Termini per rettifiche ed integrazioni di errori od omissioni presentate nella Dichiarazione dei redditi

È possibile integrare anche a proprio favore le dichiarazioni per correggere errori od omissioni che abbiano determinato un maggior reddito o, comunque un maggior debito o un minor credito d'imposta, mediante una successiva dichiarazione da produrre entro il termine di presentazione di quella relativa al periodo d'imposta successivo.

Le correzioni operate, se effettuate nei termini, non sono soggette a sanzioni e il maggior credito d'imposta risultante dalla dichiarazione integrativa può essere utilizzato in compensazione oppure chiesto a rimborso.

La dichiarazione integrativa a favore del contribuente presuppone che la dichiarazione originaria sia stata a suo tempo validamente e tempestivamente presentata.

Possono quindi essere integrate anche le dichiarazioni presentate entro novanta giorni dal termine di scadenza che sono considerate valide salva l'applicazione della sanzione prevista per il ritardo.

Le dichiarazioni presentate oltre i novanta giorni, invece, dovendosi considerare omesse (costituiscono titolo solo per la riscossione delle imposte evidenziate), non possono essere oggetto d'integrazione.

La dichiarazione si considera omessa anche se trasmessa dall'intermediario incaricato con ritardo superiore a 90 giorni.

Ai lavoratori dipendenti, ai collaboratori e ai pensionati che hanno utilizzato il modello 730 per dichiarare i loro redditi si consiglia di controllare attentamente il prospetto di liquidazione delle imposte (mod. 730/3) ricevuto dal sostituto d'imposta (entro il 15 giugno) o dal Caf (entro il 30 giugno), allo scopo di riscontrare eventuali errori di compilazione o di calcolo.

In questo caso bisogna rivolgersi al più presto a chi ha prestato l'assistenza affinché, se ci sono errori di calcolo, provveda a correggerli (redigendo un mod. 730 rettificativo) in tempo utile perché se ne possa tenere conto al momento di effettuare i conguagli nella busta paga o nel rateo di pensione.

Quando, invece, il modello è stato compilato in modo corretto, ma il contribuente si è accorto di aver dimenticato di dichiarare dei redditi oppure di esporre degli oneri deducibili o detraibili, la rettifica può avvenire nei seguenti modi:

  • quando l'integrazione comporta un maggior rimborso o un minor debito (ad esempio, oneri non precedentemente indicati) può presentare entro il 25 ottobre dello stesso anno in cui è stato presentato il 730 errato un modello 730 integrativo con la relativa documentazione. Anche se il modello precedente è stato presentato al datore di lavoro o all'ente pensionistico, il modello 730 integrativo deve essere presentato ad un Caf, che può chiedere un compenso;
  • se il contribuente si accorge di non aver fornito tutti gli elementi da indicare nella dichiarazione e l'integrazione o la rettifica comporta un minor credito o un maggior debito, egli deve necessariamente utilizzare il modello UNICO Persone fisiche 2014. Il modello UNICO Persone fisiche 2014 può essere presentato:
    • entro il 30 settembre 2014 (correttiva nei termini). In questo caso, se dall'integrazione emerge un importo a debito, il contribuente dovrà procedere al contestuale pagamento del tributo dovuto, degli interessi calcolati al tasso legale con maturazione giornaliera e della sanzione in misura ridotta secondo quanto previsto dal ravvedimento operoso;
    • entro il termine previsto per la presentazione del modello UNICO relativo all'anno successivo (dichiarazione integrativa). In questo caso se dall'integrazione emerge un importo a debito, il contribuente dovrà pagare contemporaneamente il tributo dovuto, gli interessi calcolati al tasso legale con maturazione giornaliera e le sanzioni in misura ridotta previste in materia di ravvedimento operoso;
    • entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, salva l'applicazione delle sanzioni da parte dell'Amministrazione finanziaria.

La presentazione di una dichiarazione integrativa non sospende le procedure avviate con la consegna del modello 730 e, quindi, non fa venir meno l'obbligo da parte del datore di lavoro o dell'ente pensionistico di effettuare i rimborsi o trattenere le somme dovute in base al modello 730.

Per fare una domanda su come rimediare ad errori od omissioni nella dichiarazione dei redditi,  sul contenzioso tributario, su fisco e tasse in genere, sulle cartelle esattoriali clicca qui.

16 agosto 2013 · Giorgio Valli

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Commenti e domande dei lettori

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  • ferla norina 4 giugno 2011 at 03:57

    ogni anno grosso modo le cose che dichiaro per la dichiarazione dei redditi sono le solite ma il credito quet'anno e il doppio rispetto agli altri anni e possibile?

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