Cartella esattoriale - riscossione coattiva

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E' l'azione di recupero forzoso di un debito iscritto a ruolo. Se, a seguito della notifica della cartella o degli eventuali solleciti, il cittadino non paga e non interviene un provvedimento di sospensione o annullamento da parte dell'ente creditore, l'Agente della riscossione (Adr) procede al recupero forzato.

A questo fine, può:

1. Iscrivere Ipoteca sui beni immobili del debitore e dei suoi co-obbligati nel caso in cui l'importo a debito sia superiore o uguale ad 8 mila euro.  Se l'importo è inferiore a 10 mila euro viene inviato preventivamente un invito al pagamento. Si tratta di una procedura cautelare.  L'ipoteca garantisce il   creditore (in questo caso l'Agente della riscossione) attribuendogli il diritto di essere soddisfatto con preferenza nel caso di espropriazione.  L'ipoteca può avere per  oggetto beni del debitore (cittadino-contribuente) o di un terzo, e si costituisce mediante iscrizione nei registri immobiliari.

2. Iscrivere fermo amministrativo dei beni mobili registrati (per esempio autovetture). Il fermo amministrativo (detto anche “ganasce fiscali”) consiste in una misura cautelare attivata, l'Agente della riscossione (Adr) attraverso la trascrizione del fermo del bene mobile registrato, per esempio, un'automobile nel Pubblico registro automobilistico, non consentendole di circolare.  Se, dopo il fermo, il debito  continua a non essere pagato, l'Adr può sottoporre a pignoramento il bene fermato e venderlo all'asta.

3. Procedere direttamente all'espropriazione forzata dei beni immobili (se l'importo complessivo del credito per cui si procede supera complessivamente 8 mila euro), dei beni mobili e crediti anche presso terzi attraverso il pignoramento del quinto dello stipendio o della pensione o di somme disponibili su conto corrente.

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