesso un solo pignoramento del 20% sullo stipendio. Il secondo creditore chi è? Se si tratta di Equitalia o altri concessionari per l'esazione di tributi non pagati o pagati parzialmente (crediti speciali), il secondo pignoramento è ammesso (anche se la quota del 20% è applicabile solo a stipendio percepito dal debitore, al netto delle ritenute di legge, superiore ai 5000 euro). Se si tratta dell'ex coniuge che vanta crediti alimentari o di mantenimento assegnati dl giudice in sede di separazione o divorzio, la quota pignorata può aggiungersi a quella preesistente per un 30% dello stipendio, nel suo caso (i due pignoramenti, ordinario e per crediti alimentari, non possono superare, insieme, il 50% dello stipendio netto).

      Lei non precisa la tipologia del debito per cui è in causa. Se il nuovo creditore procedente è una banca o un privato, egli dovrà attendere che il primo creditore procedente (la finanziaria) veda l'intero debito rimborsato con la trattenuta del quinto già applicata; solo a questo punto potrà ottenere soddisfazione (tramite il perpetuarsi della trattenuta che andrà a suo favore). In questa seconda ipotesi deve fermare il suo datore di lavoro, che sembra voler assumere un atteggiamento "più realista del re" (tanto i soldi che consegna al secondo creditore non sono i suoi). Il suo datore di lavoro rischia di doverle rifondere i soldi restituiti con troppa generosità e di riprenderseli a "babbo morto" (quando il rimborso verso la prima finanziaria sarà concluso).

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