Esdebitazione e fallimento del debitore consumatore » La liberazione dai debiti passati

L'esdebitazione è esclusa

  1. quando il sovraindebitamento del debitore è imputabile ad un ricorso al credito colposo e sproporzionato rispetto alle sue capacità patrimoniali;
  2. quando il debitore, nei cinque anni precedenti l'apertura della liquidazione o nel corso della stessa, ha posto in essere atti in frode ai creditori, pagamenti o altri atti dispositivi del proprio patrimonio, ovvero simulazioni di titoli di prelazione, allo scopo di favorire alcuni creditori a danno di altri.

Il debitore consumatore è ammesso al beneficio della liberazione dei debiti residui nei confronti dei creditori non rimborsati a condizione che:

    1. abbia cooperato al regolare ed efficace svolgimento della procedura, fornendo tutte le informazioni e la documentazione utili, nonché adoperandosi per il proficuo svolgimento delle operazioni;
    2. non abbia in alcun modo ritardato o contribuito a ritardare lo svolgimento della procedura;
    3. non abbia beneficiato di altra esdebitazione negli otto anni precedenti la domanda;
    4. non sia stato condannato, con sentenza passata in giudicato, per uno dei reati previsti dall'articolo 16;
    5. abbia svolto, nei quattro anni di cui all'articolo 14-undecies, un'attività produttiva di reddito adeguata rispetto alle proprie competenze e alla situazione di mercato o, in ogni caso, abbia cercato un'occupazione e non abbia rifiutato, senza giustificato motivo, proposte di impiego;
    6.  siano stati soddisfatti, almeno in parte, i creditori per titolo e causa anteriore al decreto di apertura della liquidazione.

L'esdebitazione non opera:

  1. per i debiti derivanti da obblighi di mantenimento e alimentari;
  2. per i debiti da risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale, nonché per le sanzioni penali ed amministrative di carattere pecuniario che non siano accessorie a debiti estinti;
  3. per i debiti fiscali che, pur avendo causa anteriore al decreto di apertura delle procedure di cui alle sezioni prima e seconda del presente capo, sono stati successivamente accertati in ragione della sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi.

Il giudice, con decreto adottato su ricorso del debitore interessato, presentato entro l'anno successivo alla chiusura della liquidazione, sentiti i creditori non integralmente soddisfatti e verificate le condizioni di cui ai commi 1 e 2, dichiara inesigibili nei suoi confronti i crediti non soddisfatti integralmente. I creditori non integralmente soddisfatti possono proporre reclamo ai sensi dell'articolo 739 del codice di procedura civile di fronte al tribunale e del collegio non fa parte il giudice che ha emesso il decreto.

Il provvedimento di esdebitazione è revocabile in ogni momento, su istanza dei creditori, se risulta:

    1. che è stato concesso nonostante  il debitore, nei cinque anni precedenti l'apertura della liquidazione o nel corso della stessa, abbia posto in essere atti in frode ai creditori, pagamenti o altri atti dispositivi del proprio patrimonio, ovvero simulazioni di titoli di prelazione, allo scopo di favorire alcuni creditori a danno di altri.
    2. che è stato dolosamente o con colpa grave aumentato o diminuito il passivo, ovvero sottratta o dissimulata una parte rilevante dell'attivo ovvero simulate attività inesistenti.

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su esdebitazione e fallimento del debitore consumatore » la liberazione dai debiti passati.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.

  • sio 16 gennaio 2013 at 13:09

    Salve, ho letto sul vostro blog che le mule dell'ATM Milano dovrebbero cadere in prescrizione entro 5 anni e non 10, volevo assicurarmi di questa cosa e chiedervi,
    ho ricevuto una raccomandata dopo tre anni, non sono stata io a firmarla ma mia madre a suo nome, in seguito non ho pagato la muta e ho scritto all'ufficio informazioni dell'ATM, mi hanno comunicato che non solo ho questa multa ma altre tre, ora questa comunicazione via e-mail è valida per interrompere il periodo di prescrizione e si riparte da qui o non è considerata valida. Cosa dovrei fare? attendere le altre tre raccomandate, non ritirarle aspettano che passi il tempo che vadano in prescrizione, mi sembra troppo semplice. Per la prima multa posso avvalermi del fatto che non sapevo di averla ricevuta visto che la firma è di madre o visto cè sempre il problema della mail? (non posso nemmeno contestare le altre tre visto che non sono in posseso dei dati, nella mail cè l'importo il n. e il termine) grazie in anticipo

    • Annapaola Ferri 16 gennaio 2013 at 21:13

      Se la sua non è una casella di posta certificata (PEC), le comunicazioni che vi riceve sono puramente informali e non possono essere considerate come la notifica di un atto.

      Per quanto attiene la raccomandata firmata da sua madre, invece, la notifica deve ritenersi correttamente perfezionata.

    1 3 4 5